Lepanthes katleri

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Perù dove cresce sugli alberi delle foreste pluviali intorno a 1800 m di altitudine.

L’etimologia del nome generico non è stata specificata dall’autore, secondo alcuni è la combinazione dei sostantivi greci “λεπίς” (lepis) = scaglia e “άνθος” (anthos) = fiore, con riferimento alla forma del fiore di molte specie. Altri ritengono derivi da “λέπος” (lepos) = corteccia e “άνθος” (anthos) = fiore, dato che le piante del genere vivono sulla corteccia degli alberi. La specie è dedicata al suo scopritore, Ernest Katler.

Nomi comuni: Katler’s lepanthes (inglese).

La Lepanthes katleri Luer (1991) è una specie epifita cespitosa di ridotte dimensioni con corto rizoma e fusti eretti sottili, lunghi 4-5 cm, con all’apice una foglia eretta, ellittica con apice appuntito, lunga circa 1,5 cm, coriacea. Infiorescenze racemose, lunghe circa 5 cm, con rachide filiforme portante numerosi fiori che si aprono uno alla volta in successione per lungo tempo, con sepalo dorsale bianco crema con bande radiali porpora scuro, sepali laterali porpora scuro con macchia bianco crema alla base e petali porpora. Sepalo dorsale ovato con apice lungamente appuntito e margini irregolarmente fimbriati, lungo 8-9 mm e largo 6-7 mm, sepali laterali uniti per circa 2/3 della lunghezza, lunghi 10-11 mm e larghi alla base 5-6 mm, petali irregolarmente bilobati, di circa 1,5 mm di larghezza e 0,8 mm di lunghezza, e labello bilaminato con margini cigliati, lungo circa 1 mm.

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La Lepanthes katleri è è una piccola orchidea originaria del Perù dove cresce sugli alberi delle foreste pluviali intorno a 1800 m di altitudine. Epifita cespitosa, reca foglie di 1,5 cm ed infiorescenze racemose, lunghe circa 5 cm, con rachide filiforme portante numerosi minuscoli fiori che si aprono uno alla volta in successione © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 fusti.

Orchidea miniatura dalla attraente fioritura che si protrae per un lungo periodo, richiede una esposizione semiombreggiata, temperature intermedie, elevata umidità ambientale e ventilazione costante. Necessita di innaffiature e nebulizzazioni regolari utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Può essere montata su rami, pezzi di corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti con dello sfagno alla base per mantenere l’umidità, oppure coltivata in vasi o canestri con composto drenante e aerato costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura e sfagno con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio. Trapianti e rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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