Ichthyophis glutinosus

Famiglia : Caeciliidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’Ichthyophis glutinosus vive nei suoli fangosi e nelle paludi © Giuseppe Mazza

L’ordine degli Apodi ( Apoda ), in passato chiamato dai biologi zoologi Gimnofioni ( Gymnophiona ) o Cecilie ( Ceciloforma ), è il più piccolo e il meno studiato, ancora oggi, della classe degli Anfibi ( Amphibia ).

Le specie afferenti a questo ordine, non sono “relativamente” molte in quantità e varietà, se confrontato con quello degli Anuri (Anura) e dei Caudati ( Caudata ); mettiamo “relativamente”, tra virgolette, perché comunque contempla circa 167 specie, un numero cioè consistente di per sé, sebbene piccolo rispetto a quello degli altri due ordini.

Nello specifico, tra le varie specie di Cecilie oggi note alla Biologia, una delle prime che fu scoperta e caratterizzata negli anni ’60 del secolo scorso, dai biologi zoologi, è l’Ittiofide glutinoso o Anfibio pesce-serpente ( Ichthyophis glutinosus - Linnaeus, 1758 ), specie afferente alla classe degli Anfibi ( Amphibia ), ordine degli Apodi ( Apoda ), famiglia dei Cecilidi ( Caeciliidae ), da altri autori identificata con quella degli Ittiofidi ( Ichthyophidae ), genere Ittiofide ( Ichthyophis ).

La IUCN considera abbastanza comune tale specie, ma il discorso non vale per tutte le altre specie di questi anfibi.

Zoogeografia

L’ittiofide glutinoso si trova localizzato nello Sri Lanka, in India meridionale, in Indocina e nell’America meridionale.

Ecologia-Habitat

La maggior parte delle cecilie, vive in ambienti quali suoli sciolti e lettiere profonde nelle foreste tropicali, poche nei fiumi e nei torrenti.

L’ittiofide glutinoso, specie totalmente terrestre, non è una eccezione, infatti vive nei suoli fangosi e nelle paludi.

Morfofisiologia

Le linee generali comuni delle cecilie, sono coincidenti con una testa ossificata e appuntita, che usano per scavare buche all’interno delle quali fuggono rapidamente in presenza di un predatore, come un serpente, un tartaruga, un uccello e alcuni tipi di mammiferi.

Il senso principale è l’olfatto, gli occhi piccoli e in molte specie ricoperti da una membrana, ravvisano un senso della vista molto scarso. Tutte le specie sono carnivore, nutrendosi di lombrichi, termiti e altri invertebrati; si sono osservati alcuni grossi esemplari, nutrirsi di topolini e piccoli rettili.

Sono predatori all’agguato, lanciandosi sulle prede quando queste ignare si avvicinano, trattenendole nella bocca, con una doppia fila di denti nella mascella superiore e una fila singola o doppia nella mandibola inferiore.

L’ittiofide glutinoso, ha numerosi anelli, spesso fino a 400, lungo il corpo scuro ( che in alcuni casi è grigio-violaceo, con riflessi lucenti blu ), affusolato e cilindrico; questo lo fa assomigliare a un grandissimo lombrico.

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Un piccolo tentacolo retrattile, tra l’occhio e la narice, percepisce gli stimoli chimici © Giuseppe Mazza

Il ventre è marrone chiaro e, una stria gialla, marca nettamente entrambi i fianchi dalla testa alla coda. La testa che usa per scavare, è ossificata, piccola e ovale.

Un piccolo tentacolo retrattile, tra l’occhio e la narice, è un organo pari, che usa per percepire gli stimoli chimici dell’ambiente, potenziando così l’olfatto, già di per sé sviluppato.

Gli occhi, come visto nelle linee morfologiche generali dell’ordine, sono piccoli, scarsamente visibili e ricoperti da uno strato di pelle; quasi inutili all’uso fisiologico.

La coda è corta. Questa cecilia, fa vita preva- lentemente ipogea, emergendo all’epigeo solo occasionalmente, ad esempio per riprodursi.

E’ attiva a qualsiasi ora del giorno; le dimensioni vanno da 30 a 50 cm circa, non si osserva dimorfismo sessuale, né stagionale, né permanente.

Etologia-Biologia Riproduttiva

In tutte le cecilie, la fecondazione è interna, con il maschio che estroflette parte della cloaca per inserire lo sperma nella femmina.

Alcune specie, depongono le uova nell’acqua che si sviluppano in larve natanti branchiate, specie ovipare; altre, depongono le uova infossate nel terreno da cui si sviluppano copie degli adulti in miniatura, specie ovipare.

In numerose altre specie, le femmine trattengono le uova nel corpo, partorendo giovani vivi, specie ovovivipare. La femmina di ittiofide glutinoso, una volta fecondata dal maschio, depone fino a 55 uova, piccole e bianche, in una tana vicino l’acqua e le sorveglia, avvolgendovisi intorno con il corpo, fin quando non schiudono.

Le larve che ne escono, acquatiche, s’avviano subito nuotando, verso uno stagno o un torrente.

Alcuni biologi negli anni ’80 del XX secolo, hanno documentato per cinematografia, che la prole si nutre, lacerandola e strappandone brandelli, della cute materna, che si rigenera subito, fornendo nutrimento, fintanto che i piccoli non si svezzano.

Sinonimi

Caecilia glutinosa - Linnaeus, 1758; Coecilia viscosa - Manoncourt & Latreille, 1801; Epicrium glutinosum - Wagler, 1828; Ichthyophis forcarti - Taylor, 1965.

 

→ Per nozioni generali sugli APODA vedere qui

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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