Hopea odorata

Famiglia : Dipterocarpaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria dell’Asia tropicale orientale, l’Hopea odorata è un sempreverde che raggiunge i 45 m d’altezza. Legno pregiato, resina impermeabilizzante per vernici e possibili virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Bangladesh, Cambogia, Isole Andamane, Laos, Malaysia Peninsulare, Myanmar, Thailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste umide, prevalentemente lungo i corsi d’acqua, a basse altitudini.

Il genere è dedicato al botanico scozzese John Hope (1725–1786); il nome specifico è l’aggettivo latino “odoratus, a, um” = odoroso, profumato, con riferimento ai fiori fragranti.

Nomi comuni: white thingan (inglese); telsur, tersol (Bangladesh); koki, mosau (Cambogia); kh’e:n (Laos); chengal mas, chengal pasir, thingan, sauchi (Malaysia); thingan (Myanmar); takhian thong, takhian-yai (Thailandia); sao den, sao nghệ (Vietnam).

L’ Hopea odorata Roxb. (1811) è un albero sempreverde resinoso, alto 25-45 m, con tronco eretto cilindrico, fino a oltre 1 m di diametro, provvisto alla base di radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti), con corteccia brunastra profondamente fessurata longitudinalmente e rami giovani tendenzialmente pendenti. Le foglie, su un picciolo lungo 1-2 cm, sono semplici, alterne, oblungo-ovate con margine intero ed apice lungamente appuntito, lunghe 5-14 cm e larghe 3-6 cm, coriacee, di colore verde scuro lucido. Infiorescenze a pannocchia terminali e all’ascella delle foglie superiori, villose, lunghe 12-15 cm, portanti numerosi minuscoli fiori di colore giallo chiaro gradevolmente profumati. Calice a 5 lobi ovati diseguali, villosi, persistenti, i due più grandi crescono con la maturazione del frutto formando due ali oblunghe membranacee di 5-6 cm di lunghezza e 1-2 cm di larghezza. Corolla campanulata, di 0,8-1 cm di diametro, con cinque lobi oblunghi ritorti con margine frangiato, 15 antere e ovario ovoide. Il frutto, racchiuso nel calice alato persistente, che ne favorisce la dispersione tramite il vento, è una capsula ovata con apice appuntito, di circa 1 cm di diametro, contenente un solo seme.

Si propaga per seme, che deve essere messo a dimora nel più breve tempo possibile avendo una breve durata di germinabilità, utilizzando un terriccio organico drenante mantenuto umido alla temperatura di 25-28 °C, con tempi di germinazione di 10-30 giorni; si riproduce anche per talea in estate.

Specie di notevole importanza economica per il legno di ottima qualità e la resina che fornisce, coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale, non sopportando temperature prossime a 0 °C se non eccezionali e per brevissimo periodo. Richiede pieno sole, tranne nei primi anni di vita quando sopporta una parziale ombreggiatura, e si adatta a diversi tipi di suolo, preferibilmente ricchi e profondi. Viene utilizzata anche nella riforestazione di aree degradate e come ornamentale in parchi e giardini e nelle alberature stradali, tenendo conto nella sua collocazione delle dimensioni che può raggiungere.

Il legno, noto commercialmente col nome “merawan”, a grana fine, di colore giallo pallido che diventa bruno chiaro se esposto alla luce, duro, pesante, resistente agli agenti atmosferici e alle termiti, durevole, facile da lavorare e rifinire, viene utilizzato nella costruzione delle abitazioni, di imbarcazioni, ponti, traversine ferroviarie, mobili, e oggetti artigianali e artistici. L’albero fornisce una resina trasparente nota come “rock dammar”, di buona qualità, utilizzata per vernici e per impermeabilizzare le imbarcazioni.

Parti della pianta vengono utilizzate nella medicina tradizionale per varie patologie, ma al momento (2016) non esistono studi approfonditi sulla sua efficacia e tossicità.

In alcune aree, per l’eccessivo sfruttamento e la distruzione dell’habitat, la sua presenza si è ridotta notevolmente, tanto da essere inserita nella Lista rossa della IUCN (International Union for Conservation of Nature) come “Vulnerable” (specie a rischio di estinzione in natura).

Sinonimi: Hopea vasta Wall. (1829); Neisandra indica Raf. (1838); Hopea decandra Buch.-Ham. ex Wight (1840); Hopea wightiana Miq. ex Dyer (1874).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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