Heliconia acuminata

Famiglia : Heliconiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Ottima per bordure, l’Heliconia acuminata fiorisce tutto l’anno ai tropici © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Bolivia, Brasile (Acre, Amazonas, Amapá, Pará, Roraima, Rondônia e Tocantins), Colombia, Guyana, Guyana Francese, Perù, Suriname e Venezuela, dove vive nelle foreste sempreverdi umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere deriva dal latino “Heliconius, a, um” = dell’Elicona, monte sacro ad Apollo ed alle Muse nella mitologia greca; il nome specifico è l’aggettivo latino “acuminatus, a, um” = acuminato, appuntito, con riferimento all’apice delle foglie bruscamente appuntite.

Nomi comuni: false bird of paradise, yellow heliconia (inglese); bico-de-tucano, caetê, tracoá (portoghese – Brasile); platanilla, sororoquinha (spagnolo).

L’ Heliconia acuminata A. Rich. (1831) è una specie erbacea eretta rizomatosa, perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 0,6-2 m.

Le foglie, su un picciolo lungo 10-45 cm, sono basali, alterne, semplici, intere, oblungo-lanceolate con apice brusca- mente e lungamente appuntito, di colore verde intenso con nervatura centrale prominente inferiormente di colore rosso, lunghe 35-60 cm e larghe 7-16 cm, e basi fogliari tubolari inguainanti che formano uno pseudo fusto.

L’infiorescenza, su un robusto peduncolo, è una spiga terminale eretta lunga 10-22 cm con rachide ondulato rosso e 3-7 brattee alterne divaricate e acuminate, distiche, coriacee, con la concavità rivolta verso l’alto e disposte quasi orizzontalmente, di colore da rosato a rosso, lunghe 8-12 cm.

Le brattee racchiudono numerosi fiori tubolari di colore giallo con una banda verde verso l’apice, lunghi 3-4 cm, che si aprono in successione su un pedicello lungo circa 2 cm; i fiori, ermafroditi, ma auto-incompatibili, sono impollinati dai colibrì, principalmente Phaethornis superciliosus (Linnaeus, 1766) e Phaethornis bourcieri (Lesson, 1832).

I frutti sono drupe globose di circa 0,5 cm di diametro, di colore blu scuro a maturità, contenenti 1-3 semi.

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I fiori, ermafroditi ma auto-incompatibili, sono impollinati dai colibrì. I frutti sono drupe globose © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 2 giorni, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 24-28 °C, ma solitamente e facilmente per divisione dei rizomi. Specie coltivabile esclusivamente nelle regioni a clima tropicale e subtropicale, dove è abbastanza diffusa, insieme alle numerose varietà che sono state selezionate con brattee di diverso colore, per la fioritura pressoché continua durante l’arco dell’anno e le dimensioni ridotte che permettono di utilizzarla anche in giardini poco estesi, in gruppo o per bordure.

Richiede una posizione semi ombreggiata e suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi, ma senza ristagni.

Dove il clima non consente la permanenza all’aperto durante i mesi invernali può essere coltivata in vaso per essere riparata in serre, verande o giardini d’inverno, anche mediamente luminosi, essendo meno esigente da questo punto di vista di altre specie, utilizzando un substrato organico con aggiunta di sabbia silicea o perlite per un 30% per migliorare il drenaggio, con temperature diurne invernali di 20-24 °C e minime notturne non inferiori a 16 °C.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, evitando i ristagni, causa di facili marciumi, più diradate in inverno, lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, con concimazioni effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati a lento rilascio con aggiunta di microelementi.

Sinonimi: Bihai acuminata (A.Rich.) Kuntze (1891).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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