Jatropha gossypiifolia

Famiglia : Euphorbiaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Jatropha gossypiifolia è un arbusto perenne a vita breve © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di una vasta area dell’America tropicale (Antille Olandesi, Antille Venezuelane, Aruba, Bahamas, Brasile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Guatemala, Guyana Francese, Guyana, Haiti, Honduras, Giamaica, Isole Leeward, Isole Windward, Messico, Nicaragua, Paraguay, Repubblica Dominicana, Suriname, Trinidad-Tobago e Venezuela).

Il nome del genere deriva dalla combinazione dei termini greci “iatrόs” = medico e “trophé” = alimento, con riferimento alle proprietà medicinali attribuite alle specie appartenenti al genere; il nome specifico è la combinazione del nome del genere Gossypium (cui appartengono le specie che forniscono il cotone) e del termine latino “folium” = foglia, con riferimento alla somiglianza della forma delle foglie.

Nomi comuni: bellyache bush, black physicnut, cotton-leaf physicnut, figus nut, wild cassava (inglese); faux manioc, le lèpre, médicinier bâtard, médicinier noir, médecinier sauvage, médecinier rouge, pourghère rugueuse (francese); erva purgante, mamoninha, peão-roxo, pião-roxo, pinhão-roxo, raiz-de-tiu, piñón negro (portoghese – Brasile); higuereta cimarrona, piñón negro, purga delfraile, tautuba, túatúa (spagnolo).

La Jatropha gossypiifolia L. (1753) è un arbusto perenne a vita breve, sempreverde, che si comporta da deciduo nei climi aridi e al di fuori delle zone tropicali e subtropicali, molto ramificato, alto fino a circa 3 m, ma che solitamente non supera 1,5 m.

La corteccia è liscia e verde e tende a squamarsi in sottili strati grigi; la linfa è di colore da arancio rosato a brunastro.

Le foglie, su un picciolo lungo 6-12 cm fornito di peli ghiandolari, sono alterne, lunghe 4 - 12 cm e larghe 4-16 cm, divise in 3-5 lobi di forma da obovata a oblanceolata, con lobo centrale più lungo e acuto all’apice e bordi leggermente dentati, glabri o provvisti di peli ghiandolari.

Le nuove foglie sono di un appariscente rosso porpora intenso.

Le infiorescenze sono cime portanti fiori unisessuali di colore rosso vivo, di circa 1 cm di diametro, quelli femminili sono isolati all’apice degli assi principali, quelli maschili disposti lateralmente, la fioritura è pressoché continua, ma si intensifica tra fine estate e inizio autunno.

Il frutto è una capsula deiscente (che si apre spontaneamente a maturità) a tre lobi di circa 1 cm di diametro e 1,3 cm di lunghezza, di colore verde tendente al bruno a maturità, contenente generalmente tre semi ellissoidi lunghi 7-8 mm di colore bruno.

Si riproduce per seme che germina in pochi giorni; la specie si autodissemina facilmente, tanto da essere considerata una pericolosa infestante, specie nelle zone tropicali.

Di indubbio valore ornamentale, per il fogliame lucido, inizialmente violetto scuro, poi verde intenso, è coltivabile in pieno sole nelle zone tropicali, subtropicali e marginalmente in quelle temperato calde, brevi abbassamenti di temperatura intorno a -3 °C danneggiano la parte aerea; può resistere a lunghi periodi di siccità.

Cresce in qualsiasi tipo di terreno, anche sabbioso e pietroso e tende a diventare infestante in suoli perturbati. Può essere coltivata in vaso in un terriccio sabbioso con ottimo drenaggio, in pieno sole o comunque alla massima luminosità possibile e innaffiando quando lo strato superiore del terriccio è secco.

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Decorativa, infestante ai tropici, la Jatropha gossypiifolia è tossica, con proprietà medicinali © Giuseppe Mazza

Tutte le parti della pianta sono considerate tossiche, in particolare i semi, che contengono il 40% in peso di olio, gli effetti principali, nei casi più gravi, sono disidratazione e collasso cardiovascolare, come conseguenza di gastroenteriti emorragiche, ha anche effetti deprimenti sul sistema nervoso centrale.

La quantità di semi ingeriti che danno effetti tossici dipende fortemente dalla risposta personale, da pochissimi semi a qualche decina, naturalmente i bambini sono i più esposti con la possibilità di effetti tossici anche a seguito della ingestione di un solo seme, con dolori addominali e diarrea sanguinolenta.

La specie è ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale sia nei luoghi di origine che in quelli, Asia e Africa, in cui si è naturalizzata.

L’olio estratto dai semi è un potente emetico e purgativo e malgrado le sue proprietà irritanti per la pelle, viene utilizzato in varie dermatiti, mentre la linfa per cicatrizzare ferite per le sue proprietà emostatiche; anche le foglie e la corteccia hanno proprietà purgative.

Sono stati condotti vari studi, con risultati promettenti, sulle proprietà antitumorali e in altri campi della medicina di varie sostanze estratte dalla pianta. Infine l’olio, che veniva utilizzato nelle lampade, potrebbe avere un interessante uso come biocombustibile.

Sinonimi: Manihot gossypiifolia (L.) Crantz (1766); Adenoropium gossypiifolium (L.) Pohl (1826); Jatropha elegans Kl. (1853).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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