Hatiora gaertneri

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Hatiora gaertneri è detta "Cactus di Pasqua" per il suo periodo di fioritura nell’emisfero nord © Mazza

L’ Hatiora gaertneri (Regel) Barthlott (1987) è originaria delle foreste montane umide del Brasile sudorientale (stati di Paraná e Santa Catarina), in particolare delle foreste di Araucaria, tra 400 e 1300 m di altitudine.

Il nome generico è l’anagramma del nome del genere Hariota, dedicato al botanico Thomas Harriot (1560-1621); la specie è dedicata al botanico tedesco Joseph Gärtner, o Gaertner, (1732-1791).

Nomi comuni: “Easter cactus” (inglese); “Påske- kaktus” (danese); cactus de Pâques ” (francese); “cactus di Pasqua”, “pasqualina” (italiano); “paascactus” (olandese); “cacto da primavera”, “flor-de-outubro” (portoghese-Brasile); “cacto-da-páscoa” (portoghese); “cactus de Pascua”, “plumilla de Santa Teresa” (spagnolo); “osterkaktus” (tedesco).

Specie epifita inerme molto ramificata, con portamento solitamente pendente, presenta segmenti generalmente piatti, oblunghi o ellittici troncati all’apice, di 4-7 cm di lunghezza e circa 2 cm di larghezza, di colore verde, a volte inizialmente rossastri, con rientranze appena accennate ai margini in corrispondenza delle areole; a volte i segmenti possono presentare 3-5 costole pronunciate.

Le areole sono piccole, inizialmente provviste di corte e sottili setole bruno-giallastre, come pure la grande areola oblunga apicale da cui si sviluppano i fiori ed i nuovi segmenti.

I fiori hanno ovario angolato, sono imbutiformi, stellati, simmetrici (actinomorfi), lunghi 4-5 cm e larghi 5-7 cm 1-3 di colore rosso scarlatto. Sono prodotti in profusione, da uno a tre, all’apice dei segmenti terminali, a inizio primavera, orientativamente quindi nel periodo pasquale nell’emisfero nord, da cui molti nomi comuni; durano singolarmente 4-5 giorni, ma la pianta resta in fioritura per alcune settimane.

I frutti sono oblunghi, 1,5 cm, di colore bruno rossastro e contengono semi bruni di circa 1 mm di diametro, ma per la fruttificazione occorre la presenza di un’altra pianta, non ottenuta per divisione dalla stessa, che fornisca il polline, infatti i fiori, pur essendo ermafroditi, sono auto incompatibili. Si riproduce molto facilmente per talea, preferibilmente costituita da due segmenti, fatta ben asciugare per qualche giorno e posta a radicare su un substrato sabbioso a 20°C.

Si ibrida facilmente con l’altra specie appartenente al genere, l’ Hatiora rosea, che fiorisce nello stesso periodo, con cui ha dato origine ad un gran numero di cultivar, il cui nome scientifico è Hatiora x graeseri, tutte comunemente chiamate nell’emisfero nord (nelle varie lingue) cactus di Pasqua; il fatto che le due specie ed i loro ibridi siano noti con lo stesso nome comune, è causa di non poca confusione.

La specie è poco frequente in coltivazione, mentre i suoi numerosi ibridi e varietà, hanno assunto dalla seconda metà del secolo scorso una notevole importanza, anche economica, in particolare nell’emisfero nord, come pianta fiorita offerta nel periodo pasquale.

La specie e i suoi ibridi hanno le stesse esigenze di coltivazione. Richiedono elevata luminosità diffusa, ma non sole diretto, e substrati subacidi perfettamente drenanti e molto aerati, essendo le radici molto sensibili al marciume per ristagno di umidità, che possono essere costituiti da comune terra da giardino, terriccio di foglie o, in mancanza, torba grossolana, e sabbia silicea, o agriperlite, in parti uguali, eventualmente con l’aggiunta di pietrisco per migliorare il drenaggio.

La loro collocazione in permanenza all’aperto, in posizione ombreggiata, come epifite sugli alberi o in vasi sospesi, è limitata ai climi caratterizzati da elevata umidità atmosferica e temperature minime invernali generalmente superiori a + 10°C, anche se asciutti possono sopportare per brevissimo periodo temperature di poco sotto 0°C.

Altrove vanno coltivati in vaso per riparli in inverno, spostandoli all’esterno, se se ne ha la possibilità, dalla tarda primavera all’autunno. In estate vanno innaffiati con regolarità, lasciando asciugare tra le innaffiature solo i primi strati del composto e nebulizzando con acqua non calcarea in presenza di aria troppo secca, in inverno le innaffiature vanno diradate, ma mantenendo il composto sempre leggermente umido e le temperature minime prossime, ma non inferiori a +10°C, questo periodo più fresco e asciutto favorisce una copiosa fioritura.

Dopo che sono apparsi i bocci floreali evitare spostamenti e cambiamenti bruschi delle condizioni ambientali che potrebbero provocarne la caduta. Le concimazioni, leggere, vanno effettuate circa due volte al mese dall’apparire dei bocci fino all’autunno.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Epiphyllum russellianum Hook. var. gaertneri Regel (1884); Epiphyllum gaertneri (Regel) W. J. Rob. (1889); Schlumbergera gaertneri (Regel) Britton & Rose (1913); Rhipsalidopsis gaertneri (Regel) Moran (1953).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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