Heliconia stricta

Famiglia : Heliconiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le grandi foglie dell’Heliconia stricta sono usate per avvolgere i cibi e cucinare al vapore © Mazza

La specie è originaria della Bolivia, Brasile (Acre, Amazonas, Amapá, Pará, Roraima, Rondônia e Tocantins), Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela dove cresce nelle foreste umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere deriva dal latino “Heliconius, a, um” = dell’Elicona, monte sacro ad Apollo ed alle Muse nella mitologia greca; il nome della specie è l’aggettivo latino “strictus, a, um” = stretto, compatto, con riferimento alla infiorescenza.

Nomi comuni: red lobster claw, small lobster claw (inglese); caetê-sanguíneo (portoghese – Brasile); platanillo (spagnolo).

L’ Heliconia stricta Huber (1906) è una specie erbacea eretta rizomatosa perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 1,5-3 m.

Le foglie, su un picciolo lungo 25-90 cm, sono basali, alterne, distiche, semplici, intere, di forma da ovata a obovata con apice appuntito e nervatura centrale, solitamente rossiccia, prominente nella pagina inferiore, lunghe 0,45-1,5 m e larghe 20-30 cm, e basi fogliari tubolari inguainanti che formano uno pseudo fusto lungo 40-70 cm.

L’infiorescenza è una spiga terminale eretta sessile, lunga 20-40 cm, con rachide rossiccio glabro e 5-9 brattee ravvicinate, distiche, coriacee, con apice appuntito, lunghe alla base 15-25 cm, progressivamente decrescenti verso l’alto, di colore rosso con un sottile bordo verde giallastro, in cui si raccolgono acqua e detriti che attirano uccelli e piccoli animali.

Le brattee sottendono 15-22 fiori, su un pedicello bianco lungo 0,5 cm, tubolari, sigmoidi, lunghi circa 5 cm, di colore bianco alla base, verde intenso nella parte mediana e bianco all’apice, che si aprono in successione.

I fiori, a simmetria bilaterale, sono ermafroditi, con 3 sepali, di cui due fusi e uno libero, e 3 petali fusi insieme, poco differenziati tra loro, 5 stami fertili e uno staminoide, di colore bianco, opposto al sepalo libero; i fiori sono impollinati dai colibrì. I frutti sono drupe globose, di colore blu scuro, contenenti 1-3 semi. Si riproduce per seme, preventivamente scarificato e tenuto in acqua per 3 giorni per ammorbidire il tegumento, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili, da alcuni mesi ad un anno, ma solitamente e facilmente si ricorre alla divisione dei rizomi in primavera, con ciascuna sezione provvista di diverse gemme vegetative.

Specie di grande valore ornamentale e paesaggistico per il lussureggiante fogliame e le spettacolari infiorescenze, di cui sono state selezionate diverse varietà di differenti tonalità di colore ed anche di dimensioni ridotte, inferiori al metro (la più coltivata è nota come ‘Dwarf Jamaican’), coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido in pieno sole o leggera ombreggiatura.

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L’infiorescenza verticale, di 20-40 cm, reca 5-9 brattee ravvicinate di 15-25 cm con 15-22 fiori © Giuseppe Mazza

Richiede suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, ben drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi, ma senza ristagni, e una posizione al riparo dai venti; in zone con prolungati periodi di secco deve essere frequentemente ed abbondantemente irrigata, in particolare nei mesi più caldi.

Coltivabile anche in vaso, in particolare le varietà di dimensioni contenute, uti- lizzando un substrato organico parti- colarmente drenante e aerato, per la decorazione di patii e terrazze o per essere riparata in serre, verande e giardini d’inverno luminosi, dove il clima non consente la permanenza all’aperto durante i mesi invernali, con elevati valori di umidità ambientale e di tem- perature diurne, ideali 24-26 °C, con va- lori minimi notturni non inferiori a 15 °C.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, lasciando par- zialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, evitando i ristagni, causa di facili marciumi, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato, e le concimazioni effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati a lento rilascio con aggiunta di microelementi. E’ facilmente soggetta ad attacchi di acari e cocciniglie, da trattare in caso di grave infestazione con prodotti specifici.

Le infiorescenze recise di lunga durata, circa 12 giorni, sono particolarmente apprezzate nelle composizioni floreali. Le foglie sono usate dalle popolazioni indigene per avvolgere e trasportare cibi e cucinare al vapore.

Sinonimi: Heliconia biahij Vell. (1827); Heliconia aureo-striata Bull. (1881); Bihaia bourgeauana Kuntze (1891); Bihai stricta (Huber) Griggs (1915); Heliconia tricolor Abalo & G.Morales (1985).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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