Laelia lueddemanii

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’infiorescenza pirotecnica della Laelia lueddemanii raggiunge gli 80 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia, Costa Rica, Panama e Venezuela, dove cresce epifita nelle foreste fino a circa 800 m di altitudine.

L’origine del nome generico è incerto, non essendo stato specificato dall’autore (Lindley), alcuni ritengono sia quello di una delle Vestali, sacerdotesse romane che avevano il compito di custodire il fuoco sacro alla dea Vesta; la specie è dedicata al botanico e coltivatore di orchidee francese G. A. Lüddeman (1821-1884).

La Laelia lueddemanii (Prill.) L.O.Williams (1940) è una specie epifita con pseudobulbi, su un robusto rizoma, eretti, clavati e solcati, lunghi 15-30 cm e spessi 2,5-4 cm, con all’apice generalmente due foglie, a volte tre, coriacee, oblunghe, di 18-30 cm di lunghezza e circa 4,5 cm di larghezza.

Infiorescenza terminale eretta su un peduncolo ricoperto da squame lanceolate, lungo 40-80 cm, portante numerosi fiori, che si aprono simul- taneamente, con sepali e petali di colore bruno e labello porpora.

Sepali e petali sono lineari-oblunghi con margini marcatamente ondulati, lunghi 3,5-4,2 cm, il labello è trilobato, lungo circa 2,3 cm, con lobi laterali oblunghi e lobo mediano ovato e ricurvo, percorso al centro da tre carene (sporgenze a forma di chiglia di nave) di colore giallo pallido, la colonna infine è viola porpora, arcuata, lunga 1,5 cm.

La fioritura, che ha luogo in primavera-estate, dura circa un mese. Si riproduce per seme, in vitro, micropropagazione e divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie dalla spettacolare fioritura e relativa facilità di coltivazione.

Richiede temperature medio-alte, con valori minimi invernali preferibilmente superiori a 14 °C, elevata umidità, 60-80%, e luminosità, anche alcune ore di sole diretto, per poter fiorire.

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Sepali e petali, lunghi 3,5-4,2 cm, sono lineari-oblunghi con margini marcatamente ondulati © Giuseppe Mazza

Le innaffiature devono essere regolari, ma intervallate in modo da fare asciugare completamente il substrato, più diradate, per dare un breve periodo di riposo secco, dopo la fioritura fino alla ripresa vegetativa.

Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in funzione dello stato vegetativo della pianta e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti oppure sistemata in vasi con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Schomburgkia lueddemanii Prill. (1862); Bletia undulata var. costaricana Rchb.f. (1863); Schomburgkia undulata var. lueddemanii (Prill.) H.G.Jones (1963).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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