Gazella dorcas

Famiglia : Bovidae

 

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Testo © Dr. Gianni Olivo

 

 

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Una Gazella dorcas maschio. Ferito o accerchiato può diventare pericoloso © Giuseppe Mazza

La Gazzella di Dorcas ( Gazella dorcas - Linnaeus, 1758, famiglia Bovidae ), è il prototipo delle gazzelle, quella che ha dato il suo nome (arabo) a tutte le altre, anche perché, essendo comune in Africa del Nord, era nota sin dai tempi antichi.

Artiodattilo (Artiodactyla) di taglia modesta e di struttura leggera, è piuttosto comune e diffusa, in tutto il Nord Africa, da Ovest ( Mauritania, Marocco), attraverso la Tunisia, l’Algeria, la Libia, l’Egitto, fino alla penisola arabica e ad Israele.

Più a Sud si spinge nel Sahel, sino alla parte settentrionale di Chad, Niger, Nigeria e Sudan. Un tempo era presente, probabilmente, fino all’Iraq.

Si tratta di un’antilope ben adattata all’ambiente stepposo e desertico o sub-desertico, con altezza alla spalla che va dai 55 ai 65 cm e pesi dell’ordine dei 15-25 Kg.

Il colore del mantello è rossiccio chiaro o beige, oppure color sabbia, ma talvolta tende decisa- mente al fulvo, ma le parti ventrali e le cosce sono bianche.

Nel punto di transizione tra il bianco del ventre ed il beige dei fianchi, vi è sempre una stria più marcatamente rossa, che corre quasi orizzon- talmente dall’attaccatura delle zampe anteriori a quella degli arti posteriori. Tale striscia si estende poi sui quarti posteriori, a contornare il bianco della coscia.

Intorno all’occhio vi è una sorta di “occhiale bianco” mentre, a partire dall’angolo anteriore dell’occhio, una striscia scura e sottile corre verso l’apice del muso, inoltre é presente, quasi sempre, una netta macchia triangolare, fulva, con base posta tra l’emergenza delle corna e con apice sul dorso del muso, ma che non arriva fino al naso, che è sempre bianco ( a parte le narici, che appaiono nere).

Le orecchie sono lunghe ed affusolate, spesso arcuate. I maschi anziani spesso presentano una curiosa piega cutanea a livello del muso.

Le corna sono presenti in entrambi i sessi e sono di forma a lira, marcatamente anulate, con lunghezza media da 15 a 25 cm, ma con un record accertato di 32,39 cm per la sottospecie Gazella dorcas litoralis, tipica delle coste del Mar rosso, Eritrea e Sudan (Kassala).

Un’altra sottospecie, diffusa in Abissinia settentrionale ed in Sudan, è la Gazella dorcas isabella, o gazzella isabellina, con colore del mantello più chiaro.

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Anche le femmine hanno le corna e difendono coraggiosamente i piccoli © Giuseppe Mazza

Vengono poi comunemente accettate altre sottospecie: la Gazzella dorcade del Marocco ( Gazella dorcas massaesyla ), la Gazzella dorcade del Sahara, forse quella a più ampia distribuzione ( Gazzella dorcas osiris ), la Gazzella dorcade egizia ( Gazella dorcas dorcas ), ed infine la Gazzella dorcade di Pelzeln ( Gazella dorcas pelzelni ) presente in Somalia.

Animale adattatosi al deserto, non dipende dall’ acqua, potendo ricavare i liquidi di cui necessita dai vegetali, tuttavia, quando possibile, si reca volentieri ad abbeverarsi, inoltre, come per altre specie del deserto (vedi schede Orici), adotta altre strategie per sopravvivere, tra cui minime dispersioni di liquidi, attività notturna, sapiente sfruttamento della poca ombra disponibile eccetera.

Compie grandi spostamenti, raggiungendo aree dove ha piovuto e dove è presente erba novella ed a volte, in tali zone, si riscontrano notevoli concen- trazioni di animali.

I maschi adulti sono territoriali e marcano e delimitano il territorio con mucchietti di feci a forma di palline, di meno di un centimetro di diametro, molto spesso zappando con gli arti anteriori oppure urinando sulle feci.

Pur avendo ghiandole preorbitali, non pare che vengano utilizzate per marcare il territorio. I segnali sonori consistono essenzialmente in un grido di allarme, che assomiglia al verso di un germano reale: tale verso viene emesso insufflando l’aria dai polmoni nel naso, che si gonfia visibilmente, come un palloncino, anche se non in maniera così evidente come nella gazzella di Speke.

L’alimentazione è varia, compatibilmente con l’ambiente…avaro e fortemente condizionata da esso, per cui va dalle foglie di acacia a quelle succulente di certe piante grasse (preziose fonti di liquidi), a tuberi, spesso scavati con le zampe, a frutti e bacche, ed anche erbe, spesso coriacee e secche.

Quando allarmate, queste gazzelle possono correre a velocità di oltre 60 Km all’ora, eseguendo spesso lo "stotting", salti a zampe rigide, presumibilmente per confondere il predatore.

A seconda della ricchezza o penuria di risorse, la gazzella dorcade può vivere in coppia o in gruppi famigliari, spesso costituiti da un maschio, da alcune femmine e da esemplari giovani.

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Quando il pascolo è abbondante la Gazella dorcas vive in piccoli gruppi famigliari © Giuseppe Mazza

La stagione degli accoppiamenti è solitamente nei mesi invernali e, dopo circa 180 giorni di gestazione, la femmina partorisce un piccolo (raramente due), che dopo un paio d’ore è già in grado di reggersi in piedi, anche se di solito per i primi giorni rimane nascosto, per quanto l’ambiente lo consenta, in una buca della sabbia o sotto un cespuglio, mentre la madre resta nelle vicinanze.

Difesa dai predatori: la velocità è l’arma più utilizzata, ma la gazzella dorcade è un animale combattivo, come il maschio di bushbuck, e vi sono casi di persone uccise dalle aguzze corna di un animale ferito o accerchiato.

Predatori abituali sono il ghepardo (ove presente), il caracal, il serval, ed il leopardo, ma vi sono casi in cui, soprattutto per quanto concerne i felini minori, l’antilope tenta, a volte con successo, di difendersi attivamente

Nomi comuni Inglese: Dorcas gazelle; Francese: Gazelle dorcas o Ariel; Tedesco: Dorkasgazelle; Spagnolo: Gazella dorcas; Portoghese: Gazela dorcas; Arabo del Nord: Gzala; Arabo del centro: Razal; Haussa: Bereua; Somalo: Fero (La sottospecie di Pelzeln).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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