Kigelia africana

Famiglia : Bignoniaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nativa dell’Africa tropicale, la Kigelia africana è un’albero semideciduo alto anche 18 m © Giuseppe Mazza

La Kigelia africana (Lam.) Benth. (1849) è originaria dell’Africa tropicale e meridionale e precisamente: Ciad, Eritrea, Etiopia, Sudan, Burundi, Camerun, Guinea Equatoriale, Ruanda, Zaire, Benin, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Liberia, Mali, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo Botswana, Namibia, Swaziland e Sudafrica.

Il termine generico deriva dal nome dato alla pianta in Mozambico; il nome specifico ne indica la provenienza: l’Africa.

Nomi comuni: “albero dei salami”, “albero delle salsicce” (italiano); “sausage tree”, “sausagetre”, “cucumber tree” (inglese); “saucissonnier”, “faux baobab” (francese); “leberwurstbaum” (tedesco); “árbol de las salchichas” (spagnolo); “árvore da salsicha” (portoghese).

Albero semideciduo di rapida crescita, che può raggiungere un’altezza di 18 m, dalla corteccia liscia e grigiastra e chioma compatta e tondeggiante; le foglie, lunghe fino a 50 cm, sono imparipennate con 5-13 foglioline ovate o ellittiche fino a 15 cm circa di lunghezza, coriacee, ruvide al tatto, verde scuro, con venature prominenti nella pagina inferiore.

Le infiorescenze sono pendule su lungo peduncolo (fino a 2 m) con fiori campanulati di circa 13 cm di diametro, generalmente di colore rosso porpora con venature gialle all’esterno.

I fiori, dall’odore piuttosto sgradevole, secondo alcuni, si aprono in sequenza e restano aperti per una sola notte e vengono solitamente impollinati da pipistrelli; quando un fiore viene impollinato gli altri boccioli appartenenti alla stessa infiorescenza solitamente abortiscono e ciò per evitare la presenza molti frutti sullo stesso peduncolo che potrebbe non sopportarne il peso. I frutti legnosi, oblungo-cilindrici, che possono raggiungere una lunghezza di 80-100 cm con un diametro di 12 cm ed un peso fino a 12 kg, sono di colore grigiastro e contengono, immersi in una polpa fibrosa, numerosi semi obovoidi, duri, di 1 cm di lunghezza per 0,7 cm circa di larghezza, che conservano a lungo la germinabilità.

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Le infiorescenze sono pendule, su peduncolo lungo fino a 2 m, che porta, come un lampadario, inquietanti fiori campanulati di 13 cm di diametro impollinati dai pipistrelli © Giuseppe Mazza

Si riproduce facilmente da seme. Specie molto ornamentale, coltivabile in pieno sole nei climi tropicali e subtropicali, non sopportando temperature prossime allo zero se non per brevissimo periodo, è adatta a grandi spazi ed al di fuori di luoghi di sosta per il potenziale pericolo rappresentato dalla caduta dei pesanti frutti.

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I curiosi frutti, che hanno dato alla pianta il nome di albero delle salsicce, non sono eduli ma hanno virtù medicinali © Giuseppe Mazza

I frutti non sono eduli, ma i semi, velenosi quando immaturi, hanno un limitato uso alimentare nei luoghi di origine, arrostiti, in periodi di carestia. Le foglie hanno localmente un importante ruolo come foraggio. Pianta conosciuta ed utilizzata da tempi remoti nella medicina tradizionale, in particolare per la cura delle malattie della pelle, la cui efficacia è confermata dalla presenza nella pianta, in particolare nella corteccia e nei frutti, di steroli, flavonoidi ed altre sostanze con proprietà antibatteriche ed antifungine; estratti della pianta sono utilizzati nella moderna industria cosmetica. Studi di laboratorio hanno anche evidenziato la presenza nei frutti di sostanze con proprietà antitumorali.

Sinonimi: Crescentia pinnata Jacq. (1789); Kigelia pinnata (Jacq.) DC. (1838); Bignonia africana Lam. (1785); Kigelia abyssinica A. Rich. (1847); Kigelia acutifolia Engl. ex Spreng. (1906); Kigelia aethiopum (Fenzl) Dandy (1956); Kigelia elliottii Sprague (1906); Kigelia elliptica Sprague (1906); Kigelia impressa Sprague (1906); Kigelia sprag ueana Wernham (1914); Kigelia talbotii Hutch. & Dalziel (1931); Kigelia tristis A. Chev. (1920); Sotor aethiopiumm Fenzl (1844); Tanaecium pinnatum (Jacq.) Willd. (1789).

 

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