Hoya archboldiana

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria della Papua Nuova Guinea, la Hoya archboldiana è un rampicante sempreverde vigoroso con fusti che possono raggiungere alcuni metri di lunghezza. Le foglie, più o meno succulente, sono prima bruno rossastre e poi verde scuro lucido. Le infiorescenze pendule, ad ombrella, misurano anche 20 cm di diametro © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Papua Nuova Guinea dove cresce, fino a circa 500 m di altitudine, nelle foreste pluviali in zone caratterizzate da clima monsonico.

Il genere è dedicato a Thomas Hoy (ca. 1750-1822), botanico e curatore dei giardini del duca di Northumberland; la specie è dedicata all’esploratore americano Richard Archbold (1907-1976).

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I fiori, larghi 4-5 cm, a forma di coppa con 5 lobi triangolari retroflessi, sono tra i più grandi del genere © Giuseppe Mazza

Nomi comuni: Papua wax plant (inglese).

L’ Hoya archboldiana C. Norman (1937) è un rampicante sempreverde con fusti che possono raggiungere alcuni metri di lunghezza e foglie più o meno succulente, semplici, oblunghe con apice appuntito e margine intero, di colore inizialmente bruno rossastro, poi verde scuro lucido, lunghe fino a circa 18 cm e larghe 5-6 cm.

Infiorescenze ascellari ad ombrella, fino a circa 20 cm di diametro, portanti 6-18 fiori pendenti a forma di coppa con 5 lobi triangolari retroflessi, di 4–5 cm di diametro, tra i più grandi del genere, di colore dal bianco rosato, con temperatura ambiente elevata, al rosa carico, con temperature medie, e corona di nettari rosso scuro; i fiori emanano un lieve profumo, che di sera diventa più intenso, e durano fino a 2 settimane.

Le nuove infiorescenze appaiono solo sulla nuova vegetazione, ma i peduncoli sono persistenti e possono rifiorire nelle successive stagioni, quindi è importante non tagliarli dopo la fioritura.

I frutti sono follicoli in coppia contenenti numerosi semi provvisti di un ciuffo di peli sericei che ne favoriscono la dispersione tramite il vento.

Si riproduce per seme, ma solitamente per talea, con 2-3 nodi, in terriccio molto sabbioso o agriperlite mantenuti umidi ad una temperatura di 26-28 °C; la prima fioritura avviene dopo 2-3 anni.

Specie molto vigorosa coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido in posizione molto luminosa, ma evitando il sole diretto, in particolare quello delle ore centrali della giornata; richiede un substrato molto poroso e drenante, ricco di sostanza organica, neutro o leggermente acido.

Coltivabile in vaso su robusti supporti, con gli stessi accorgimenti e temperature minime invernali non inferiori a 14 °C; le innaffiature devono essere regolari ed abbondanti in estate, diradate in inverno, per favorirne la fioritura, provenendo da una zona a clima monsonico; se l’atmosfera è troppo secca utili le nebulizzazioni con acqua non calcarea, piovana, demineralizzata o da osmosi inversa, anche per evitare antiestetiche macchie sulle foglie.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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