Hoya obscura

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria delle Filippine (Luzon) dove cresce nelle foreste spesso in prossimità di corsi d’acqua.

Il genere è dedicato a Thomas Hoy (ca. 1750-1822), botanico e curatore dei giardini del duca di Northumberland; il nome della specie è l’aggettivo latino “obscurus, a, um” = incerto, oscuro.

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L’ Hoya obscura è una epifita o semiepifita rampicante o semiarbustiva ramificata delle Filippine, con fusti piuttosto rigidi e radici avventizie per ancorarsi ai supporti © Giuseppe Mazza

L’ Hoya obscura Elmer ex C.M.Burton (1986) è una epifita o semiepifita rampicante o semiarbustiva ramificata, sempreverde, con fusti piuttosto rigidi provvisti di radici avventizie con cui si ancora ai supporti. Le foglie, su un picciolo lungo 0,7-1,5 cm, sono opposte, semplici, oblungo-ellittiche con apice acuminato e margine intero, lunghe 3-12 cm e larghe 3-5 cm, di colore verde intenso lucido, con venature più chiare, che in condizioni di elevata luminosità assumono una colorazione bronzea. Infiorescenze ascellari ad ombrella portanti fino a 30 fiori leggermente profumati della durata di 5-6 giorni, di 0,7-0,8 cm di diametro, con corolla a 5 lobi ovati con apice retroflesso, di colore da rosa salmone a rossiccio, in dipendenza della minore o maggiore luminosità cui è esposta, fittamente ricoperta da corti peli, e corona con lobi ovato-lanceolati con apice acuminato di colore giallo.

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Anche 30 corolle profumate, di 0,7-0,8 cm, riunite ad ombrella. Il colore dipende dalla luminosità © Giuseppe Mazza

I frutti sono follicoli fusiformi contenenti numerosi semi provvisti a una estremità di un ciuffo di peli sericei che ne favoriscono la dispersione tramite il vento.

Si propaga solitamente per talea, con 2-3 nodi, in terriccio molto sabbioso o agriperlite mantenuti umidi ad una temperatura di 26-28 °C, e per margotta; radica facilmente anche in acqua. Meno frequentemente si riproduce per seme, nella tarda primavera, posto superficialmente su terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea per un 30% mantenuto costantemente umido, ma senza ristagni.

Trattasi di una specie discussa dal punto di vista della nomenclatura, non essendoci accordo tra gli studiosi sul considerarla una specie o un sinonimo.

Di facile coltivazione e veloce crescita, è tra le più fiorifere del genere, coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato-caldo in luce solare filtrata o parziale ombreggiatura; particolarmente ornamentale anche quando non in fioritura per la intensa colorazione bronzo-rossiccia che assumono le foglie in condizione di elevata luminosità.

Altrove può essere coltivata in vaso, anche sospeso, per essere riparata in inverno in ambiente particolarmente luminoso, pure con qualche ora di sole diretto al mattino in inverno, con temperature minime superiori a 15 °C, anche se può sopportare qualche grado in meno senza danni.

Richiede un substrato molto aerato e drenante, ricco di sostanza organica, neutro o leggermente acido, e innaffiature regolari e abbondanti in estate, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, distanziate in inverno, in modo da mantenere una leggera costante umidità; utili in estate le nebulizzazioni con acqua non calcarea a temperatura ambiente in presenza di aria secca e elevate temperature. Per le concimazioni possono essere usati gli stessi prodotti consigliati per le orchidee epifite. I rinvasi vanno effettuati quando il substrato dà segni di deterioramento, preferibilmente tra la primavera e l’inizio dell’estate, avendo cura di lasciare successivamente la pianta asciutta per diversi giorni, fino a quando non si notano accenni di ripresa vegetativa.

 

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