Grevillea eriostachya

Famiglia : Proteaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 148 Kb
L’abbondante nettare della Grevillea eriostachya è usato come dolcificante dagli aborigeni © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Australia (Australia Occidentale, Australia Meridionale e Territorio del Nord) dove vive in aree aride generalmente sabbiose caratterizzate da inverni relativamente umidi ed estati calde e secche.

Il genere è dedicato al collezionista inglese Charles Francis Greville (1749-1809), che fu tra i fondatori della Royal Horticultural Society; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “erion” = lana e ‘stachys’ = pannocchia, con riferimento alla infiorescenza.

Nomi comuni: desert grevillea, flame grevillea, honey grevillea, yellow flame grevillea (inglese).

La Grevillea eriostachya Lindl. (1839) è un arbusto sempreverde alto 1,5-4 m con foglie lunghe 5-30 cm, pennate, composte da 2-7 segmenti coriacei lineari, lunghi 8-20 cm e larghi 1-2 mm, o intere sui rami fioriferi, di colore grigioverde e ricoperte da una densa e corta peluria superiormente. Infiorescenze terminali racemose, semplici o composte, coniche, lunghe 10-25 cm con rachide lanoso, che emergono sopra il fogliame su un robusto peduncolo lungo fino a circa 40 cm, portanti numerosi fiori ricchi di nettare con 4 tepali lunghi circa 0,8 cm, tomentosi, di colore verde in boccio, poi giallo oro, e pistillo, lungo 1,5-2,2 cm, dello stesso colore; la fioritura procede dal basso verso l’alto (acropeta).

I frutti sono follicoli ellissoidali compressi, tomentosi, lunghi 1,5-2,2 cm, larghi 1-1,3 cm e spessi circa 0,6 cm, contenenti due semi ovali piatti. Si riproduce per seme, preventivamente scarificato e immerso in acqua per un giorno per aumentarne la percentuale di germinazione, in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, e per innesto su Grevillea robusta.

Specie ampiamente diffusa nell’Australia centro-occidentale dove fiorisce in qualsiasi periodo dell’anno, stimolata da qualche pioggia, con un picco in inverno-primavera, richiede un clima di tipo mediterraneo con inverni miti ed estati calde e secche, sopporta asciutta temperature minime fino a circa -4 °C, per brevissimo periodo; non si adatta a crescere in zone caratterizzate da estati umide, a meno di non venire innestata su specie resistenti.

Richiede suoli particolarmente drenanti, preferibilmente sabbiosi, poveri, neutri o alcalini, e ben radicata può resistere a lunghi periodi di siccità, adatta quindi ad essere utilizzata in giardini di tipo desertico; opportune potature possono aiutare a mantenerne compatto il portamento.

Il nettare, abbondantemente prodotto, oltre ad essere gradito agli uccelli, che provvedono alla impollinazione, è consumato e usato come dolcificante da tempi remoti dagli aborigeni.

Resiste generalmente al fuoco, a meno che non sia particolarmente intenso, grazie alla presenza del lignotubero, parte superiore della radice, ingrossata e lignificata, che permette alla pianta di rigenerarsi dopo gli incendi.

 

→ Vedere anche l’articolo sul genere Grevillea.

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle PROTEACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_G-120-19_Grevillea_eriostachya
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants