Heliconia wagneriana

Famiglia : Heliconiaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’infiorescenza dell’Heliconia wagneriana misura anche 45 cm, con 7-20 brattee © Mazza

La specie è originaria del Belize, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Honduras, Panama, Trinidad-Tobago e Venezuela dove cresce ai margini delle foreste umide o lungo i corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 600 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dal latino “Heliconius, a, um” = dell’Elicona, monte sacro ad Apollo ed alle Muse nella mitologia greca; la specie è dedicata all’esploratore, raccoglitore e naturalista tedesco Moritz Friedrich Wagner (1813–1887).

Nomi comuni: Easter heliconia (inglese); tracoà (portoghese – Brasile); platanilla, platanillo (spagnolo).

L’ Heliconia wagneriana Petersen (1896) è una specie erbacea rizomatosa eretta, perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 1,5-4,5 m. Le foglie, su un picciolo lungo 30-90 cm, sono basali, alterne, semplici, intere, oblunghe con apice bruscamente appuntito e nervatura centrale prominente nella pagina inferiore, leggermente ondulate, lunghe 0,8-1,6 m e larghe 20-30 cm, di colore verde, e basi fogliari tubolari inguainanti che formano uno pseudo fusto appiattito lungo 1-1,5 m.

L’infiorescenza è una spiga eretta, sessile, lunga fino a circa 45 cm, con 7-20 brattee alterne, distiche, concave, cerose, appuntite, sovrapposte alla base e avvolgenti interamente il rachide, di colore rosso rosato bordato di giallo pallido e margini verdi, lunghe nella parte mediana 13-15 cm, progressivamente decrescenti verso l’alto. Le brattee sottendono numerosi fiori tubolari ricurvi verso il rachide, lunghi 4-7 cm, di colore verde intenso all’apice, bianchi alla base, ricchi di nettare, che si aprono in successione; le brattee secernono un liquido che si raccoglie nella cavità, oltre ad acqua piovana, che protegge gli organi riproduttivi dagli insetti erbivori.

I fiori, a simmetria bilaterale, sono ermafroditi, con 3 sepali, di cui due fusi e uno libero, e 3 petali fusi insieme, poco differenziati tra loro, 5 stami fertili e uno staminoide opposto al sepalo libero; i fiori sono impollinati dai colibrì. I frutti, su un pedicello bianco, sono drupe oblunghe trigone di 1,5 cm di lunghezza, di colore blu a maturità, contenenti 1-3 semi rugosi lunghi 1 cm e larghi 0,6 cm. Si riproduce per seme, preventivamente scarificato e tenuto in acqua per 3 giorni per ammorbidire il tegumento, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili, da uno a 6 mesi, micropropagazione, ma solitamente e facilmente si ricorre alla divisione dei rizomi in primavera, con ciascuna sezione provvista di diverse gemme vegetative, da interrare ad una profondità non superiore a 3 cm.

Specie di grande effetto ornamentale e paesaggistico, dalla prolungata fioritura con un massimo tra fine inverno e inizio primavera (specie brevidiurna), richiede un clima tropicale o subtropicale umido e una posizione di preferenza semi ombreggiata, anche se sopporta il pieno sole, e suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, perfettamente drenanti, mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni. Si adatta bene alla coltivazione in vasi capienti, utilizzando un substrato organico con aggiunta di sabbia silicea o perlite per un 30% per migliorare il drenaggio, per la decorazione di patii e terrazze o per essere riparata nei mesi invernali in serre, verande o giardini d’inverno luminosi, al di fuori delle zone tropicali e subtropicali; richiede elevati valori di umidità ambientale e di temperature diurne, ideali 24-26 °C, con valori minimi notturni non inferiori a 15 °C.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, evitando i ristagni causa di facili marciumi, più diradate in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, con concimazioni effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati a lento rilascio con aggiunta di microelementi. E’ facilmente soggetta ad attacchi di acari e cocciniglie, da trattare in caso di grave infestazione con prodotti specifici, ed è sensibile a malattie fungine in condizioni di elevata umidità, superiore al 95%, e temperatura, in particolare all’antracnosi ( Colletotrichum gloeosporioides Penz. ). Le infiorescenze recise di lunga durata, 10-15 giorni, sono molto ricercate per le composizioni floreali.

Sinonimi: Heliconia biahij Vell. (1827); Heliconia aureo-striata Bull. (1881); Bihai wagneriana (Petersen) Kuntze (1891); Heliconia elongata Griggs (1903); Bihai elongata (Griggs) Griggs (1904); Heliconia lennartiana W.J.Kress (1986).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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