Inachis io

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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La splendida Inachis io è attiva da luglio a settembre, e poi sverna © Giuseppe Mazza

I Ninfalidi ( Nymphalidae ), vastissima famiglia di lepidotteri diurni, ovvero afferenti al gruppo delle Ropalocere ( Rhopalocera ), sono farfalle dalla notevole eleganza e dalle tinte calde e corpose, i cui rappresentanti nostrani, sono tra le farfalle più variopinte della penisola.

Tassonomicamente i ninfalidi sono farfalle che afferiscono al phylum degli Artropodi ( Arthropoda ), al sottotipo degli Antennati ( Antennata ), alla classe Insetti ( Insecta ), sottoclasse dei Neotteri ( Neoptera ), alla coorte dei Pterigoti ( Pterygota ), superordine degli Endopterigoti ( Endopterygota = Olometaboli ), ordine Lepidotteri ( Lepidoptera ), sottordine Eteroneuri ( Heteroneura ), famiglia Ninfalidi ( Nymphalidae ).

Tra le varie famiglie diurne, quella dei Nymphalidae è la più vasta.

Questa famiglia è composta da numerosi generi e, numerosissime specie, nell’ordine delle migliaia; per i generi, limitandoci a quelli più strettamente europei e italiani, citiamo i : Nymphalis, Vanessa, Inachis, Aglais, Polygonia, Argynnis e Limenitis.

Le farfalle del genere Vanessa , sono, tra quelle afferenti alla famiglia dei ninfalidi, le più specificamente e densamente presenti sul nostro territorio.

Benché il genere Vanessa sia ancora oggi presente, i biologi tassonomisti hanno spostato alcune specie di questo genere, in altri generi, pur mantenendo il nome volgare di vanessa.

Un esempio tipico è la specie oggetto di questa scheda, la Vanessa Io o Vanessa coda di pavone ( Inachis io - Linnaeus, 1758 ), che, come possiamo notare dalla nomenclatura binomiale, afferisce oggi al genere Inachis.

Alcune specie di questa famiglia di splendide farfalle, la cui livrea compete per bellezza con quella dei Papilionidi, sono appunto la Vanessa Io o Vanessa occhio di pavone ( Inachis io ), la Vanessa policlora ( Nymphalis polychloros ), che è una delle più variopinte della famiglia, la Vanessa atlanta ( Vanessa atalanta ), la Vanessa antiopa ( Nymphalis antiopa ), la Vanessa dell’ortica ( Aglais urticae ) e la Vanessa del cardo ( Vanessa cardui ).

Un’altra specie, comunemente chiamata vanessa, ma afferente al genere Polygonia, sebbene molto differente dalle specie finora citate, è la Vanessa c-bianco ( Polygonia c-album ), che presenta i bordi delle ali eccezionalmente frastagliati e una macchia bianca, ricurva a forma di “C”, sul lato inferiore delle ali posteriori, che dà il nome alla specie.

Poi, ai Nymphalidae, come famiglia, appartengono tutte le specie relative agli altri generi citati sopra, il cui elenco è limitato solo a quelli più comunemente presenti in Europa e Italia, senza considerare tutte le specie esotiche tropicali e subtropicali; ricordiamo che le specie che compongono tale famiglia sono migliaia.

Zoogeografia

La Vanessa Io o Vanessa coda di pavone ( Inachis io ) è, come per le altre specie di ninfalidi, cosmopolita. La si ritrova ovunque nelle aree temperate, tranne ai poli, sebbene sia sta osservata fino alle fasce circumpolari.

Ecologia-Habitat

Gli adulti della vanessa Io, come anche le altre specie afferenti all’ordine dei ninfailidi, vivono succhiando il nettare dai fiori ( in realtà questo vale per tutti i lepidotteri diurni ) e queste farfalle, possono essere identificate nei più disparati ambienti e biotopi. I ninfalidi, e quindi anche la vanessa Io, sono comunissimi in pianura fino a quote elevatissime, anche a 4.000 m sopra il livello del mare.

Morfofisiologia

Le linee generali dei membri della famiglia dei ninfalidi presentano antenne lunghe e sottili, con clava apicale ben pronunciata, ed ali discretamente ampie a forma varia, con bordo talvolta intero, talvolta più o meno dentellato e in alcuni casi profondamente frastagliato, come nella Vanessa c-bianco ( Polygonia c-album ).

Caratteristica peculiare in tutti i membri dei ninfalidi, sono le zampe anteriori, dotate di una fitta peluria molto densa, utilizzate dall’insetto principalmente per ripulire le antenne.

I colori delle ali, sono sempre vistosi e disposti generalmente a formare disegni di rara bellezza.

Nello specifico della vanessa Io, nome d’ispirazione mitologica ( infatti, nella mitologia dell’antica Grecia, “Io” era una bellissima sacerdotessa di Era, di cui s’innamorò Zeus ), sebbene sia la più comune fra le specie nostrane, del genere Inachis, è forse anche la più bella, grazie alla presenza di vistosissime e leggiadre macchie ocellate, simili agli ocelli presenti sulla coda del pavone maschio ( da qui uno dei nomi volgari ), poste verso l’angolo superiore di ogni singola ala e quindi complessivamente in numero di quattro.

La ali anteriori, sono di un bel rosso mattone scuro, mentre nelle loro macchie ocellate, predomina il celeste verso l’esterno e verso l’interno il giallo, con il centro rosso.

Inoltre, verso l’interno, la macchia ocellata è delimitata da una larga fascia longitudinale nera che corre lungo il margine dell’ala, e che è a sua volta interrotta da una breve fascia trasversa gialla.

Nelle ali posteriori, più scure, la macchia ocellata è invece gialla con centro azzurro e orlatura bruna.

In contrasto con la leggiadra grazia dell’adulto, è l’aspetto poco elegante, se non addirittura brutto, del bruco, che si nutre di ortiche e presenta una tinta nera intensa, interrotta da piccolissime e numerose macchioline bianche.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Le caratteristiche riproduttive sono comuni a tutti i membri dei ninfalidi, quindi anche alla vanessa Io.

Questi lepidotteri depongono le uova su differenti tipi di piante, sia erbacee che arborescenti; i bruchi, che si nutrono di foglie, hanno colorazione generalmente uniforme o quasi e sono adorni di numerose appendici pelose; nella vanessa Io è come visto nero, con presenza di macchioline bianche.

Assai caratteristiche sono le crisalidi, che rimangono appese alle piante per mezzo di un peduncolo e sono solitamente adorne di numerose macchie dorate; è appunto dalle macchie dorate delle ninfe di queste farfalle, che ha avuto origine, dal greco antico “chrysos” che significa oro, il termine di crisalide, utilizzato in maniera univoca per indicare le ninfe di tutti i lepidotteri.

Anche la forma del corpo della ninfa è particolare, carenato con numerosi dentelli e tubercoli, si presenta discretamente costante come forma tra le crisalidi dei membri di questa famiglia, compresa la vanessa Io.

In Italia i bruchi della Inachis io si notano, come accennato, in maggio-giugno sulle foglie d’ortica e la farfalla, attiva da luglio a settembre, ai primi freddi sverna.

 

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