Gonepteryx cleopatra

Famiglia : Pieridae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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I maschi della Gonepteryx cleopatra si distinguono facilmente da quelli della Gonepteryx rhamni per due vistose zone arancio sulle ali anteriori. Le femmine di queste due specie sono invece molto simili © Gianfranco Colombo

La Cleopatra ( Gonepteryx cleopatra – Linnaeus, 1767 ) appartiene all’ordine dei Lepidoptera ed alla famiglia dei Pieridae un raggruppamento alquanto vasto che include circa 1500 specie di farfalle di varia grandezza, di vari colori e presenti in ogni continente. In Europa questa famiglia comprende le cosiddette “bianche“ e cioè le cavolaie, le rapaiole, le napi e le sinapis.

Insieme alla congenere Cedronella Gonepteryx rhamni, alle Colias ed alle Anthocharis, sono le uniche pieridi europee a portare colori diversi dal bianco sulle ali.

La cleopatra è la corrispondente meridionale della cedronella ed infatti oltre a sovrapporsi su vaste aree di contatto prende il sopravvento nella parte sud dell’areale.

Anch’essa è una farfalla che annuncia la primavera essendo uno dei primi lepidotteri ad apparire all’approssimarsi della bella stagione. Ciò è facilitato dal fatto che la cleopatra iberna allo stato di imago ed è quindi subita pronta a prendere il volo non appena iniziano i primi tepori primaverili.

Anzi la sua collocazione più meridionale dell’area condivisa con la Gonepteryx ramni, fa spesso precedere quest’ultima nell’involo primaverile. E’ una farfalla molto simile alla cedronella in special modo quando posata con le ali chiuse ma non appena le spiega per involarsi, mostra chiaramente la grande macchia arancione posta sulla pagina superiore delle ali anteriori. E’ perfettamente simile alla sua congenere nel volo e nelle abitudini alimentari, nonché nella forma delle ali che portano quella caratteristica angolatura che ha dato il nome scientifico al loro “genus” di appartenenza.

L’etimologia del nome scientifico riprende appunto questo particolare. Gonepteryx dal greco “gonia” = angolo e “pterux” = ala, descrizione letterale della particolare forma angolata delle ali. L’etimologia di cleopatra ha invece una imprevedibile interpretazione. Anche se il riferimento alla regina di Egitto, ben conosciuta da tutti per le sue vicissitudini amorose e storiche nonché per la sua bellezza e leggiadrìa, parrebbe immediatamente soddisfare tale quesito, occorre tenere in dovuta considerazione che Linneo ha sempre optato di legare i nomi scientifici da lui scelti a riferimenti mitologici e non storici. Cleopatra è storia non mitologia ! Pertanto la Cleopatra a cui si è riferito, è la moglie di Meleagro colui che riuscì ad uccidere il mostruoso e gigantesco cinghiale mandato come punizione da Artemide nel paese di Calidone. Altri riferimenti ed a conferma dei nomi dati da Linneo a diverse farfalle attinenti a questa storia, sono: atalanta la giovane desiderata da Meleagro, plexippus, piritoo, idas, anceo suoi compagni nella battuta di caccia al cinghiale e lo stesso meleager = Meleagro.

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Uno sguardo attento noterà anche che il profilo della cleopatra è meno angoloso © Gianfranco Colombo

I nomi volgari europei dati a questa farfalla riportano nella totalità dei casi, lo stesso nome scientifico Cleopatra, fatta eccezione per i Francesi che ripropongono il nome di una delle poche regioni dove riscontrabile: le “Citron de Provence”.

Zoogeografia

Farfalla localizzata ma ben distribuita e sempre presente in buon numero nelle aree di diffusione.

Vive nella parte meridionale dell’Europa, nord Africa occidentale e fino alla Turchia continentale. Poco diffusa e piuttosto rara nel Medio Oriente.

Manca totalmente nelle aree a nord di una ipotetica linea longitudinale che dai Pirenei va fino al Caucaso.

Anche nelle pianure del nord Italia è praticamente assente mentre diventa improvvisamente frequente e numerosa lungo le coste liguri.

Sono state classificate molte sottospecie in particolare per esemplari che vivono in luoghi appartati (isola Canarie, Madeira, Rodi, Creta, Baleari) od aree con habitat particolari (Libia, Giordania, sud della Grecia).

Ecologia-Habitat

Si incontra frequentemente nella macchia mediterranea che sembra sia l’ambiente più consono per questa farfalla. Vive in boscaglie preferibilmente rade e con ampi spazi aperti ed ama luoghi soleggiati e piuttosto secchi. Si riscontra fino a 1600/1700 metri ma essendo un’incessante e forte volatrice, la si può accidentalmente trovare anche a quote ben superiori. Risultano rilevazioni anche fino a 3.000 m.

Morfofisiologia

La cleopatra è una farfalla di discrete dimensioni e può raggiungere i 65 mm di apertura alare. Il maschio ha la faccia superiore delle ali di un bel colore giallo zolfo con un’ampia macchia color arancione vivo che copre quasi totalmente quella anteriore mentre sulla posteriore ha una piccola macchia tonda e limpida della medesima tonalità. Sul verso dell’ala anteriore, il colore arancione non è visibile se non in controluce mentre riporta su entrambe le ali, nella parte centrale, due macchie sempre arancione. La femmina è invece sul dritto delle ali, di un giallo biancastro con una leggerissima e soffusa striatura arancione nell’area basale dell’ala inferiore e ripresenta nella parte centrale di entrambe, un puntino attenuato sempre di colore arancione.

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Ad ali chiuse è la trasparenza ad indicarci il sesso e quindi, se è maschio, la specie © Gianfranco Colombo

Il rovescio riprende il medesimo colore della faccia superiore, con una accentuazione di diffuso verdastro su tutte le superfici.

Le ali della cleopatra sono angolate negli apici inferiori e questa spigolatura crea un leggero accenno di coda. Il tutto molto più attenuato di quanto rilevato nella Gonepteryx rhamni.

La forte e prominente venatura che questa farfalla mostra sul verso delle ali, è molto simile a quella delle foglie sulle quali si posa durante il riposo o la diapausa. Si pensa quindi sia dovuta ad una strategia mimetica naturale.

Il corpo di entrambi i sessi è nerastro e coperto da una densa peluria giallo verdastra. Le antenne di colore scuro, sono piuttosto corte, molto robuste e clavate all’apice.

Biologia riproduttiva

La cleopatra è una farfalla monovoltina nel suo areale posto più a nord mentre è abitualmente bivoltina nelle zone più calde.

Come detto, sverna allo stato di imago, riparandosi durante la brutta stagione tra gli arbusti sempreverdi abbarbicati agli alberi od alle rocce, negli anfratti e nelle cavità ma anche fra le foglie disseccate cadute a terra. Ha una buona sopravvivenza invernale anche per il fatto che vive in una area più meridionale della suo congenere cedronella.

Depone le uova qualche giorno dopo l’involo primaverile generalmente sulle foglie di alaterno o di altre piante ospiti. Depone generalmente un solo uovo per ogni luogo ma a volte anche cluster ma mai numerosi. Le uova di colore bianco sono appuntite e rivolte verso l’alto in una posizione perpendicolare alla foglia. La generazione estiva, ove effettuata, viene invece eseguita nel mese di luglio per un involo tardivo che può avvenire nel mese di settembre. Il bruco quando piccolo rimane nascosto sulla faccia inferiore della foglia, mangiando il solo strato cutaneo senza lasciare traccia della sua presenza sulla faccia superiore mentre quando adulto si posiziona ben visibile, sopra la foglia, lungo la venatura portante, tenendo la testa leggermente arquata verso l’alto. Il bruco è di colore verdastro con una striscia più chiara su entrambi i fianchi e raggiunge la maturità in circa 4 settimane.

La crisalide è dapprima verde e poi giallastra ed è legata saldamente con un filo di seta ai rametti della pianta ospite o ancorata al di sotto di una foglia. Qualche giorno prima della schiusa si intravvede facilmente, attraverso la cuticola rinsecchita, il colore arancione delle ali anteriori che sarànno, quando in volo, la caratteristica peculiare di questa farfalla. La crisalide si schiude dopo circa tre settimane. Le piante ospiti appartengono al genere Rhamnus.

Sinonimi

Gonepteryx europea – Verity, 1913

 

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