Licuala peltata

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Licuala peltata var. peltata ha foglie profondamente divise, mentre nella sumawongii sono intere © Mazza

La specie è originaria dell’Assam, Bangladesh, Bhutan, India, Isole Andamane e Nicobar, Malaysia peninsulare, Myanmar e Thailandia peninsulare, dove cresce nelle foreste umide fino a 600 m di altitudine.

Il termine generico deriva dal nome indigeno “leko wala” dato a questo genere di palme nelle isole Molucche; il nome specifico deriva dal latino “peltata” = armata di pelta (un piccolo e leggero scudo), peltata; in botanica con tale termine si indica una foglia, generalmente tondeggiante, che ha il picciolo inserito al centro o comunque all’interno della lamina.

Nomi comuni: salai-pathi (Andamane); chatta-pat (Assam); kurud, lepcha (India); kapadah, salu (Myanmar); ga-por, kajing- kajing, ko ching (Thailandia).

La Licuala peltata Roxb. ex Buch. - Ham. (1826) è una specie solitaria, raramente cespitosa, monoica, con fusti alti fino a circa 6 m, ma generalmente più bassi in coltivazione, con un diametro di 10-12 cm, coperto dalla base dei piccioli che permangono per lungo tempo, tranne nella parte più vecchia. Le foglie, di colore verde intenso lucido, sono palmate, orbicolari, di 1-2 m di lunghezza e altrettanto di larghezza, raramente intere, solitamente divise fino alla base in numerosi segmenti cuneiformi, lunghi fino a circa 1 m e larghi 5-30 cm, con nervature ravvicinate e divergenti e apice troncato e profondamente lobato con 4-6 lobi lunghi fino a 5 cm.

I piccioli sono lunghi 1-2 m di colore da verde a brunastro con i margini muniti di robuste spine ricurve lunghe fino ad 1 cm; la base, dai margini fibrosi di colore bruno, circonda solo parzialmente il fusto.

Le infiorescenze nascono tra le foglie, lunghe fino a 4 m, arcuate, sono spighe composte, costituite cioè da un asse principale da cui si dipartono ramificazioni secondarie (spighette) pendenti, portanti fiori ermafroditi di colore bianco verdastro, ricchi di nettare e odorosi, impollinati prevalentemente dalle api. I frutti sono globosi, fino a 1,5 cm di diametro, di colore arancio, contenenti un solo seme. Si riproduce per seme che germina in 3-4 mesi con calore di fondo; la crescita iniziale è piuttosto lenta.

I botanici generalmente distinguono due varietà, la Licuala peltata var. peltata, a foglia divisa, e la Licuala peltata var. sumawongii, a foglia intera, che si ritiene estinta in natura, ma estesamente coltivata per la bellezza del fogliame.

La specie è una delle più grandi tra le Licuala, coltivabile su suoli ricchi di sostanza organica e drenanti, preferibilmente sabbiosi, mantenuti costantemente umidi, in posizione ombreggiata e ben protetta dal vento, in particolare la varietà sumawongii, nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido.

Se ne può tentare la coltivazione nelle zone temperato-calde, in posizione particolarmente riparata, potendo resistere a temperature fino a -2 °C, per breve periodo, senza eccessivi danni al fogliame, in queste condizioni la crescita è lenta, specie se l’umidità ambientale non è elevata. La posizione deve essere ombreggiata o in luce solare filtrata e con sufficiente spazio attorno per far risaltare appieno le sue caratteristiche.

La varietà sumawongii è anche una apprezzata pianta da vaso per la decorazione di patii, serre, giardini d’inverno e interni spaziosi poco luminosi, utilizzando substrati ricchi di sostanza organica con aggiunta di sabbia grossolana, intorno al 30%, per migliorare il drenaggio; le innaffiature devono essere regolari durante tutto l’arco dell’anno e le temperature è bene non scendano sotto +16 °C.

Localmente le foglie vengono utilizzate per confezionare copricapo, mentre le radici sono utilizzate nella medicina tradizionale come diuretico.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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