Litchi chinensis

Famiglia : Sapindaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Litchi chinensis è un albero sempreverde del Sud-Est asiatico. Anche se in genere è coltivato basso per facilitare il raccolto, in natura può arrivare a 18 m d’altezza © Giuseppe Mazza

Il Litchi chinensis Sonn. (1782) è originario della Cina meridionale (Guangdong ed Hainan), Laos, Malaysia, Myanmar, Nuova Guinea, Filippine, Thailandia e Vietnam.

Il nome generico è di derivazione cinese; il nome specifico “chinensis” = della Cina, fa riferimento ad uno dei luoghi di origine.

Nomi comuni: “ li zhi [li chi]”, “li zhi guo (cinese); “lici”, “litchi”, “prugna cinese”, “dattero cinese” “ciliegia della Cina” (italiano); “leechee”, “litchi”, “lychee” (inglese); “cerisier de Chine”, “litchi de Chine”, “litchie”, “litchier”, “pied de letchi”, “quenepe chinois” (francese); “litchi”, “litchibaum”, “litchipflanze”, “litschipflaume” (tedesco); “litchia”, “lichia”, “lichieira” (portoghese); “lichi”, “litchi”, “ciruela de China”, “mamoncillo chino” (spagnolo).

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Esistono numerose varietà orticole d’aspetto diverso con maturazione precoce o tardiva per soddisfare il mercato. Qui il ‘Calcuttia Late’ © Giuseppe Mazza

Albero sempreverde alto solitamente fino a 10 m, raramente fino a 16-18 m, presenta foglie paripennate composte da 2-4 pinnule lanceolate od ovato-lanceolate, lunghe 8-14 cm e larghe 2-4 cm, di colore verde scuro lucido superiormente, verde grigiastro inferiormente.

Infiorescenze terminali lunghe fino a 30 cm, molto ramificate, portanti piccoli fiori unisessuali giallo verdastri privi di petali. Frutti globosi, 3-5 cm di diametro, di colore rosso vivo nei frutti appena maturi, tendente al rosso bruno col passare del tempo.

Il pericarpo è un guscio sottile, coriaceo e facilmente asportabile, coperto irregolarmente di tubercoli, con all’interno un seme lungo da 12 a 25 mm, a seconda della varietà, con arillo (che costituisce la polpa) biancastro, translucido, succoso e di sapore dolce e delicato.

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Varietà ‘Kwai Mi Pink’. Il guscio dei frutti è sottile, coriaceo e facilmente asportabile, coperto irregolarmente di tubercoli © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, che deve essere interrato appena tolto dal frutto (la germinabilità infatti non supera i due giorni), ma con tale metodo le piante impiegano circa 10 anni per fruttificare, ma soprattutto per margotta.

Il clima ideale per questa specie è quello subtropicale con estati calde, ma non torride, ed umide ed inverni freschi e piuttosto asciutti; da giovane è piuttosto sensibile alle temperature intorno a 0 °C, mentre piante adulte possono sopportare senza danno temperature intorno a -3 / -4 °C. Va coltivato in pieno sole, in suoli ben drenati, mantenuti umidi durante il periodo vegetativo, ricchi di sostanza organica ed a pH acido o neutro. Allo stato giovanile risulta molto sensibile all’accumulo di sali nel suolo, pertanto vanno effettuate solo leggere concimazioni utilizzando fertilizzanti per piante acidofile.

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Varietà ‘Kaimana’. La parte commestibile, detta arillo, è una polpa biancastra, translucida e succosa, dal sapore dolce e delicato © Giuseppe Mazza

Le piante adulte possono essere concimate con regolarità in primavera-estate.

Una particolarità nella crescita che spesso induce in errore chi vuole ottenere una pianta da seme è data da una veloce crescita nelle prime settimane, seguita da una lunga stasi vegetativa che può durare anche due anni, che fa ritenere che la pianta abbia una qualche patologia, e quindi abbandonata, o carenza di nutrimento, e quindi iperconcimata, con conseguenze letali, per quanto precedentemente detto.

Sinonimi: Scytalia chinensis (Sonn.) Gaertn. (1788); Dimocarpus lichi Lour. (1790); Nephelium litchi Cambess. (1829); Nephelium chinense (Sonnerat) Druce (1917); Litchi chinensis var. euspontanea H.H. Hsue (1983).

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Varietà ‘Wai Chee’. Le selezioni sono lunghissime. I semi, a germinabilità breve, vanno interrati entro 2 giorni e per vedere i primi frutti occorre aspettare un decennio © Giuseppe Mazza

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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