Hellenia globosa

Famiglia : Costaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Hellenia globosa è originaria del Sud-est asiatico. Rizomatosa perenne ha fusti a spirale ramificati lunghi anche 3 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Giava, Malaysia Peninsulare, Sumatra e Thailandia dove vive nelle foreste pluviali, prevalentemente nelle vallate, in zone paludose e lungo i corsi d’acqua fino a circa 1200 m di altitudine.

Il genere è dedicato al botanico e zoologo finlandese Carl Niclas Hellenius (1745-1840), che assunse il nome di Carl Niclas von Hellens dopo essere stato insignito di un titolo nobiliare; il nome specifico è l’aggettivo latino “globosus, a, um” = globoso, con riferi- mento alla forma della infiorescenza.

Nomi comuni: asian spiral ginger, asian costus (inglese); seta war hutan (malese).

L’ Hellenia globosa (Blume) S. R. Dutta (2010) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, con fusti fino a circa 3 m di lunghezza e 2 cm di diametro, ramificati superior- mente con rami sottili, di circa 0,6 cm di diametro, ricurvi a spirale.

Foglie unilaterali subsessili semplici, intere, oblanceolate con apice lungamente appuntito, lunghe 6-18 cm e larghe 3-6 cm, di colore verde intenso superiormente, più chiaro e pubescente inferiormente.

Infiorescenza radicale, su un peduncolo lungo 5-12 cm, globosa, compatta, lunga 4-8 cm, costituita da brattee imbricate legnose, ovate con apice provvisto di una punta indurita, pubescenti, lunghe 2,5-3 cm, che sottendono i fiori ermafroditi.

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L’infiorescenza è radicale e spunta a livello del suolo fra le foglie del sottobosco con un peduncolo di 5-12 cm. I fiori ermafroditi hanno vistose tinte giallo-arancio o rosso arancio. I rizomi sono localmente usati per varie patologie © Giuseppe Mazza

Calice tubolare trilobato, lungo 2,5 cm, con lobi ovati di colore rosso, corolla tubolare, lunga 2,5 cm, con lobi lanceolati membranosi, labello petaloide, costituito dagli stami sterili fusi insieme, di forma obovata con apice arrotondato che supera in lunghezza brattee e petali, lungo e largo circa 6 cm, di colore giallo arancio o rosso arancio.

Il frutto è una capsula deiscente a sezione triangolare contenente numerosi semi neri con arillo bianco.

Si riproduce per seme in terriccio orga- nico drenante, mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, ma solita- mente e facilmente per divisione.

Specie vigorosa e di veloce crescita adatta ad essere coltivata in parchi e giardini delle zone a clima tropicale e subtropicale umido, non sopportando temperature prossime a 0 °C.

Richiede una esposizione leggermente ombreggiata e suoli drenanti ricchi di sostanza organica, da leggermente acidi a leggermente alcalini, mantenuti costan- temente umidi.

Dove il clima non ne consente la coltivazione in permanenza all’aperto può essere coltivata in vaso, per essere riparata nei mesi più freddi in serre, verande e giardini d’inverno, con temperature superiori a 15 °C, utiliz- zando un substrato ricco di humus con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il terriccio; in presenza di aria secca utili le nebulizzazioni con acqua non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie.

I rizomi sono utilizzati dalle popolazioni locali nella medicina tradizionale per varie patologie.

Sinonimi: Costus globosus Blume (1827); Costus kingii Baker (1892); Costus ridleyi K.Schum. (1904); Costus velutinus Ridl. (1911); Costus globosus var. kingii (Baker) Holttum (1950); Costus globosus var. ridleyi (K.Schum.) Holttum (1950); Costus globosus var. velutinus (Ridl.) Holttum (1950); Costus dhaninivatii K.Larsen (1965); Cheilocostus globosus (Blume) C.D.Specht (2006).

 

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