Isopogon latifolius

Famiglia : Proteaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le infiorescenze dell’Isopogon latifolius fanno circa 8 cm di diametro © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Australia sudoccidentale dove cresce sulle alte pendici dei monti Stirling su suoli sabbiosi e pietrosi.

Il nome del genere deriva dalla combinazione dei termini greci “isos” = uguale e “pogon” = barba, con riferimento ai peli che circondano i frutti; il nome specifico è la combinazione dei termini latini “latus” = largo e “folium” = foglia, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: coneflower, drumsticks, Stirling Ranges coneflower (inglese).

L’ Isopogon latifolius R.Br. (1830) è un arbusto eretto sempreverde molto ramificato, alto fino a circa 2,5 m, anche se in coltivazione viene mantenuto più basso, con rami rossicci e foglie, su corto picciolo, disposte a spirale, semplici, coriacee, piatte, da ellittiche a obovate con apice provvisto di una piccola punta callosa, lunghe 6-10 cm e larghe 2-4 cm, di colore verde chiaro.

Infiorescenze terminali globose, sottese da un involucro di corte brattee imbricate, di circa 8 cm di diametro, formate da una moltitudine di fiori tubolari di colore rosa malva, ricurvi, lunghi fino a circa 4 cm, con 4 lobi lineari, lunghi circa 0,6 cm, provvisti di un piccolo ciuffo di peli sericei all’apice.

I frutti sono globosi e permangono a lungo sulla pianta. Non è resistente al fuoco, essendo priva di lignotubero, quella parte superiore della radice, ingrossata e lignificata, che permette alla pianta di rigenerarsi dopo un incendio, la sua sopravvivenza è legata quindi ai semi la cui germinazione è favorita da tale circostanza.

Si riproduce per seme, senza alcun particolare pretrattamento, in terriccio sabbioso particolarmente drenante, sterilizzato, mantenuto umido, ad una temperatura di 18-20 °C, e per talea, ma con basse percentuali di radicazione. È la specie più ornamentale del genere Isopogon, coltivabile con successo in pieno sole nelle zone a clima di tipo mediterraneo con inverni miti e moderatamente piovosi ed estati calde e secche, non si adatta a vivere in climi con estati umide dove può essere soggetta a marciumi.

Richiede suoli perfettamente drenanti, acidi, sabbiosi o pietrosi, piante adulte possono sopportare sporadici valori minimi di temperatura fino a circa -4 °C e lunghi periodi di siccità. Adatta a giardini rocciosi come esemplare isolato o in massa, utili le potature, da effettuare dopo la fioritura, per un portamento compatto e accestito.

Si adatta anche alla coltivazione in vaso, in substrati dalle caratteristiche sopra riportate, con innaffiature moderate in inverno, diradate in estate, facendo asciugare bene il substrato prima di ridare acqua. Fiori di lunga durata sia sulla pianta che recisi, adatti quindi ad essere utilizzati nelle composizioni floreali e a tale scopo la pianta viene coltivata sia in Australia che in altri paesi dal clima di tipo mediterraneo.

Sinonimi: Isopogon latifolius var. preissii Meisn. (1845); Isopogon latifolius var. lanceolatus Meisn. (1856); Atylus latifolius Kuntze (1891).

 

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