Hieraaetus fasciatus

Famiglia : Accipitridae

 

GIF - 6.1 Kb

 

Testo © Dr. Gianfranco Colombo

 

 

JPEG - 102 Kb
La Hieraaetus fasciatus è un’aquila relativamente rara in Europa © Giuseppe Mazza

L’Aquila del Bonelli ( Hieraeetus fasciatus – Vieillot, 1822 ) appartiene all’ordine Accipitriformes ed alla famiglia Accipitridae (Falchi ed Aquile) che annovera 64 generi e 237 specie.

All’interno di questo raggruppamento è confinata una vastissima varietà dei cosiddetti “uccelli da preda”, quindi avvoltoi, poiane, albanelle, nibbi, falchi ed aquile, con esclusione dei tipici falchetti e falconi assegnati alla famiglia dei Falconidae.

Va chiarito che nel campo scientifico vi è tuttora un ampio dibattito sulla reale assegnazione di alcuni generi ad una o all’altra famiglia, così pure di specie nell’ambito dei singoli generi. Negli ultimi anni con l’avvento delle ricerche genetiche con lo studio del DNA, si sta assistendo ad un rivoluzionamento delle assegnazioni che porteranno certamente a nuove riclassificazioni.

La Hieraaetus fasciatus è una piccola aquila ma che sa esprimere sia la potenza di questi possenti uccelli, di diritto collocati alla fine della catena alimentare, sia la snellezza propria dei falconi loro cugini.

Solo in alcuni nomi volgari europei viene riportato il nome di Aquila del Bonelli, l’illustre ornitologo italiano vissuto a cavallo tra il XVIII e XIX secolo che la studiò con assiduità e al quale venne poi dedicata.

Infatti in Francese è chiamata Aigle de Bonelli, in Inglese Bonelli’s Eagle, in Italiano Aquila del Bonelli ma in Tedesco è Habichtsadler (Aquila Astore), in Spagnolo Aguila-azor perdicera (Aquila Astore delle pernici), in Catalano Aguila cuabarrada (Aquila dalla coda barrata), in Olandese Havikarend (Aquila fasciata) ed in Svedese Hökörn nomi più indirizzati a riportarne comportamenti e caratteristiche anziché a ricordare il nome dell’ornitologo scopritore.

Il nome scientifico del genere viene dal greco "hierax", falco e "aetos", aquila, per identificare lo status intermedio fra una vera aquila ed un falco e quello della specie dal tardo latino "fasciatus", fornito di striscia o banda, con probabile riferimento alla fascia nera portata sulla parte finale della coda.

Zoogeografia

L’Aquila del Bonelli ha un’ampia diffusione che include Europa, Africa ed Asia ma seppur presente su una vastissima area, solo in alcuni luoghi evidenzia popolazioni consistenti e tali da garantirne la sopravvivenza.

JPEG - 37.9 Kb
Volo leggero con battiti veloci e manovre spericolate © Gianfranco Colombo

E’ presente in Europa principalmente nella penisola Iberica, dove vive la popolazione più numerosa (circa 6/800 coppie), ma si trova anche nel sud della Francia, in Sicilia e Sardegna, in Grecia e nei Balcani ma sempre in numero estremamente ridotto.

Al di fuori dell’areale spagnolo questa Aquila è considerata in Europa un uccello abbastanza raro e poco visibile, soggetto a preoccupanti fluttuazioni nel numero e tali da ritenere la sua continuità a rischio.

Nelle regioni mediterranee extraeuropee è presente con una buona popolazione nel Marocco, collegata strettamente a quella Iberica, mentre in Algeria, Tunisia, Israele e Turchia rimangono in numero molto ridotto.

In Asia occupa l’intera area Indo- pakistana, la fascia meridionale della Cina ed isolata da ogni contatto, la popolazione della ssp. renschi che vive in Indonesia nelle isole della Piccola Sonda.

Sono state infatti classificate due sottospecie: la Hieraaetus fasciatus fasciatus, il ceppo originario più numeroso e compatto geograficamente, e la Hieraaetus fasciatus renschi, relegata, come abbiamo detto, nelle isole della Sonda indonesiana (Sumbawa, Wetar, Flores e Timor). E’ stata identificata una superspecie nata dall’abbinamento della Hieraaetus fasciatus, con una specie autoctona africana che spesso viene considerata sua conspecifica, la Hieraaetus spilogaster (la African Hawk-eagle). Specie molto simili morfologicamente ma facilmente distinguibili in natura. Peraltro non vi è sovrapposizione geografica fra le due specie.

JPEG - 50.4 Kb
Lunga 70 cm, con un’apertura alare di 180 cm, può raggiungere nelle femmine i 2,5 kg © Gianfranco Colombo

L’Aquila del Bonelli è un rapace residente e si limita a spostamenti erratici a corto raggio quando non nidificante, anche se spesso rimane nella stessa area per tutto l’anno.

I giovani sono più erratici e nel primo anno si avventurano per qualche centinaia di chilometri in ogni direzione alla ricerca di aree non occupate da adulti, sfruttando così la maggior disponibilità alimentare.

Spesso in questa fase si avvicinano maggiormente ai centri abitati più degli adulti che generalmente disdegnano ogni contatto antropico. Infatti la presenza di questa aquila è rilevata più frequen- temente durante questi movimenti.

Morfofisiologia

Sebbene sia un’aquila di piccole dimen- sioni ha comunque misure di tutto rispetto. Un’apertura alare di circa 180 cm, una lunghezza di 70 cm ed un peso che varia tra i 1500 e 2500 g. Come spesso accade nel mondo dei rapaci, la femmina è leggermente più possente del maschio.

Gli adulti hanno un corpo di colorazione chiara con leggere barrature nerastre sul ventre e fascia mediana delle ali molto scura in netto contrasto con le aree bianche. Vertici delle remiganti primarie nere con ampia bordatura apicale di tutta la formula alare. La femmina risulta più marcatamente segnata. La coda è barrata nella parte terminale e ben visibile quando in volo. Larga chiazza bianca ben evidente sul groppone scuro e becco nerastro con leggera cera giallastra.

I giovani risultano essere molto chiari, privi di barrature sottoalari e screziature sul petto. Mancano di barra nera sulla coda che risulta di conseguenza estremamente chiara quando tenuta spiegata durante il volteggio. Sono di colore ambrato rosato e pressoché imparagonabili agli adulti della stessa specie.

JPEG - 46.1 Kb
I giovani sono più chiari, rosati, privi di barrature sottoalari e della barra nera sulla coda © Gianfranco Colombo

La subspecie renschi è leggermente più piccola e più barrata. L’Aquila del Bonelli ha un volo molto leggero posizionabile tra quello di una poiana e di un astore ed assimilabile alla sua congenere Aquila minore ( Hieraaetus pennatus ). Battiti profondi ed abbastanza rapidi ma non pesanti ed effettua manovre aeree con l’agilità di un nibbio muovendo la coda in modo simile, con forti virate, impennate e capovolgimenti specialmente quando in caccia aerea.

Come tutti gli Accipitridae ama volteggiare con notevole maestria ed anche a grande altezza, evidenziando nella silhouette la lunga coda e un collo ben prominente sul corpo. E’ facilmente confondile con diversi suoi congeneri in special modo quando in abito giovanile e da subadulto e spesso solo un occhio esperto riesce a determinarne con certezza la specie.

Biologia riproduttiva

Nidifica in aree calde, assolate ed aride, poco boscose e spesso punteggiate da colline rocciose sulle cui pareti pone d’abitudine il nido. E’ una specie alquanto riservata che cerca luoghi non antropizzati anche se in certi casi ha accettato la presenza umana ove mancante di persecuzione.

La coppia risulta monogama e si pensa permanente per l’intera vita. Il nido è un ammasso di rami che può raggiungere negli anni misure considerevoli e viene generalmente scelto fra i diversi costruiti allo scopo ed usati in alternanza in anni diversi.

JPEG - 53.8 Kb
L’aquila del Bonelli preda piccoli mammiferi e uccelli al suolo, ma anche piccioni al volo © Gianfranco Colombo

Depone in alcuni casi fino a tre uova ma d’abitudine rimane legata ai tradizionali due deposti da questa famiglia di uccelli. La cova è effettuata principalmente dalla femmina e solo dal maschio saltuariamente quando il nido viene lasciato incustodito. La schiusa avviene dopo circa 40 giorni ed i piccoli si involano dopo 10 settimane. Anche se d’abitudine nelle nidiate di questi uccelli solo uno dei piccoli sopravvive, nella Aquila del Bonelli si assiste alcune volte all’involo di due giovani. Hanno comunque una forte mortalità giovanile che arriva al 50%.

La maturità sessuale viene raggiunta a completamento dell’abito da adulto quindi dopo il terzo anno anche se sono possibili casi precoci di nidificazione anche in abito giovanile.

L’alimentazione principale dell’Aquila del Bonelli è legata a prede catturate a terra ed include conigli, pernici, scoiattoli ed altri roditori. Nel caso di scarsità cattura corvidi, laridi e piccioni direttamente in volo dove dimostra una notevole abilità e velocità di manovra. In questi casi spesso la coppia caccia insieme. In India, fuori dalla stagione di nidificazione, la si vede spesso volteggiare vicina ai centri abitati all’inseguimento dei numerosi stormi di piccioni. Non è specie a rischio ed è collocata in CITES II.

Sinonimi

Aquila fasciata – Vieillot, 1822.

 

→ Per apprezzare la biodiversità degli uccelli rapaci e trovare altre specie cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_H-71-2_Hieraaetus_fasciatus
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants