Ipomoea horsfalliae

Famiglia : Convolvulaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Ipomoea horsfalliae è un rampicante sempreverde, ricco di fiori, per i climi caldi © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’America Meridionale (Brasile, Guyana, Suriname e Venezuela), e da tempo naturalizzata nell’area caraibica, in particolare in Giamaica, nelle foreste umide.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “ips” = verme e “hómoios” = simile, con probabile riferimento al portamento volubile; la specie è dedicata al botanico inglese Charles Horsfall (1776-1846).

Nomi comuni: cardinal creeper, crimson ipomoea, Horsfall’s morning glory, Kuhio-vine, lady Doorly’s morning-glory, lady Doorly vine, pink morning glory, prince Kuhio-vine, princess vine, prince’s-vine (inglese); ipomée de Horsfall (francese); campainha vermelha, ipoméia-de-cera, ipoméia-rubra, glória-das-manhãs, prin- cesa-dos-cipós, trepadeira-cardeal (por- toghese-Brasile); campanitas de coral (spagnolo); kardinalswinde (tedesco).

L’ Ipomoea horsfalliae Hook. (1834) è un rampicante sempreverde dalla linfa lattiginosa con radici tuberose e fusti sottili, che col tempo tendono a ligni- ficare, che raggiungono 2-8 m di lun- ghezza. Presenta foglie alterne di colore verde scuro lucido, lunghe fino a 15 cm, palmato-lobate, profondamente divise in 3-7 lobi con margini ondulati, interi o dentati.

I fiori di colore da rosso rubino a violetto magenta, di 4-7 cm di diametro e 4-6 cm di lunghezza, prodotti in gran numero in cime ascellari, sono imbutiformi, stellati, cerosi, con lobi appuntiti.

I frutti sono capsule sub globose lunghe 13-16 mm contenenti semi lunghi 6-7 mm di colore bruno scuro, provvisti di una corona di peli setacei fulvi, lunghi circa 1 cm, che ne favoriscono la dispersione. Si riproduce per seme, che va scarificato e immerso in acqua per 24 ore al fine di stimolare la germinazione, per talea, margotta ed innesto.

Di crescita moderata, è considerato uno dei rampicanti più ornamentali, sia per le foglie che per i fiori prodotti in profusione, in particolare nei mesi invernali; è coltivabile pertanto in piena terra solo nelle zone a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo, in posizione riparata. Temperature intorno a 0 °C distruggono la parte aerea, compromettendo quindi la fioritura, ma la pianta ricresce in primavera dalle radici tuberose, almeno fino a temperature intorno a -6 °C, al di sotto infatti tutta la pianta muore. Per non compromettere la fioritura le temperature devono mantenersi al di sopra di 10°C, anche se abbassamenti, sporadici e di brevissima durata, di qualche grado, possono fare solo danni limitati e temporanei.

Necessita per una crescita rigogliosa di terreno sciolto, ricco di sostanza organica, perfettamente drenante ed una esposizione in pieno sole o al più una leggera ombreggiatura. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti nel periodo estivo mentre in autunno-inverno il suolo deve essere fatto parzialmente asciugare prima di ridare acqua. Le concimazioni vanno effettuate in primavera-estate con concimi organici o chimici, preferibilmente bilanciati e a lenta cessione.

Sopporta bene le potature che vanno effettuate in primavera, all’inizio della stagione vegetativa, sia per contenerne le dimensioni che per favorire una abbondante fioritura. Ideale per coprire tralicci, reti di recinzione, cancellate, pergolati o fatto arrampicare su alberi. Dove non è possibile la coltivazione in permanenza all’aperto può essere coltivato in vaso, con adeguati supporti e le stesse modalità sopra riportate, per la decorazione di verande luminose, giardini d’inverno e serre.

La specie ha fama di essere di difficile riproduzione, la fruttificazione è infatti piuttosto irregolare anche nei luoghi di origine, dove i fiori sono impollinati quasi esclusivamente dai colibrì; anche le talee radicano con difficoltà ed è opportuno per un miglior esito l’uso di serre e calore di fondo.

La pianta è particolarmente diffusa, e ormai naturalizzata, alle Hawai’i dove fu introdotta, nel suo giardino a Waikiki, dal principe Kuhio (1871-1922) della dinastia Kauakaua, ultima del regno delle Hawai’i, che si battè per i diritti dei nativi dopo l’annessione agli Stati Uniti (1898), da qui alcuni dei suoi nomi comuni.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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