Globba globulifera

Famiglia : Zingiberaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Globba globulifera è di casa in Thailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste umide © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Thailandia e Vietnam dove cresce nel sottobosco delle foreste umide.

Il nome del genere deriva dal nome locale “galoba” utilizzato nell’isola di Ambon (Indonesia) per indicare diverse Zingiberaceae; il nome specifico è la combinazione del sostantivo latino “globulus” = piccola sfera e del verbo “fero” = portare, con riferimento ai bulbilli globosi che si formano all’ascella delle brattee della infiorescenza.

Nomi comuni: purple globe ginger (inglese).

La Globba globulifera Gagnep. (1901) è una specie erbacea rizomatosa perenne decidua, alta 30-60 cm, con rizoma strisciante, uno pseudofusto formato dalle basi fogliari inguainate e foglie subsessili lanceolate con apice appuntito, lunghe 20 cm e larghe 3 cm. Infiorescenza terminale pendente a pannocchia, compatta, globosa, lunga circa 5 cm, con fiori sottesi da brattee imbricate ovate di colore rosa porpora di 1 cm di lunghezza e 0,7-1 cm di larghezza. I fiori sono gialli con calice tubolare trilobato con lobi appuntiti, corolla tubolare con lobi concavi, staminoidi laterali lanceolati, labello bipartito, stame con un lungo filamento curvo e antera con 4 ali appuntite. All’ascella delle brattee produce “bulbilli” globosi verrucosi. I frutti sono capsule globose contenenti piccoli semi dotati di arillo (tessuto carnoso che avvolge parzialmente il seme) di colore bianco.

Si riproduce per seme in terriccio ricco di sostanza organica con aggiunta di sabbia o perlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, per divisione e facilmente tramite i bulbilli.

Specie di piccole dimensioni coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, in posizione da semiombreggiata ad ombreggiata, su suoli ricchi di humus perfettamente drenanti, da leggermente acidi a neutri, mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni, durante il periodo vegetativo; a livello di rizoma, durante il periodo di riposo, può resistere a temperature di qualche grado sotto 0 °C solo se mantenuta asciutta. Nei climi freddi i rizomi possono essere interrati in primavera, con fioritura nella tarda estate, ed estratti in autunno e conservati in luogo fresco e asciutto. Si adatta bene alla coltivazione in vaso utilizzando un terriccio organico con aggiunta di sabbia o agriperlite per un 30%, le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, sospese in inverno durante il periodo di riposo e il vaso posto in ambiente asciutto con temperatura preferibilmente non inferiore a 10 °C.

Le infiorescenze recise, di lunga durata, sono particolarmente apprezzate nelle composizioni floreali.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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