Hoya carnosa

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria della Cina (Fujian, Guangdong, Guangxi, Hainan e Yunnan), Giappone (Isole Ryukyu e Kyushu), Malaysia, Taiwan e Vietnam, dove vive epifita sugli alberi delle foreste fino a circa 1200 m di altitudine.

Il genere è dedicato a Thomas Hoy (ca. 1750-1822), botanico e curatore dei giardini del duca di Northumberland; il nome specifico è l’aggettivo latino “carnosus, a, um” = carnoso, con riferimento alle foglie.

Nomi comuni: honeyplant, waxflower, waxplant (inglese); qiu lan (cinese); fleur de porcelaine (francese); sakura-ran (giapponese); fiore di cera, fiore di porcellana (italiano); akar setebal, akar serapat (malese); flor-de-cera (portoghese); flor de cera, flor de porcelana (spagnolo); Porzellanblume (tedesco); cẩm cù (vietnamita).

L’ Hoya carnosa (L.f.) R.Br. (1810) è una epifita rampicante sempreverde con fusti, lunghi fino a 6 m, provvisti di radici avventizie con cui si ancora alla corteccia degli alberi. Le foglie, su un picciolo lungo 1-1,5 cm, sono opposte, semplici, da ellittiche a ovato-oblunghe con apice ottuso o brevemente acuminato e margine intero, coriacee, di colore verde scuro lucido superiormente, più chiaro inferiormente, di 3,5-13 cm di lunghezza e 3-5 cm di larghezza.

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Con le sue radici avventizie, l’ Hoya carnosa raggiunge i 6 m d’altezza sugli alberi del Sud-Est asiatico © Giuseppe Mazza

Infiorescenze ascellari ombrelliformi, su un peduncolo lungo circa 4 cm, portanti 10-30 fiori, fino a 1,5 cm di diametro, di colore bianco, bianco rosato o rosa e centro da rosa intenso a rosso. Corolla, internamente densamente ricoperta da papille che le danno un aspetto vellutato, a 5 lobi triangolari con apice retroflesso e corona staminale stellata cerosa con segmenti acuti; il peduncolo è rifiorente, anche più volte nella stessa stagione, e quindi non va tagliato dopo la fioritura.

I fiori, della durata di circa una settimana, emanano una leggera gradevole fragranza, che si intensifica all’imbrunire, e producono abbondante nettare. I frutti, raramente prodotti in coltivazione, sono follicoli fusiformi, fino a circa 10 cm di lunghezza e 1 cm di diametro, contenenti numerosi semi sottili, lunghi 0,5-1 cm, provvisti ad una estremità di un ciuffo di peli sericei, lunghi 2-2,5 cm, che ne favoriscono la dispersione tramite il vento.

Sono state selezionate numerose varietà con fiori di diverso colore e con foglie variegate o contorte.

A livello amatoriale viene solitamente e facilmente riprodotta per talea, con 2-3 nodi, in terriccio con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per almeno un 30% mantenuto costantemente umido, ma senza ristagni, alla temperatura di 24-26 °C. Nuove piante possono ottenersi per margotta e anche per talea di foglia, con picciolo, sia pure con tempi generalmente più lunghi.

La più nota in assoluto del genere, introdotta in Europa agli inizi dell’800, si è diffusa velocemente per la bellezza e il sottile profumo dei suoi fiori, prodotti in abbondanza, e la facilità di coltivazione anche in appartamento.

Coltivabile all’aperto nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e in quelle più miti temperato-calde, dove temperature inferiori a 5 °C sono eccezioni di brevissima durata, in posizione molto luminosa, anche qualche ora di sole diretto al mattino, per una copiosa fioritura.

Nei climi meno favorevoli va coltivata in contenitore, come rampicante su opportuni supporti o ricadente in vasi sospesi, per essere riparata nei mesi più freddi in ambiente protetto alla massima luminosità possibile e con valori minimi di temperatura preferibilmente superiori a 15 °C, utilizzando un substrato particolarmente aerato e drenante ricco di sostanza organica, neutro o leggermente acido.

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Molto coltivata, anche per interni luminosi, ha ombrelle con corolle vellutate di 1,5 cm che profumano di notte. Vanno dal bianco al rosa con centro rosa intenso o rosso © Giuseppe Mazza

Innaffiature regolari in estate, ma lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, pressoché sospese in inverno, in modo da mantenerlo appena leggermente umido, e nebulizzazioni con acqua non calcarea a temperatura ambiente in presenza di aria secca e elevate temperature. Concimazioni mensili, in primavera-estate, con concimi idrosolubili bilanciati, con microelementi, a 1/3 della dose indicata sulla confezione.

Evitare gli spostamenti e gli sbalzi di temperatura quando la pianta si accinge a fiorire, ciò può bloccare la fioritura e provocare la prematura caduta dei bocci. I rinvasi vanno effettuati in primavera quando le radici hanno riempito il vaso o il terriccio dà segni di deterioramento, avendo cura di mantenere il nuovo substrato asciutto fino a che non si notano i primi segni di ripresa vegetativa, eventualmente nebulizzando le foglie per evitare che raggrinziscano.

Sinonimi: Asclepias carnosa L.f. (1782); Stapelia chinensis Lour. (1790); Schollia chinensis (Lour.) J. Jacq. (1811); Schollia carnosa (L. f.) Schrank ex Steud. (1821); Hoya chinensis (Lour.) Traill (1830); Hoya rotundifolia Siebold (1840); Cynanchum carnosum Decne. (1844); Hoya variegata Siebold ex Morr. (1846); Hoya motoskei Teijsm. & Binn. (1855); Hoya laurifolia Miq. (1866); Hoya intermedia A.C.Sm. (1942).

 

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