Heliconia hirsuta

Famiglia : Heliconiaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Heliconia hirsuta, molto coltivata ai tropici, forma densi cespi di 0,75-3 m © G. Mazza

La specie è originaria dell’Argentina nord-orientale, Belize, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Guyana Francese, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Suriname, Trinidad-Tobago e Venezuela, dove vive nelle foreste sempreverdi umide a basse altitudini.

Il nome del genere deriva dal latino “Heliconius, a, um” = dell’Elicona, monte sacro ad Apollo ed alle Muse nella mitologia greca; il nome specifico è l’aggettivo latino “hirsutus, a, um” = irsuto, ispido, con riferimento al rachide irsuto.

Nomi comuni: pacová (portoghese - Brasile); bijao,isira, platanillo fosforito, riqui riqui (spagnolo).

L’ Heliconia hirsuta L.f. (1782) è una specie erbacea eretta rizomatosa, perenne, sempreverde, che forma velocemente densi cespi alti 0,75-3 m. Le foglie, subsessili, da ovate a ellittiche con apice appuntito e nervatura centrale prominente inferiormente, sono distiche, lunghe 15-35 cm e larghe 8-12 cm, con le basi fogliari tubolari inguainanti che formano uno snello pseudo fusto.

L’infiorescenza, su un peduncolo lungo 10-30 cm, è una spiga terminale eretta lunga 6-15 cm, con rachide sottile leggermente ondulato ricoperto da una densa peluria, costituita da 4-10 brattee alterne, distiche, concave e lungamente appuntite, coriacee, di colore da arancio a rosso, lunghe alla base 7-12 cm, progressivamente decrescenti verso l’alto, che sottendono 6-10 fiori tubolari, lunghi 2,5-4, cm, di colore giallo o arancio con macchia verde scuro all’apice, su un pedicello pubescente lungo circa 1 cm.

I fiori, a simmetria bilaterale, sono ermafroditi, con 3 sepali, di cui due fusi e uno libero, e 3 petali fusi insieme, poco differenziati tra loro, 5 stami fertili e uno staminoide opposto al sepalo libero; i fiori sono impollinati dai colibrì. Nelle brattee sono presenti nettari extrafiorali che essudano una sostanza zuccherina che attira diverse specie di formiche. I frutti sono drupe globose, di circa 0,8 cm di diametro, di colore blu scuro, contenenti 1-3 semi.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 2 giorni per ammorbidire il tegumento, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili fino a 6 mesi, ma solitamente e facilmente si ricorre alla divisione dei rizomi.

L’ Heliconia hirsuta è una delle più diffuse e variabili specie del genere, di cui sono state selezionate numerose varietà molto apprezzate per la facilità di coltivazione, le dimensioni relativamente contenute, la rifiorenza e le colorate infiorescenze di lunga durata, e per questo frequentemente utilizzata in parchi e giardini anche di modesta estensione. Richiede elevate temperature e umidità atmosferica, adatta quindi solo alle regioni tropicali e subtropicali, una esposizione in pieno sole o leggermente ombreggiata e suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, drenanti, mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni. Si adatta bene alla coltivazione in vaso, dove fiorisce facilmente, utilizzando un substrato organico particolarmente drenante e aerato, può quindi essere ricoverata in serre, verande o giardini d’inverno molto luminosi, dove il clima non consente la permanenza all’aperto durante i mesi invernali, con valori minimi notturni di temperatura non inferiori a 15 °C. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, evitando i ristagni, causa di facili marciumi, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato, e le concimazioni effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati a lento rilascio con aggiunta di microelementi. E’ facilmente soggetta ad attacchi di acari e cocciniglie, da trattare in caso di grave infestazione con prodotti specifici.

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Sono state selezionate numerose varietà fra cui ’Halloween’, a sinistra, e ’Yellow Panama’, a destra © Giuseppe Mazza

Le foglie sono localmente utilizzate per avvolgere cibi e le infiorescenze recise, di lunga durata, sono utilizzate nelle composizioni floreali.

Sinonimi: Thalia nemorosa Willd. ex Link (1820); Limnocharis haenkei C.Presl (1832); Heliconia bicolor Klotzsch (1847); Bihai hirsuta (L.f.) Kuntze (1891); Bihaia hirsuta Kuntze (1891); Heliconia psittacorum Sessé & Moc. (1894); Bihai harrisiana Griggs (1915); Bihai straminea Griggs (1915); Heliconia straminea (Griggs) Standl. (1927); Heliconia cardenasii L.B.Sm. (1939); Heliconia harrisiana (Griggs) L.B.Sm. (1939); Heliconia burle-marxii Emygdio (1957); Heliconia costanensis Aristeg. (1964); Heliconia cararensis Abalo & G.Morales (1982).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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