Kobus ellipsiprymnus

Famiglia : Bovidae

 

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Testo © Dr. Gianni Olivo

 

 

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Il Kobus ellipsiprymnus ha un pelo ispido e untuoso. La carne ha un sapore sgradevole per l’uomo © Mazza

Il Cobo dall’ellisse o Balanca ( Kobus ellipsiprymnus - Ogilby, 1833, famiglia Bovidae, ordine Artiodactyla ) è una grande antilope africana, dalla corporatura di aspetto particolare: il corpo è lungo e massiccio, quasi cilindrico, ed il collo è anch’esso molto lungo e robusto, si che, quando osservo di lato un esemplare adulto, che tenga il collo disteso orizzontalmente in avanti, la sagoma mi ricorda, mi si perdoni il paragone, una bottiglia di Coca Cola.

Le zampe sono relativamente corte e robuste, la coda esile e di media lunghezza. La testa è abbastanza allungata, con orecchie grandi e mobilissime ed il maschio porta corna dotate di anellatura (nodosità) evidente, massicce e leggermente incurvate a concavità anteriore e, se viste di fronte, in forma di due parentesi. La lunghezza media varia da 55 a 75 cm ma alcuni esemplari raggiungono misure ben superiori.

Il corpo è coperto di un pelo ispido e duro, di color castagna o marrone scuro, talvolta grigio scuro o “brizzolato” e che tende a scurire con l’avanzare dell’età. La parte inferiore delle zampe è quasi nera, con un anello chiaro sopra lo zoccolo, mentre il ventre è più chiaro. La zona della gola, il labbro superiore ed un anello intorno al naso sono chiari e sul muso, spesso più scuro del resto del corpo, spiccano due strie chiare che dall’occhio si portano in avanti.

Il collo mostra una specie di criniera ed una “gorgiera” più evidente nei maschi, ma la caratteristica più peculiare, che rende questa antilope impossibile da confondere anche agli occhi di un neofita, è il disegno bianco, a forma di ellisse, che sostituisce lo specchio anale.

Questa ellisse che da il nome alla specie, contorna superiormente la radice della coda e scende poi ai lati, per congiungersi, infine, con il bianco della regione ventrale. La parte anteriore dell’orecchio è grigio chiara, ed è presente una visibile frangia di peli che ne orna il contorno, l’apice è nero, mentre la parte dorsale ( o posteriore) si presenta di colore marrone o rossiccio.

Le ghiandole odorose di questa specie non sono situate nei punti soliti (muso, zampe ecc) bensì sparse sulla pelle del corpo e secernono una sostanza oleosa che ne rende il pelo di aspetto unto, donde il nome, un tempo utilizzato, di cobo untuoso.

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Caratteristico il disegno ad elisse sul posteriore © Giuseppe Mazza

Zoogeografia

Il Kobus ellipsiprymnus è presente ad Est della Rift valley, mentre una specie molto simile, il Kobus defassa, ha un’area di diffusione più grande e situata ad Ovest della medesima, anche se, in certe zone, si ha sovrapposizione delle due specie.

A Nord la presenza della specie si ferma a Sud del Corno d’Africa (zona essenzialmente arida e quindi sgradita a questo animale), poi, scendendo a Sud, lo si incontra in Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Mozambico, Malawi e nella valle del Limpopo. Inoltre la balanca è presente in numerosissime riserve private e statali del Sudafrica, comprese zone di montagna come i Soutpansberg ed i Waterberg.

E’ interessante notare che la specie può incrociarsi con il cobo defassa, fenomeno che si verifica in alcune aree dove entrambe le specie sono presenti e gli areali sovrapposti.

Habitat-Ecologia

Tra tutte le antilopi, questi due cobi sono quelle più dipendenti dall’acqua e le più esposte alla disidratazione quando l’elemento liquido scarseggi, patiscono il calore eccessivo ed hanno bisogno di zone di vegetazione fitta e di ombra.

Essendo dei grazers, che brucano prevalentemente erbe, spesso secche, dal terreno, necessitano di parecchia acqua e non si allontanano più di qualche chilometro dall’elemento liquido.

Tuttavia, in molte zone, come pure nella nostra area, salgono in alto sulle montagne e sugli altipiani, salvo poi scendere regolarmente ad abbeverarsi alle pozze o in qualche corso d’acqua.

La necessità combinata di acqua e vegetazione rigogliosa fa si che tra le zone preferite vi siano valli e linee di drenaggio, ma spesso anche coltivazioni e piantagioni, dove l’irrigazione garantisce punti di abbeverata, sono gradite. In un’occasione, mentre attraversavo, nottetempo, una cittadina nella valle del Limpopo, vidi un waterbuck che brucava allegramente il prato all’inglese di un giardinetto privato, mantenuto umido e verde dagli irrigatori.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Di abitudini sedentarie, il cobo dall’ellisse è abbastanza territoriale, e non è raro vedere piccoli gruppi di femmine e giovani, mentre i maschi possono essere o non essere territoriali.

In realtà, le femmine sono più spesso organizzate in gruppi di due o tre solamente, tuttavia, gruppetti con territori che si sovrappongono, spesso confluiscono in associazioni di 8-12 individui, gruppi che, comunque, non sono veri branchi, ma semplici ed occasionali “comitive”, estremamente labili e fluttuanti.

La combinazione di alcuni fattori, come la relativa scarsità di zone ottimali, la territorialità, la sedentarietà, spesso provoca fenomeni di sovraffollamento e soprattutto di sovrasfruttamento delle risorse, con depauperamento dell’ambiente: di qui la necessità, in molte riserve private, di sfoltire, con abbattimenti di selezione, la popolazione presente, pena il deterioramento irreparabile dell’habitat e la sopravvivenza della stessa popolazione di waterbucks.

I maschi maturi sono territoriali, e tanto più solitari quanto più sono anziani, mentre si possono avere piccoli gruppi di scapoli, gruppi che presto, però, si dissolvono. Un maschio maturo territoriale tenderà a scacciare un rivale maturo (o ad esserne scacciato), ma spesso tollera, senza soverchi problemi, la presenza di gruppetti di giovani scapoli.

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Preliminari amorosi. Le femmine partoriscono sempre allo stesso posto © Giuseppe Mazza

Non tutti i maschi sono, però, così tolleranti, ed altri scacciano prontamente e pervicacemente ogni maschio che invada il loro territorio, indipendentemente dalla classe di età.

Riproduzione: sia i maschi che le femmine maturano (sessualmente) relativamente tardi ( 5 o 6 anni per i maschi ed almeno tre per le femmine). Il cobo dell’ellisse, che vive in zone tropicali, tende a riprodursi durante la stagione delle piogge, mentre il defassa, nelle zone equatoriali, non ha stagionalità, però i maschi restano territoriali tutto l’anno, anche fuori stagione riproduttiva.

La femmina che sta per partorire si inoltra nel fitto almeno un paio di giorni prima del parto e, fatto curioso, pare che la maggior parte delle nascite avvenga al mattino. Le femmine non primipare, amano partorire i piccoli successivi nella stessa « nursery » dove hanno dato alla luce il primogenito, una forma, in pratica, di esasperazione della sedentarietà e territorialità della specie.

Il piccolo risulta, stranamente, meno indifeso di specie aggressive come l’antilope nera, in quanto, già mezz’ora dopo la nascita è in grado di reggersi sulle zampe, ed in capo a poche ore può correre ben più velocemente di un uomo, per cui, invece di immobilizzarsi nell’erba, al sopraggiungere di un predatore, preferisce, già da subito, darsi alla fuga.

Per contro, in zone ove sia presente la iena macchiata, si è notato che quest’ultima rappresenta il più pericoloso predatore per i piccoli, proprio per il fatto che essi, piuttosto che rimanere immobili al coperto, tendono a vagare a lungo. La carne del warterbuck ha fama di essere immangiabile e di gusto muschiato, tuttavia ciò è vero solo in parte: è il grasso, soprattutto, e la cute, che possono dare alla carne tale sgradevole sapore ed odore, mentre, preparata in maniera da eliminare tali parti, la carne è del tutto mangiabile, anche se sicuramente meno buona di quella di altre antilopi.

Questo fatto ha alimentato la diceria secondo cui molti predatori non lo caccerebbero. Per quella che è la mia esperienza, non mi pare proprio che un leone si faccia dei problemi di questo genere ed in effetti in molte zone i cobi pagano al leone un tributo pesante. I maschi, spesso, anziché fuggire, tendono a far fronte, a corna basse, al felino e questa, decisamente, non si rivela una buona tecnica, dato l’esito pressoché scontato del confronto. In un caso rinvenni una femmina uccisa e parzialmente divorata da un grosso leopardo.

Nomi comuni : Inglese:Common waterbuck; Francese: Cob a croissant; Tedesco: Ellipsen wasserbock; Afrikaans: Waterbok; Zulu, Siswati: Iphiva; Shangaan: Mhitlwa; Ndebele: Isidumuka; Tswana: Pitlhwa; Sotho: Phitlwa; Venda: Phidwa; Shona: Dhumukwa; Lozi: Ngunguma; Somalo: Balanca; Swahili: Kuru

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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