Helix pomatia

Famiglia : Helicidae

 

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Testo © Gianbattista Nardi

 

 

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L’Helix pomatia è indigena dell’Europa centrale e sud-orientale © Giuseppe Mazza

L’ Helix pomatia Linnaeus,1758, nota con i nomi comuni di “chiocciola degli orti”, “chiocciola vignaiola”, “chiocciola romana” o “chiocciola di Borgogna” (il celebre "escargot de Bourgogne") è probabilmente una delle specie di molluschi terrestri più conosciute, sia perché localmente molto comune, sia perché allevata e utilizzata a scopo edule ormai da diversi secoli.

Il nome generico deriva dal latino "helix" = elica, per via dell’avvolgimento spirale della sua conchiglia, tipico della maggior parte dei gasteropodi (classe Gastropoda); il nome specifico, invece, dal greco "poma" (πῶμα) = coperchio, in relazione all’abitudine dell’animale di chiudere l’apertura della conchiglia con un opercolo provvisorio (epifragma) durante il letargo invernale, o per difendersi dal caldo eccessivo (estivazione). L’ Helix pomatia appartiene alla famiglia degli Helicidae, una delle più evolute e ricche di specie tra i molluschi terrestri europei; alcuni elicidi, inoltre, sono muniti di conchiglia molto grande.

Zoogeografia

L’ Helix pomatia è una specie indigena dell’ Europa centrale e sud-orientale, successiva- mente introdotta dall’uomo in buona parte del vecchio continente, in Asia e nelle Americhe.

Il genere Helix conta 25 specie diverse in Europa, alcune delle quali a più ampia distribuzione, come Helix lucorum Linnaeus, 1758 e Helix cincta Muller 1774; altre a distribuzione più circoscritta, come per esempio Helix delpretiana Paulucci 1878 e Helix mileti Kobelt 1906, endemiche dell’Appennino centrale, Helix ligata O.F. Muller 1774 endemica dell’Italia centro-meridionale, Helix albescens Rossmassler 1839 endemica dell’Ucraina, Helix melanostoma Draparnaud 1801 endemica della Francia e Helix vulgaris Rossmassler 1839, presente esclusivamente in Bulgaria.

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Frequenta vigne, boschi, siepi, colture ed incolti fino a 1500 m di quota © Mazza

Ecologia-Habitat

L’ Helix pomatia si rinviene prevalentemente aderente a formazioni calcaree; frequenta le vigne, i boschi, le siepi, i luoghi coltivati e le aree incolte. Vive normalmente fino a 1.500 metri di quota ma può raggiungere, occasionalmente, anche i 2.000 metri.

Morfofisiologia

Conchiglia da piuttosto grande a grande, tipicamente globosa, con spira da depressa a elevata e ultimo giro da più o meno ampio ad allungato, per via della grande variabilità del rapporto tra altezza e diametro. Dimensioni variabili tra 39 e i 43 mm di altezza e tra i 38 e i 43 mm di diametro.

Colorazione di fondo castano pallido o bruno giallastro; il periostraco è invece fulvo o brunastro, con bande spirali (massimo 5) più scure, più o meno evidenti.

La fessura ombelicale è quasi sempre visibile ed è solo parzialmente coperta dal risvolto columellare del peristoma. La callosità del bordo columellare è tenue e pellucida; quella del bordo labiale è solitamente poco spessa e di colorazione bruno chiara o biancastra.

Apparato genitale ermafrodita che acquista una notevole importanza dal punto di vista diagnostico: in particolare, per una corretta determinazione delle singole specie, è di particolare importanza il diverticolo della borsa copulatrice, che può essere breve, lungo o assente.

Poiché il genere Helix comprende specie considerate tra le più evolute fra i gasteropodi polmonati, anche l’apparato genitale risulta assai complesso e perfezionato.

Il pene è corto, provvisto di epifallo e di un lungo flagello. Il sacco del dardo è molto voluminoso; il dardo è composto da una corona scanalata e da un corpo allungato, leggermente ricurvo, dotato di quattro creste longitudinali simmetriche. Canale della borsa copulatrice molto lungo, sprovvisto di diverticolo.

Ghiandole mucose provviste di ramificazioni numerose e ben sviluppate.

La mandibola è moderatamente arcuata e composta da costoline verticali subparallele (5-7 principali, spesso intercalate da costolone secondarie), più o meno debordanti. La radula, composta di oltre 40.000 dentelli, non si discosta da quella delle altre specie appartenenti allo stesso sottogenere.

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Particolare con l’apertura polmonare, detta pneumostoma, ben visibile in alto © G. Mazza

Etologia-Biologia riproduttiva

Questi molluschi possono vivere alcuni anni; sono attivi dalla primavera all’autunno (il periodo di attività, però, può essere più o meno lungo a seconda dell’area geografica), mentre trascorrono l’inverno in letargo. Il letargo invernale è preceduto da un periodo di digiuno, durante il quale l’animale si ritira nella conchiglia ed espelle qualsiasi residuo alimentare; infine costruisce un opercolo, necessario per tappare l’apertura del nicchio, fatto di uno spesso strato di muco solidificato (epifragma).

L’ Helix pomatia, come tutti gli elicidi, è specie erbivora e si nutre di un gran numero di piante erbacee differenti. Essendo un mollusco gasteropode polmonato, anche H. pomatia è una specie ermafrodita insufficiente: questo significa che ogni individuo possiede sia gli organi riproduttivi maschili, sia quelli femminili, ma non è in grado di autofecondarsi.

La maturità sessuale, in questa specie, viene raggiunta solitamente nel terzo anno di età. L’accoppiamento è preceduto da un complesso rituale di corteggiamento che può durare anche molte ore (20-25 circa).

Esso ha inizio con l’incontro di due esemplari maturi, disposti all’accoppiamento: i molluschi si toccano reciprocamente con i tentacoli, si morsicano, si posizionano piede contro piede, sollevando la parte anteriore del corpo, si riuniscono e si dividono più volte. Una delle fasi più interessanti è rappresentata dall’emissione e dal lancio, verso il partner, di un piccolo dardo mineralizzato, lungo 5-9 mm (di solito questo si conficca nelle carni del piede).

Una delle spiegazioni più plausibili che gli specialisti hanno dato a questo comportamento è che ciò serva per mettere alla prova il partner: se seriamente motivato a portare a termine l’accoppiamento, i due esemplari supereranno la “prova” del dardo; se invece poco motivati, abbandoneranno il compagno e l’accoppiamento non si completerà. Non bisogna infatti dimenticare che, durante il lungo periodo dedicato all’amplesso, i due esemplari sono particolarmente vulnerabili e possono rappresentare una facile preda per i loro nemici.

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Animale ritratto. Quando cade in letargo crea un opercolo provvisorio © G. Mazza

La deposizione delle uova (circa 35-50 uova del diametro di 4-5 mm) avviene solitamente in primavera, poche delle quali destinate a schiudersi, a causa del variare delle condizioni ambientali e dei predatori; non di rado, tuttavia, questi molluschi compiono due o più deposizioni nell’arco della stagione favorevole.

Considerazioni finali

Il genere Helix comprende i più grossi molluschi terrestri del continente europeo e anche le specie eduli non marine più apprezzate per la sapidità e l’elevato valore nutritivo delle loro carni; per questi motivi, l’allevamento razionale delle chiocciole (elicicoltura) ebbe inizio già in epoca romana.

Sinonimi

Trattandosi di una specie comune, con ampia distribuzione, questa chiocciola è stata citata nella letteratura scientifica con un gran numero di sinonimi: banatica Von Kimakowicz, 1890; brenaeensis Blume 1920; burmeisteri Blume, 1920; claudiensis Kobelt, 1906; costelata Kobelt, 1906; cristinae Kobelt, 1906; dobrudschae Kobelt, 1906; elsae Kobelt, 1906; fasciata Porro, 1838; gigantea Porro, 1838; gratiosa Gredler, 1892; kapellae Kobelt, 1906; lagarinae Adami, 1885; magna Stabile, 1845; parva Porro, 1838; pedemontana Kobelt, 1907; piceata Gredler, 1878; sabulosa Hazay, 1881; serbica Kobelt, 1906; transsylvanica Kobelt, 1906.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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