Guarianthe × guatemalensis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Guarianthe × guatemalensis è un ibrido naturale di Guarianthe aurantiaca x Guarianthe skinneri © Mazza

Ibrido naturale ( Guarianthe aurantiaca x Guarianthe skinneri ) originario del Messico sudorientale e America Centrale (El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua), dove cresce epifita sui rami più alti degli alberi nelle foreste tropicali semidecidue, tra 700 e 1400 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione di “guaria”, termine con cui in Costa Rica vengono chiamate le orchidee ed “anthos” = fiore; il nome dell’ibrido “guatemalensis” = del Guatemala, fa riferimento ad uno dei luoghi di origine.

Nomi comuni: guatemalan cattleya (inglese).

La Guarianthe × guatemalensis ( T. Moore ) W.E.Higgins (2004) è un ibrido naturale tra Guarianthe aurantiaca (Bateman ex Lindl.) Dressler & W.E.Higgins (2003) e Guarianthe skinneri (Bateman) Dressler & W.E.Higgins (2003) con caratteristiche, come è naturale, intermedie tra quelle dei genitori.

Gli pseudobulbi sono lunghi 12-35 cm con all’apice 2 foglie ellittiche, lunghe fino a 18 cm e larghe 5 cm.

Infiorescenza terminale, lunga 10-15 cm, racchiusa inizialmente in una spata, che secca durante il periodo di riposo prima del suo sviluppo e che ha il compito di proteggerla nella fase iniziale, portante numerosi fiori, di 6-10 cm di diametro, che possono essere di diversi colori, bianco, rosa, arancio, porpora o rosso, con labello generalmente di colore più intenso, leggermente profumati.

Si riproduce da meristema in vitro e a livello amatoriale per divisione, con ciascuna sezione provvista di 3-4 pseudobulbi con almeno una gemma dormiente alla base. Orchidea vigorosa e fiorifera richiede elevata luminosità, anche sole leggermente filtrato, con frequenti innaffiature durante il periodo vegetativo, elevata umidità ambientale, 80-85%, e temperature medio alte, sopportando valori fino a poco oltre 35 °C; richiede un periodo di riposo, in inverno, con innaffiature pressoché sospese, temperature fresche, intorno a 12-14 °C, ed umidità intorno al 70%, fino all’apparire delle nuove radici.

Fondamentale in ogni stagione un buon movimento dell’aria. Coltivabile in vaso o canestro con frammenti di corteccia (bark) di grossa pezzatura o montata su zattera o pezzi di corteccia, importante la circolazione dell’aria a livello delle radici, che devono potersi asciugare rapidamente, essendo piuttosto sensibili al marciume per ristagno d’acqua.

Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in modo da evitare accumulo di sali, vanno fatte durante il periodo vegetativo, preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose, o meno, di quella consigliata sulla confezione. Divisione, rinvaso e montaggio su ramo o corteccia vanno effettuati all’apparire delle nuove radici.

L’ibrido naturale è iscritto nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Cattleya × guatemalensis T. Moore (1861); Cattleya × guatemalensis var. wischhuseniana Rchb. f. (1888); × Epicattleya guatemalensis (T.Moore) Rolfe (1889); Cattleya × pachecoi Ames & Correll (1943).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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