Gigantochloa atroviolacea

Famiglia : Poaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria della Cina, Giava e Piccole Isole della Sonda, la Gigantochloa atroviolacea è fra i bambù più ornamentali per i culmi viola nerastro, ricurvi all’apice, alti anche 15 m con fogliame lussureggiante © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Hong Kong e Yunnan), Giava e Piccole Isole della Sonda (Bali) dove cresce a basse altitudini prevalentemente su suoli rossi lateritici.

Il nome del genere à la combinazione dei sostantivi greci “γίγας, -αντος” (gigas, –antos) = gigante e “χλόη” (chloe) = erba, con ovvio riferimento; il nome specifico è la combinazione degli aggettivi latini “ater, atra, atrum” = nero, scuro e “violaceus, a, um” = violetto, violaceo, con riferimento al colore che assumono i culmi dopo un certo tempo.

Nomi comuni: black bamboo, Java black bamboo, tropical black bamboo (inglese); pring wulung, pring ireng (giavanese); bambu hitam (indonesiano); phai dam indonisia (thailandese).

La Gigantochloa atroviolacea Widjaja (1987) è una specie perenne rizomatosa, sempreverde, che forma cespi piuttosto densi con fusti (culmi) cilindrici eretti con apice ricurvo, di 8-15 m di altezza e 6-10 cm di diametro, provvisti di radici aeree ai nodi più vicini al suolo; i culmi sono cavi tra i nodi con pareti spesse circa 6 mm.

Gli internodi, lunghi 30-45 cm, sono inizialmente verdi, poi viola nerastro, eventualmente con sottili strisce verdi, su cui spiccano i nodi biancastri.

Nella fase giovanile i culmi sono protetti da brattee triangolari decidue, lunghe fino a 20 cm, ricoperte da una fitta peluria nerastra.

Dai nodi, tranne i più bassi, si sviluppano diversi rami, di cui uno predominante, con foglie alterne, oblungo-lanceolate con apice lungamente appuntito, di 20-28 cm di lunghezza e 2-5 cm di larghezza, di colore verde intenso.

Infiorescenze indefinite con spighette sessili raggruppate ai nodi portanti 4 fiori fertili e uno sterile, sessili.

Si riproduce per seme, se disponibile, per divisione di rizomi, con ciascuna porzione provvista di almeno tre culmi, ma più frequentemente per talea di fusto da effettuare preferibilmente alla fine della stagione vegetativa, quando la pianta ha accumulato il massimo delle riserve.

Si utilizza una porzione di culmo di 2-3 anni di età con due o tre nodi provvisti di gemme, posta obliquamente o verticalmente su un substrato sabbioso ricco di sostanza organica mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C.

Di facile coltivazione e veloce crescita, è considerato uno tra i più ornamentali bambù per i culmi nerastri e il fogliame lussureggiante, coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale, se ne può tentare la coltivazione in quelle temperato-calde più miti dove temperature appena inferiori 0 °C sono eventi eccezionali e di durata limitata.

Richiede una posizione in pieno sole o leggera ombreggiatura e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché drenante, con preferenza per quelli calcarei; pur essendo originario di zone con elevata piovosità annua, cresce bene anche su suoli asciutti e rocciosi moderatamente irrigati.

I culmi, che presentano buone caratteristiche di resistenza e durata, sono da tempo impiegati a Giava per realizzare diversi strumenti musicali tradizionali, si utilizzano inoltre per costruire mobili di pregio, per le caratteristiche del prodotto finito, e numerosi oggetti artigianali; infine sono oggetto di esportazione in misura piuttosto limitata.

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Gli internodi, lunghi 30-45 cm, sono inizialmente verdi, con radici aeree alla base del fusto. Le foglie alterne, di colore verde intenso, raggiungono i 20-28 cm di lunghezza © Giuseppe Mazza

I giovani germogli sono consumati cotti come verdura.

Sinonimi: Gigantochloa atter var. nigra Gamble (1896).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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