Hygrophoropsis aurantiaca

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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Per alcuni l’Hygrophoropsis aurantiaca è commestibile, ma è bene non raccoglierla perché è una specie poco diffusa © Giuseppe Mazza

Famiglia: Hygrophoropsidaceae Kühner 1980

Genere: Hygrophoropsis (J. Schröter) Maire ex Martin-Sans, 1929

Hygrophoropsis aurantiaca (Wulfen : Fries) Maire 1921

Il termine aurantiaca deriva dal latino “aurantíacus” = che attiene alle arance, del colore delle arance.

Questa specie, anche se non commestibile ha i suoi nomi volgari: “Cantarello aranciato”, “Gallinaccio falso” in Italia; “Fals rossinyol”, “Pixacà teronja”, “Zixahori faltsu” in Spagna; “Chanterelle orangée” in Francia; “False chanterelle” in Inghilterra; “Falscher Pfifferling”, “Orangegelber Gabelblät- tling” in Germania.

Alla famiglia Hygrophoropsidaceae appartengono funghi con portamento cantarelloide, con colori che vanno dal giallo-arancio al giallo-arancione all’ arancione laterizio; superfice da feltrata a fibrillosa; lamelle da biancastre a arancione vivo, ± separabili dalla carne del cappello. Spore bianche in massa. Al genere Hygrophoropsis sono ascritte specie con portamento cantarelloide o onfaloide, cappello liscio o finemente squamato, feltrato; lamelle decorrenti sul gambo, biforcate. Spore bianche o giallino pallido in massa.

Cappello: 3-6 cm, dapprima convesso, poi piano ed infine depresso, ciatiforme, talvolta imbutiforme; margine sottile, inizialmente involuto poi disteso, sinuoso, lobato. Cuticola finemente feltrata, asciutta, di colore arancio, giallo-arancio, bruno-aranciato, più chiaro verso il margine.

Imenio: lamelle fitte, grosse, piuttosto strette, forcate, decorrenti sul gambo, senza lamellule, di colore giallo-arancio, o aranciato vivo.

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Basidi e spore © Pierluigi Angeli

Gambo: 2,5 - 5 × 0,7 - 1,5 cm, cilindrico, attenuato verso il basso, svasato sotto le lamelle, a volte ricurvo o anche sinuoso, sovente eccentrico, pieno poi cavo, glabro, dello stesso colore del cappello o anche un po’ più scuro.

Carne: spessa al centro, esigua al margine, molle, di colore giallo-arancio pallido, brunastra alla base del gambo. Odore leggero, sapore amarescente.

Habitat: cresce in estate e in autunno nei boschi di aghifoglia e nelle faggete, su residui vegetali in decomposizione, spesso in gruppi di alcuni esemplari. Non molto comune.

Commestibilità: non commestibile.

Microscopia: spore ellissoidali, lisce, guttulate, 5,5-7 × 3,5-4,5 µm. Basidi clavati, tetrasporici, con giunti a fibbia, 33-37 × 7,5-9 µm. Cuticola formata da ife ± intrecciate irregolarmente, gli elementi terminali formano un tricoderma con ife ± diritte; giunti a fibbia presenti.

Osservazioni: Si tratta di una specie non molto comune, che, per il suo colore, si può confondere con l’ottimo Cantharellus cibarius (Fries : Fries) Fries; che però ha l’imenoforo costituito da pseudolamelle, costolature o pieghettature della carne anastomizzate, inoltre, ha odore di albicocca. Altra somoglianza si potrebbe avere con Omphalorus olearius (De Candolle) Singer, ma è di dimensioni maggiori e le lamelle non sono forcate e vi è presenza di lamellule. L’ Hygrophoropsis morganii (Peck) H.E. Bigelow si differenzia facilmente perché è di dimensioni minori ed ha un forte odore aromatico come di caramella o zucchero bruciato. L’ Hygrophoropsis aurantiaca da alcuni autori viene considerato commestibile; noi ne sconsigliamo il consumo, sia per la sua rarità, sia per la mancanza di riscontri certi di commestibilità.

Sinonimi: Agaricus aurantiacus Wulfen, 1781 (basionimo); Clitocybe aurantiaca (Fries ex Wulfen) H. Studer 1900; Cantharellus aurantiacus (Wulfen) Fries Merulius aurantiacus (Wulfen) J.F. Gmel 1792.

 

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