Ischnoderma benzoinum

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Testo © Massimiliano Berretta

 

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Esemplari in crescita di Ischnoderma benzoinum con goccioline acquose © Giuseppe Mazza

Famiglia: Fomitopsidaceae Jülich, 1982

Genere: Ischnoderma P. Karsten, 1879

Ischnoderma benzoinum (Wahlenberg) P. Karsten, 1879

Il termine “benzoinum” deriva dal latino “benzoinus” = con odore di resina balsamica che stilla dallo Styrax benzoin dell’India.

In Italia e in Spagna non si usano nomi “comuni” per questa specie; in Francia, invece, è conosciuto come “Polypore balsamique”,”Polypore à odeur de benjoin”; in Germania “Schwarzgebänderter Harzporling”; nel Regno Unito “Benzoin Bracket”.

Descrizione del genere

A questo genere appartengono basidiomi annuali, sessili, mensolati, spesso a forma di ventaglio, dapprima soffici poi molto duri, con una superficie pileica tomentosa per poi divenire una crosta, di colore bruno scuro fino a nerastro.

Imenio poroide biancastro che scurisce al tocco.

Sistema ifale dimitico con le ife generatrici fibulate e le ife scheletriche ialine o brune, basidiospore cilindriche, non amiloidi, lisce, bianche in massa.

Specie saprotrofe di conifere e latifoglie, agenti di carie bianca.

La specie typus è Ischnoderma resinosum (Fries) P. Karsten 1879.

Descrizione della specie

Cappello: basidiomi sessili, piatti, lunghi fino a 20 cm, con raggio fino a 14 cm e spessore di 2 cm, gli esemplari giovani hanno superficie finemente tomentosa e consistenza carnosa, rosso-bruna o bruna, per divenire duri e con una crosta resinosa nera con zonature concentriche, l’orlo è sempre più chiaro e ondulato e spesso ripiegato verso il basso.

Imenio: pori biancastri, rotondo-angolosi, 4-6 per mm, negli esemplari più maturi diventano bruni, scuriscono se toccati, tubuli bruni di circa 1 cm di lunghezza.

Gambo: assente.

Carne: il contesto ha una spessore di circa 1 cm, molle e biancastro da giovane, ocra e duro maturando.

Habitat: si sviluppa soprattutto in autunno quasi esclusivamente su conifere.

Commestibilità: senza alcun valore.

Reazioni: il contesto diventa marrone-nero con il KOH.

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Lungo anche 20 cm, con raggio fino a 14 cm, è prima tomentoso e carnoso e poi crostoso e duro © Giuseppe Mazza

Microscopia

Struttura ifale dimitica con ife scheletriche giallo chiaro a parete grossa di 3-6 µm di diametro, ife generative settate, ialine, con giunti a fibbia, di 3-8 µm di diametro.

Cistidi e cistidioli assenti.

Basidi clavati, tetrasporici, ialini, con giunto a fibbia basale, di 10-15 × 3,5-4,5 µm.

Basidiospore cilindriche, ialine, lisce, non amiloidi, con pareti sottili e ripiegate su di un lato, misurano 5-6 × 2-2,5 µm.

Osservazioni

E’ una specie abbastanza diffusa nell’emisfero boreale, non frequente in Italia, l’altra specie del genere, Ischnoderma resinosum (Fries) P. Karsten 1879, è molto simile macroscopicamente, ma cresce es- clusivamente su latifoglia, preferibil- mente faggio (Fagus sylvatica).

Una qualche possibile confusione si potrebbe avere con Meripilus gigantesus (Persoon) P.Karsten 1882, che però è facilmente riconoscibile per l’annerimento al tocco, non istantaneo, in tutte le sue parti, e per la crescita preferenziale su Castanea sativa e Fagus sylvatica, inoltre le spore sono ellissoidali e più grandi 5,5-7,5 × 4,5-6 µm.

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Ife germinative e scheletriche, basidi e spore di Ischnoderma benzoinum © Pierluigi Angeli

Si può anche confondere con Bondarzewia mesenterica (Schaeffer) Kreisel 1984, che, pur condividendo l’habitat, cresce su radici affioranti di Picea abies e Abies alba, ha però i pori biancastri, angolosi ed irregolari, i tubuli e il contesto concolori, le ife prive di giunti a fibbia, le spore amiloidi, subglobose e verrucose.

Sinonimi

Boletus benzoinus Wahlenberg, 1826 (basionimo); Ischnoderma resinosum f. benzoinum (Wahlenberg) Pilát, 1937; Lasiochlaena benzoina (Wahlenberg) Pouzar, 1990; Polyporus benzoinus (Wahlenberg) Fries, 1828; Polystictus benzoinus (Wahlenberg) Bigeard & H. Guillemin, 1913; Trametes benzoina (Wahlenberg) Fries, 1838; Ungulina benzoina (Wahlenberg) Patouillard, 1900.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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