Hyles euphorbiae

Famiglia : Sphingidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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L’Hyles euphorbiae è una farfalla notturna con circa 75 mm d’apertura alare © Giuseppe Mazza

La Sfinge dell’euforbia ( Hyles euphorbiae – Linnaeus, 1758 ) è un lepidottero appartenente alla famiglia degli Sphingidae, un vasto gruppo di farfalle eterocere con attività prettamente notturna, presente in tutti i continenti e con una particolare morfologia che le differiscono da ogni altro lepidottero.

Hanno corpo massiccio, ali robustissime strette ed appuntite che a riposo vengono chiuse a tetto lungo il corpo e sono dotate di una abilità di volo estremamente evoluta e potente. Per quest’ultima caratteristica, sono abitualmente specie migratrici che compiono movimenti ad ampio raggio, nel tentativo di colonizzare stagional- mente nuove aree.

La sfinge dell’euforbia è essa stessa una specie migratrice ed effettua ogni estate migrazioni che la portano ad arrivare nelle terre poste all’estremo nord del continente euroasiatico dove, dopo aver dato vita ad una generazione estiva, non sopravvivrà alle condizioni invernali locali.

Si pensa che il genere Hyles raggruppi specie ancora in forte evoluzione e che questi tentativi di colonizzazione verso nuove aree sempre più a nord, sia il risultato di questa continua battaglia evolutiva.

L’etimologia del nome scientifico riporta immancabilmente alla mitologia greca. Hyles è il nome di uno dei Centauri, esseri mezzo uomo e mezzo cavallo che abitavano l’antica Tessaglia in Grecia. La specie euphorbiae identifica semplicemente la Euphorbia il genere di piante che ospita abitualmente le larve di questa falena.

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Assimilando le sostanze tossiche delle foglie d’euforbia di cui si nutre, il bruco è intriso di veleno e può quindi ostentare colori sgargianti e uno spuntone caudale che servono di monito ai predatori © Mazza

Anche tutti i nomi volgari europei sono legati alla descrizione della pianta ospite. Spurge hawkmoth in Inglese, Wolfsmilchschwarmer in Tedesco, la Esfinge de la lechetrezna in Spagnolo, le Sphinx de l’euphorbe in Francese.

Zoogeografia

E’ un falena abbastanza comune in Europa specialmente nella parte sud del continente. Infatti è una farfalla tipicamente mediterranea ed abita tutte le regioni che si affacciano su questo mare. L’areale si estende, attraverso una vasta fascia che comprende aree prettamente steppose ed aride, fino alla Mongolia.

Consistenti colonie sono presenti anche in alcune aree centrali dell’Europa dove viene gradualmente sostituita dalla congenere Sfinge del gallio ( Hyles gallii ), una specie che ha un areale molto più orientale che arriva fino all’estremo Oriente e raggiunge anche il nord America. Queste due specie sono difficilmente distinguibili fra loro. La sfinge dell’euforbia è stata introdotta dall’uomo in Nord America per coadiuvare la lotta contro alcuni tipi infestanti di euforbia ( Euphorbia esula ).

Morfofisiologia

La Sfinge dell’euforbia è una falena di discrete dimensioni con una apertura alare di circa 75 mm.

Ha ali anteriori molto strette ed appuntite di colore ocra con screziature più chiare ed una stretta fascia dello stesso colore che ripercorre l’intera lunghezza dell’ala.

L’ala posteriore è invece quasi interamente colorata di rosso e bordata lungo tutto il margine da una stretta fascia ocracea, contornata da una linea nera parallela.

L’ala posteriore è sempre invisibile nello stato di riposo e può essere osservata solo in volo durante le fasi di alimentazione. Il volo degli sfingidi durante questa attività, è alquanto caratteristico in quanto imita il comportamento dei colibrì, restando assolutamente immobili e sfruttando la lunga lingua per succhiare il nettare dei fiori.

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La pupa può svilupparsi in due settimane o attendere l’anno seguente con sfarfallamenti in giugno © Giuseppe Mazza

Non a torto, infatti un buon numero di specie appartenenti alla famiglia degli Sphingidae, sono raggruppate nella subfamilia dei Macroglossinae il cui etimo identifica questa peculiarità: “makros” = grossa, lunga e “glosse” = lingua.

Ha un corpo molto grosso e tozzo sempre del medesimo color ocra delle ali, con diverse barrature trasversali di colore più chiaro lungo tutta la sua lunghezza. Le antenne sono molto robuste ed allungate con apici sottili e leggermente ricurvi. Sono state classificate diverse sottospecie tra le quali: Hyles euphorbiae euphorbiae, Hyles euphorbiae conspicua , ed Hyles euphorbiae robertsi.

Biologia riproduttiva

La sfinge dell’euforbia è una specie monovoltina anche se in alcune aree molto calde, si può assistere regolarmente ad una seconda generazione.

Depone le uova in cluster direttamente sulla pianta ospite incollandoli lungo il fusto.

Le uova sono di colore verde chiaro e sono alquanto mimetizzate tra le piccole foglie della euforbia.

Si schiuderanno rapidamente in meno di dieci giorni, in particolar modo nei periodi più caldi dell’estate ed i piccoli bruchi si nutriranno immediatamente ed ingordamente della pianta ospite anche se notoriamente questa essenza emette un latice irritante per tutti gli altri insetti ed animali.

I bruchi infatti sono immangiabili per i predatori appunto perché assumono durante la crescita, i principi tossici di questa pianta. Sono estremamente colorati e nelle ultime fasi di crescita raggiungono notevoli dimensioni, caratteristiche che non nascondono minimamente visto che stanno appollaiati e ben visibili anche durante il giorno, in cima alle piante ospiti difesi dalla loro colorazione aposematica. Infatti non avendo nemici in grado di aggredirli non hanno alcun timore di essere individuati.

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L’adulto compie spesso lunghe migrazioni e si nutre in volo come un colibrì © Giuseppe Mazza

Possono essere completamente di colore rosso screziato di nero oppure verdi con punteggiature e striature nere od ancora rosso verdastri con punteggiatura bianca.

Sulla coda, caratteristica comune di tutti i bruchi degli sfingidi, è collocata una spina rossastra con punta nera lunga anche un centimetro. Non ha alcuna funzione di difesa ma solo di deterrenza.

Il bruco se maneggiato emette un liquido verdastro irritante che lo rende assolutamente disgustoso per l’incauto aggressore.

A maturazione avvenuta il bruco lascia la pianta ospite e dopo un lungo peregrinare, percorso a notevole velocità, si incrisalida formando una capsula di detriti vegetali che àncora sulla superficie del terreno.

La generazione intermedia rimarrà in questo stadio per circa due settimane mentre quella destinata all’anno successivo, trascorrerà l’intero inverno e riapparirà solo nel mese di giugno.

Volerà per tutta l’estate dal mese di giugno ad ottobre inoltrato, nutrendosi nelle ore crepuscolari del nettare di diverse essenze floreali.

Come tutte le sfingidi, il volo di queste falene è alquanto rumoroso e dovuto principalmente al battito delle ali nel momento di surplace.

Sinonimi

Sphinx euphorbiae – Linnaeus, 1758; Sphinx esulae – Hufnagel, 1766; Deilephila esulae – Boisduvakl, 1834; Celerio euphorbiae conspicua – Rothschild & Jordan,1903.

 

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