Himantoglossum hircinum

Famiglia : Orchidaceae

 

 

Testo © Prof. Giancarlo Castello

   

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L’Himantoglossum hircinum è un’orchidea che ama i suoli calcarei e ben drenati: prati magri, aridi e soleggiati, scarpate sabbiose e ciottolose, ma anche luminose radure dei boschi © Giuseppe Mazza

L’insolito Himantoglossum hircinum è un’orchidea inconfondibile, ma pur essendo piuttosto diffusa, può considerarsi fortunato un escursionista che abbia la ventura d’incontrarla sul suo cammino.

Abitatrice di prati magri, aridi e soleggiati, di scarpate sabbiose e ciottolose, ama anche sostare negli spazi aperti dei boschi. Il suo terreno d’elezione è di tipo calcareo, che sia preferibilmente drenante.

Espansa dall’epoca post-glaciale, ha raggiunto diverse zone dell’Europa, diffondendosi in molte parti della zona Mediterranea Occidentale, esclusa l’Europa Orientale. Manca infatti in Ungheria, in Croazia, nella Repubblica Ceca e non è presente in Slovenia, dove vive la sua specie affine, Himantoglossum adriaticum con aspetto più minuto e dai fiori profumati.

Quindi è presente dalla Spagna ai Balcani, fino alla parte Nord Occidentale dell’Africa. Nella penisola Iberica è piuttosto diffusa, facilmente in altura, mentre in Francia si trova un po’ ovunque, ad eccezione della Bretagna nel dipartimento del Finistère, e non esiste neppure in Corsica.

In Inghilterra, nel Kent e nel Sussex, si può trovare curiosamente nei campi da golf, a livello del mare. In Germania si trova sparsa nella zona sud, dove il clima è meno rigido. In Italia si trova principalmente nella Liguria Occidentale e nelle regioni del Meridione.

A Parigi, nel 1753, Linneo osservò nel Bois de Boulogne un’insolita orchidea che emanava un odore caprino. Di conseguenza la nominò Satyrium hircinum, dal greco “Satyros”, epiteto dato anticamente alle orchidee, secondo credenze popolari, portatrici di proprietà afrodisiache.

Precedentemente un personaggio chiamato “Satyrus” rappresentava una sorta di semidio, mezzo uomo e mezzo capro.

Anche la parola “hircinum” deriva da “hircus”, che in latino significa capro e riguarda lo stesso argomento.

Nel 1826 il botanico tedesco Carl Ludwig Sprenger creò il genere Himantoglossum dedicato a questo gruppo, che comprende nove specie accertate. Il suo significato è “lingua a forma di cinghia”, dal greco “himantos” = cinghia e “glossa” = lingua.

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Raggiunge i 70-90 cm d’altezza con anche 40 fiori dall’odore fetido, di caprone © Giuseppe Mazza

In Europa alcuni epiteti sono: Barba di becco o Barbone di becco (italiano), Himantoglosse à odeur de bouc (francese), Lizard orchid (inglese), Bocks-riemenzunge (tedesco), Satirión barbado, orquídea hedionda, orquídea lagarto, satirión barbado con olor a macho cabrío (castigliano).

Himantoglossum hircinum (L.) Spreng, 1826, è una geofita bulbosa che presenta due classici rizotuberi ovoidi piuttosto sviluppati.

Alla base la pianta è circondata da numerose fibre. Il fusto può arrivare fino a 90 cm, anche se mediamente non supera i 70.

Le foglie sono numerose e abbastanza appariscenti, allungate e di un bel verde chiaro.

La spiga fiorifera, elegantemente allungata, può comprendere fino a 40 fiori dall’odore fetido. Visti da vicino se ne apprezza il caschetto globoso di colore verde, con raggi e punteggiatura interna di un rosso vivido.

I due pollinodi sono anch’essi verdi e si presentano massicci.

Il labello, suddiviso in tre parti, di cui due normali, si allunga e si attorciglia nel lobo centrale fino a 6 cm e mezzo, in modo spettacolare, come un nastro rosaceo e marroncino-violaceo, donde appunto, come spiegato, il nome di “himantoglossum”.

Tutto ciò per affascinare gli impollinatori, indispensabili alla riproduzione, tanto più se consideriamo che questa specie è tra quelle prive di nettare.

Molte specie d’insetti frequentano infatti questo capolavoro d’attrazione.

I più frequenti sono imenotteri della famiglia Andrenidae, i più attivi impollinatori delle orchidee: Andrena nigroaenea, Andrena potentillae e Andrena haemorrhoea. Ma abbiamo anche Apis mellifera, e Colletes similis.

Il cappuccio è attrattivo per i Coleotteri Oedemera nobilis e Valgus hemipterus, pollinofagi, inoltre scarabeidi e cerambicidi.

La pianta fiorisce dal mese di maggio a tutto luglio.

Sinonimi : Satyrium hircinum (L.), Loroglossum hircinum (L.) Rich; Orchis hircina (L.) Crautz; Aceras hircinum (L.) Lindl.

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L’insolito labello, suddiviso in tre parti di cui due normali, si allunga nel lobo centrale attorciliandosi in modo spettacolare. Può raggiungere i 6,5 cm, come un nastro rosaceo e marroncino-violaceo. A destra, sotto un cappuccio, il visetto sorridente e beffardo di chi ha conquistato, fin dall’epoca post-glaciale, quasi tutta l’Europa © Giuseppe Mazza

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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