Lagerstroemia loudonii

Famiglia : Lythraceae

Testo © Pietro Puccio

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La Lagerstroemia loudonii cresce a basse altitudini nelle foreste miste della Cambogia, Laos e Thailandia © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cambogia, Laos e Thailandia dove cresce nelle foreste miste a basse altitudini.

Il genere fu dedicato da Linneo all’amico Magnus Lagerström (1691-1759) che fu direttore della Compagnia Svedese delle Indie Orientali; la specie è dedicata al botanico e paesaggista scozzese John Claudius Loudon (1783 - 1843).

Nomi comuni: Loudon’s crape myrtle, salao flower, Thai bungor (inglese); bugur (Giava); hintenin, salao (Thailandia); bàng lang tía (Vietnam).

La Lagerstroemia loudonii Teijsm. & Binn. (1863) è un albero deciduo alto fino a circa 20 m, nei vecchi esemplari in natura, con tronco dalla corteccia grigiastra fessurata longitudinalmente.

Le foglie, su un picciolo lungo 0,3-0,5 cm, sono opposte, semplici, oblungo-ellittiche con margine intero e apice appuntito, di 5-20 cm di lunghezza e 4-8 cm di larghezza, glabre superiormente, pubescenti inferiormente.

La fioritura avviene durante la stagione secca, da febbraio ad aprile, con infiorescenze ascellari e terminali a pannocchia, di 10-30 cm di lunghezza e 10-20 cm di diametro, portanti numerosi fiori ermafroditi, di 6-7 cm di diametro, di colore porpora chiaro che vira col tempo al bianco, con peduncolo e pedicelli ricoperti da un tomento giallastro.

Calice campanulato lungo circa 1 cm con 6-8 lobi triangolari con apice appuntito, corolla con 6-8 petali unguicolati (petali con la base lungamente ristretta simile ad uno stelo) obovati con margine superiore fimbriato (frangiato) e ondulato, di circa 2,5 cm di lunghezza e 2 cm di larghezza, e numerosi stami. I frutti sono capsule oblunghe, di 1,5-2 cm di lunghezza e 1-1,5 cm, di diametro, contenenti numerosi piccoli semi alati di colore nerastro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per un giorno, posto superficialmente in terriccio drenante ricco di humus mantenuto umido, ma senza ristagni, alla temperatura di 25-28 °C, con tempi di germinazione di 15-40 giorni, e anche per talea e margotta.

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È un albero deciduo, alto anche 20 m, che fiorisce copiosamente nella stagione secca per oltre tre mesi © Giuseppe Mazza

Specie ampiamente utilizzata nelle alberature urbane, sia in Thailandia che in alcuni paesi del sudest asiatico dove è stata introdotta, ma poco coltivata altrove, meriterebbe una più ampia diffusione, per la copiosa fioritura che si protrae per circa tre mesi.

Coltivabile nei paesi a clima tropicale e subtropicale, con temperature mediamente elevate, valori intorno a 0 °C, anche eccezionali e per breve periodo, danneggiano gravemente il fogliame. Richiede una esposizione in pieno sole e terreni drenanti, anche piuttosto poveri, ma cresce al meglio in quelli fertili. Le innaffiature devono essere moderate, non sopportando ristagni idrici, e ben radicata può sopportare periodi di secco, presenta inoltre una discreta resistenza alla salsedine e può quindi essere impiegata in prossimità del mare.

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Le infiorescenze superano anche i 20 cm di diametro. La corteccia è usata nella medicina tradizionale per il trattamento della diarrea e le foglie nelle ulcerazioni della pelle © Giuseppe Mazza

Al di fuori delle zone tropicali e subtropicali può essere coltivata in capienti contenitori in serre e giardini d’inverno particolarmente luminosi, con temperature minime invernali superiori a 15 °C, utilizzando un terriccio ricco di sostanza organica con aggiunta di sabbia o perlite per un 30%.

Parti della pianta sono utilizzate nella medicina tradizionale, in particolare la corteccia nel trattamento della diarrea e le foglie nelle ulcerazioni della pelle.

 

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