Hemithrinax ekmaniana

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Giovane esemplare di Hemithrinax ekmaniana © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Cuba dove è presente con pochi esemplari su declivi rocciosi collinari nella provincia di Villa Clara.

Il nome del genere deriva dal prefisso greco “hemi-” = metà e dal nome del genere Thrinax; la specie è dedicata al botanico svedese Erik Leonard Ekman (1883-1931).

Nomi comuni: Jamagua palm (inglese); palmita de Jamagua (spagnolo - Cuba).

L’ Hemithrinax ekmaniana Burret (1929) è una specie inerme a fusto solitario, eretto, di circa 5 cm di diametro, alto fino a circa 4 m, ricoperto superiormente dalle foglie morte persistenti per lungo tempo.

Le foglie, su un picciolo estremamente corto, non più di 10 cm di lunghezza, e con poche fibre delle basi fogliari di colore bruno chiaro, sono palmate, pressoché circolari, suddivise in circa 30 segmenti coriacei, rigidi, cerosi, con apice appuntito appena bifido, lunghi nella parte centrale fino a circa 45 cm e uniti alla base per circa 1/3 della loro lunghezza, superiormente di colore verde intenso, grigio blu inferiormente, e formano una chioma sferica particolarmente compatta.

Le infiorescenze nascono tra le foglie, che superano di poco in lunghezza, sono ramificate all’apice e portano fiori ermafroditi di colore biancastro; i frutti sono drupe globose di colore giallo pallido, di circa 0,8 cm di diametro, contenenti un solo seme.

Specie rara in natura, ridotta attualmente (2013) a circa un centinaio di esemplari adulti che crescono in una ristretta e isolata area nella parte centrale dell’isola, nei pressi della città di Sagua La Grande, su caratteristiche formazioni rocciose con pareti scoscese, calcaree, chiamate “mogotes de Jamagua”, che presentano una elevata concentrazione di flora e fauna e numerosi endemismi e per tale motivo dichiarate area protetta dalle autorità cubane.

Rimasta ignota per molti decenni, dopo essere stata scoperta e descritta, per la inaccessibilità dei luoghi in cui vive, è stata “riscoperta” nel 1976, ma ancora oggi solo pochi esemplari giovani sono presenti fuori dall’area di origine in qualche giardino botanico o presso alcuni collezionisti.

La palma cresce sulla roccia porosa con a disposizione pochissima sostanza organica in cui affondare le radici, in presenza di elevata umidità atmosferica. Di grande effetto ornamentale, per le dimensioni contenute è adatta anche a giardini di limitata estensione, su suoli ben drenanti, calcarei ed in pieno sole, dove può costituire un punto focale; ha inoltre una buona resistenza agli aerosol salini, può quindi essere impiegata in prossimità del mare. Al momento non è nota l’esistenza di piante coltivate in pieno campo al di fuori delle zone a clima tropicale e subtropicale, sembra pertanto che le possibilità di coltivazione all’aperto della specie siano limitate solo a questi climi, è comunque coltivabile con successo in vaso per molti anni, data la lenta crescita, per poter essere riparata nei mesi più freddi.

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Infiorescenza con foglie illuminate in controluce e frutti. Si tratta di una specie rarissima, che conta solo un centinaio di piante in natura © Giuseppe Mazza

La specie è inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) come “Critically Endangered” (ad altissimo rischio di estinzione in natura nell’immediato futuro).

Sinonimi: Thrinax ekmaniana (Burret) Borhidi & O.Muñiz (1985).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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