Heliconia platystachys

Famiglia : Heliconiaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’infiorescenza pendula dell’Heliconia platystachis è lunga anche 1 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia, Costa Rica, Panama e Venezuela dove cresce in aree aperte nelle foreste a basse altitudini, in zone caratterizzate da spiccata stagionalità.

Il nome del genere deriva dal latino “Heliconius, a, um” = dell’Elicona, monte sacro ad Apollo ed alle Muse nella mitologia greca; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “platys” = largo e “stachys” = spiga, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: orange hanging lobate claw (inglese); minòn, platanilla, platanillo (spagnolo).

L’ Heliconia platystachys Baker (1893) è una specie erbacea eretta rizomatosa, perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 3-5 m. Le foglie, su un picciolo pruinoso lungo 0,5-1 m, sono basali, alterne, semplici, intere, oblunghe con apice bruscamente appuntito, di 0,7-1,7 m di lunghezza e 15-38 cm di larghezza, con le basi fogliari tubolari inguainanti che formano uno pseudo fusto pruinoso lungo 1-2 m; la lamina fogliare è spesso suddivisa perpendicolarmente al rachide in numerose sezioni di larghezza variabile.

L’infiorescenza, su un robusto peduncolo rosso porpora tomentoso, è una spiga terminale pendula, lunga 0,7-1 m, con rachide ondulato rosso tomentoso e 10-20 brattee con apice appuntito e concavità rivolta verso il basso, alterne, distanziate, disposte a spirale, coriacee, di colore rosso alla base, giallo verdastro ai margini e all’apice, lunghe alla base dell’infiorescenza 22-24 cm, decrescenti verso l’apice. Le brattee racchiudono 6-8 fiori tubolari di colore giallo verdastro lunghi 4-5 cm, su un pedicello tomentoso lungo circa 1 cm, che si aprono in successione. I fiori, a simmetria bilaterale, sono ermafroditi, con 3 sepali, di cui due fusi e uno libero, e 3 petali fusi insieme, poco differenziati tra loro, 5 stami fertili e uno staminoide opposto al sepalo libero; i fiori sono impollinati dai colibrì. I frutti sono drupe sub globose di colore blu scuro a maturità di circa 1,8 cm di lunghezza e 1,5 cm di diametro, contenenti 1-3 semi oblunghi nerastri, lunghi circa 1,2 cm.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 2 giorni per ammorbidire il tegumento, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili, 1-6 mesi o più, ma solitamente e facilmente per divisione dei rizomi. Specie di grande valore ornamentale e paesaggistico per il fogliame e le vistose infiorescenze pendule dai colori brillanti, presenta un lungo periodo di fioritura che si protrae da marzo a luglio, nella stagione delle piogge, ma necessita di un ben definito periodo di secco per l’induzione a fiorire, adatta quindi a climi tropicali e subtropicali con spiccata stagionalità.

Richiede una esposizione in pieno sole o parziale ombreggiatura, riparata dai venti, e suoli ricchi di sostanza organica, drenanti, mantenuti costantemente umidi in primavera-estate, ma senza ristagni, piuttosto asciutti in inverno. Dove il clima non consente la permanenza all’aperto durante i mesi invernali può essere coltivata in vasi capienti per essere riparata in serre, verande o giardini d’inverno luminosi, utilizzando un substrato organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30% per migliorare il drenaggio, con umidità ambientale e temperature diurne elevate, ideali 24-26 °C, e minime notturne non inferiori a 15 °C. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in primavera-estate, evitando i ristagni, causa di facili marciumi, diradate in inverno, lasciando asciugare quasi completamente il substrato prima di ridare acqua, con concimazioni effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati a lento rilascio con aggiunta di microelementi.

Le infiorescenze recise di lunga durata, circa 12 giorni, sono particolarmente apprezzate nelle composizioni floreali.

Sinonimi: Bihai platystachys (Baker) Griggs (1904); Heliconia catheta R.R.Sm. (1975).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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