Hoya cominsii

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria delle Isole Salomone dove cresce nelle foreste umide.

Il genere è dedicato a Thomas Hoy (ca. 1750-1822), botanico e curatore dei giardini del duca di Northumberland; la specie è dedicata al raccoglitore inglese Rev. Richard Blundell Comins (1848-1919).

L’ Hoya cominsii Hemsl. (1891) è una specie rampicante sempreverde con lunghi fusti provvisti di radici avventizie con cui si ancora ai supporti. Le foglie sono semplici, opposte, ovato-ellittiche con apice apiculato (che si restringe bruscamente in una punta corta e appuntita) e margine intero, carnose e lucide, di colore verde intenso, che in presenza di elevata luminosità assumono una sfumatura rossastra, con venature palmate prominenti di colore verde chiaro, di 12-15 cm di lunghezza e 3-5 cm di larghezza. Infiorescenze ascellari ombrelliformi portanti fino a 35 fiori stellati, di 0,8-1 cm di diametro, fragranti, cerosi, di colore giallo pallido con centro rosa; il peduncolo è rifiorente, quindi non va tagliato dopo la fioritura. I frutti sono follicoli fusiformi contenenti numerosi semi provvisti ad una estremità di un ciuffo di peli sericei (pappo) che hanno il compito di favorirne la dispersione tramite il vento.

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Rampicante delle Isole Salomone con radici avventizie, la Hoya cominsii ha foglie che diventano rosse quando la luminosità è elevata. Anche 35 fiori profumati di 0,8-1 cm © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, posto superficialmente su terriccio drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C. A livello amatoriale si propaga solitamente per talea, provvista di 2-4 nodi, nella tarda primavera o inizio estate, in terriccio con aggiunta di sabbia silicea per un 30% o agriperlite mantenuto costantemente umido, ma senza ristagni, e per margotta.

Specie vigorosa coltivabile in esterno nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido in posizione molto luminosa, anche qualche ora di sole diretto al mattino, altrove va coltivata in vaso, anche sospeso, per essere riparata nei mesi invernali in ambiente protetto alla massima luminosità possibile e con temperature minime non inferiori a 16 °C. Necessita di un substrato molto poroso e drenante, essendo facilmente soggetta a marciume radicale, neutro o leggermente acido, e regolari innaffiature in estate, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, con frequenti nebulizzazioni con acqua non calcarea a temperatura ambiente in presenza di aria secca e elevate temperature. In inverno le innaffiature vanno quasi sospese, eventualmente con sporadiche nebulizzazioni se l’umidità è eccessivamente bassa per non fare raggrinzire le foglie. Concimazioni mensili, in primavera-estate, con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a 1/3 della dose riportata sulla confezione. I rinvasi vanno effettuati quando il substrato presenta segni di deterioramento e drenaggio insufficiente, preferibilmente tra la tarda primavera e inizio estate, mantenendo il nuovo substrato asciutto per diversi giorni, fino ai primi segni di ripresa vegetativa.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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