Kalanchoe manginii

Famiglia : Crassulaceae

Testo © Pietro Puccio

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Ideale per i vasi sospesi, la Kalanchoe manginii ama il sole ed ha una lunga fioritura © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del massiccio gra- nitico dell’Andringitra nel Madagascar centromeridionale dove cresce su pendii rocciosi aridi fino a 2000 m di altitudine.

Il nome generico è di origine incerta, non essendo stato specificato dall’autore, Michel Adanson (1727-1806), secondo alcuni deriva dal nome cinese di una delle specie appartenenti al genere; la specie è dedicata al botanico francese Louis Alexandre Mangin (1852-1937).

Nomi comuni: chandalier plant, manginii kalanchoe (inglese); cacto- pendente (portoghese).

La Kalanchoe manginii Raym. - Hamet & H. Perrier (1912) è una succulenta perenne, cespitosa, alta fino a circa 40 cm, con numerosi fusti eretti o striscianti semilegnosi ricoperti da peli ghiandolari, tranne i rami fioriferi che ne sono privi.

Presenta foglie carnose persistenti, pressoché sessili (prive di picciolo), a volte ricoperte da una sottile peluria, di forma piuttosto variabile, orbicolare, oblunga, obovata o spatolata, lunghe 1-3 cm, larghe 0,5-1,5 cm e spesse fino a 8 mm, con margine intero o leggermente dentato all’apice. Infiorescenza in inverno-primavera a pannocchia su un corto scapo portante sparsi fiori campanulati, penduli, con calice di colore verde rossastro ricoperto da peli ghiandolari, lungo 1-1,5 cm, con lobi oblunghi e appuntiti, e corolla, da rosso arancio a rosso vivo, con tubo lungo 2-2,5 cm e 4 lobi ovati, lunghi circa 0,4 cm.

I frutti sono follicoli contenenti numerosi semi oblunghi di circa 1 mm. Si riproduce per seme, in autunno o primavera, da porre in superficie, essendo la germinazione stimolata dalla luce (fotosensibilità positiva) utilizzando un terriccio fine per metà sabbioso; i semi germinano in 7-30 giorni, o più, a 20-22 °C. Si riproduce facilmente anche per talea semilegnosa, lasciata ben asciugare, e di foglia, in primavera-estate, su un substrato costituito da terriccio e sabbia, o agriperlite, in parti uguali, alla temperatura di 18-22 °C. A volte sullo scapo floreale, dopo l’appassimento dei fiori, spuntano plantule che possono essere usate per la riproduzione.

La specie, dalla vistosa fioritura di lunga durata, tre mesi ed oltre, è una delle più ornamentali tra le Kalanchoe; in particolare, per il suo portamento prostrato e i fiori pendenti, è ideale per vasi sospesi e come tale ampiamente coltivata.

Necessita di una posizione in pieno sole o leggera ombreggiatura e substrati sabbiosi, preferibilmente acidi o neutri, con eventuale aggiunta di pietrisco per migliorare il drenaggio. Anche se sembra poter resistere ad alcuni gradi sotto 0 °C, è consigliabile, dato il periodo di fioritura, non esporla a temperature inferiori a 6-8 °C. Le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare il terriccio prima di ridare acqua, rade in inverno.

Sinonimi: Kalanchoe manginii var. triploidea Boiteau & Mannoni (1948); Bryophyllum manginii (Raym.-Hamet & H. Perrier) Nothdurft (1962).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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