Indianthus virgatus

Famiglia : Marantaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’India meridionale (Ghati orientali), Isole Andamane e Sri Lanka dove cresce in aree paludose e lungo le rive di corsi d’acqua nel sottobosco delle foreste umide decidue e semidecidue, fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione di “India” e del sostantivo greco “ἄνθος” (ánthos) = fiore; il nome specifico è l’aggettivo latino “virgatus, a, um” = di vimini intrecciato.

Nomi comuni: pogina yele (kannada); kooelé (kodava); kattukuva, pandikuva (malayalam); geta-oluwa (sinhala); periya kuhai vazai (tamil).

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L’Indianthus virgatus è originario delle paludi dell’India meridionale, delle Isole Andamane e dello Sri Lanka. Foglie e rizomi sono localmente utilizzati per varie patologie © Giuseppe Mazza

L’ Indianthus virgatus (Roxb.) Suksathan & Borchs. (2009) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, che forma densi cespi con fusti semplici, sottili, alti 1,5-4 m. Le foglie, su un picciolo lungo circa 1 cm, sono distiche, lanceolate con margine intero e apice cuspidato, di colore verde brillante, coriacee, lunghe 15-45 cm e larghe 4-15 cm. Infiorescenze terminali a pannocchia lunghe fino a circa 50 cm, dicotome, con ramificazioni sottili e fiori bianchi, inodori, in coppia, sottesi da una brattea verde lanceolata, lunga circa 4 cm e larga 0,5 cm. Sepali decidui, corti, lanceolati con apice appuntito, corolla con tubo più corto dei sepali e 3 lobi oblunghi, 2 staminoidi petaloidi esterni obovati, lunghi circa 1,5 cm, gli interni leggermente più piccoli e ovario triloculare. I frutti sono bacche obovoidi di colore verde. Si riproduce per seme, ma solitamente e facilmente per divisione.

Specie poco conosciuta al di fuori delle zone di origine, dove è quasi esclusivamente presente in giardini botanici, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido in pieno sole o parziale ombra su suoli mantenuti costantemente umidi. Le fibre ricavate dagli steli sono localmente utilizzate per stuoie, cappelli, oggetti artigianali e nella fabbricazione della carta. Le foglie, particolarmente resistenti, sono impiegate da alcune popolazioni per avvolgere e cuocere cibi cui conferiscono un particolare aroma.

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Quasi un velo da sposa per le nozze del minuscolo fiore bianco che si presenta sempre in coppia, sotteso da una brattea lanceolata © Giuseppe Mazza

Foglie e rizomi sono utilizzati nella medicina tradizionale per varie patologie; alcuni studi di laboratorio hanno evidenziato negli estratti del rizoma la presenza di composti bioattivi con proprietà antiossidanti e epatoprotettrici degni di ulteriore approfondimento per un possibile utilizzo nella farmacopea ufficiale.

Sinonimi: Phrynium virgatum Roxb. (1810); Maranta virgata (Roxb.) A.Dietr. (1831); Maranta virgata (Roxb.) Wall. (1832); Maranta virgata (Roxb.) Wight (1853); Clinogyne virgata (Roxb.) Benth. (1883); Arundastrum virgatum (Roxb.) Kuntze (1891); Phyllodes virgata (Roxb.) Kuntze (1891); Donax virgata (Roxb.) K.Schum. (1892); Donax virgata (Roxb.) Schum. (1902); Schumannianthus virgatus (Roxb.) Rolfe (1907).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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