Lorius garrulus

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Non c’è dimorfismo sessuale e talora le coppie sono dello stesso sesso © G. Mazza

I lori, sono Psittaciformes, appartenenti alla famiglia dei Psittacidae e sottofamiglia dei Loriinae.

Esistono numerosi generi di lori, in tutto sono 7 ( Chalcopsitta, Eos, Lorius, Neopsittacus, Phigys, Pseudeos, Vini ), a cui si aggiungono i vari generi di lorichetti, sempre afferenti alla sottofamiglia dei Loriinae ( Charmosyna, Glossopsitta, Trichoglossus, Oreopsittacus ).

Nello specifico, i lori del genere Lorius sono quelli di dimensioni maggiori tra tutti i generi.

Le specie del genere Lorius sono due: il Lori garrulo, in Francese detto anche Lori noira ( Lorius garrulus - Linnaeus, 1758 ), ed il Lori lori o Lori dal cappuccio ( Lorius lory ).

A sua volta la specie Lorius garrulus si suddivide nelle tre sottospecie o razze Lori garrulo garrulo ( Lorius garrulus garrulus ), il Lori dal dorso giallo ( Lorius garrulus flavopallidus ) e il Lorius garrulus morotaianus.

Sono uccelli robusti e molto vivaci, necessitano in ambiente artificiale di voliere molto ampie, poiché sono molto mobili.

Zoogeografia

Sono endemici dell’Indonesia e delle Isole del Pacifico.

Habitat-Ecologia

Vivono nell’interno delle foreste tropicali pluviali, dove utilizzano come posatoio rami di alberi alti, a chioma folta e come centro di costruzione dei nidi, i punti di congiunzione di due o più rami.

Morfofisiologia

Il Lorius garrulus è un pappagallo massiccio, sia il maschio che la femmina, raggiungono lunghezze di 28-31 cm.

Si possono avere variazioni di lunghezza in questi intervalli, da soggetto a soggetto, quindi è una specie polimorfica.

Hanno una livrea principalmente costituita da due fondamentali colori, verde e rosso brillante. Le livree, tra maschio e femmina sono equivalenti.

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In natura si nutrono di nettare, polline e frutta © Giuseppe Mazza

Nello specifico: il rosso predomina sulla testa, il muso, il dorso, il ventre, mentre le remiganti delle ali, come le copritrici primarie e secondarie sono di colore verde scuro.

La coda lunga e frangiata, presenta le timoniere che sono per i 2/3 rosse, mentre all’estremità ( punte ) verdi. L’occhio in entrambi i sessi ha iride nera, o marrone bruciato, circondato da un anello arancione scuro. Il becco è robusto, più piccolo però di quello che caratterizza i cacatua, gli ara e le amazzoni, di colore arancione scuro, con una striscia di pelle grigia ricoprenti le narice, alla base di attacco al muso.

Il piede è zigodattilo, indice di vita arboricola, inoltre maschio e femmina non presentano caratteri di dimorfismo sessuale somatico, né stagionale, né permanente.

La razza Lorius garrulus flavopallidus presenta in più una colorazione gialla sul dorso, mentre il più raro Lorius lory si differenzia dal garrulo più spiccatamente, per la fronte e la sommità del capo, che sono neri e, per un’ampia banda blu sul mantello, con le cosce e l’addome anch’essi blu.

Sono animali molto attivi, in termini nutritivi, hanno una ecologia alimentare molto simile ai lori del genere Chalcopsitta, anche se rispetto questo ultimo genere, con cui convive molto bene, mangiano più tipi di verdure, in ambiente artificiale.

Generalmente in natura, si nutrono di nettare, polline e frutta, quindi sono nettarivori e frugivori, ma non disdegnano neanche il granturco tenero in pannocchia e, le larve di varie specie di coleottero. In cattività, mangiano anche pane bagnato nel latte e, vermi della farina, come le larve del coleottero Tribolium.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Sono animali abbastanza socievoli; non è raro ad esempio osservare comunità di Lorius garrulus che accettano membri dei due sessi del genere Chalcopsitta.

Possono, essendo molto intelligenti, avere fenomeni di natura imitativa vocale, comunque il loro verso è molto forte e non del tutto gradevole.

L’assenza di dimorfismo somatico sessuale, farebbe pensare che un eventuale dimorfismo etologico, possa rendere facile riconoscere i due sessi, ma così non è.

Nei lori in genere e, nello specifico nel Lorius garrulus, il comportamento, sia in natura che in cattività, non è una indicazione attendibile del sesso. Due maschi e due femmine, possono benissimo vivere insieme comportandosi come una vera coppia.

Talvolta, due femmine depongono le uova contemporaneamente, solo la presenza di quattro uova, fa capire che la coppia è costituita da due femmine. Bisogna stabilire spesso il sesso per via cromosomica, poiché in cattività, questi animali tendono a prendere peso divenendo obesi, quindi chirurgicamente ( per laparoscopia ), è difficile stabilirne il sesso.

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Il piede zigodattilo dell’Lorius garrulus è indice di vita arboricola © Giuseppe Mazza

I maschi, durante la stagione degli accoppiamenti, sia in natura che in cattività, diventano molto pericolosi e aggressivi, al punto che uccidono qualsiasi uccello si avvicini al nido.

Come per tutti i lori, anche nel Lorius garrulus, la nidiata e costituita da due uova, covate dalla femmina, il periodo più sensibile è quando i pulli stanno montando il piumaggio.

I pulli, prima d’involarsi, permangono nel nido per 10-11 settimane, mentre il padre li nutre, pensando anche alla compagna, ma questo periodo di permanenza, varia in relazione alla completa formazione del piumaggio, che a sua volta varia da soggetto a soggetto.

In cattività è bene usare gabbie sollevate da terra, onde evitare infezioni batteriche e infestazioni parassitarie.

Inoltre poiché soffrono molto il freddo, in regioni della fascia temperata, sia dell’emisfero Boreale che Australe, ove gli inverni sono molto rigidi e lunghi, è bene fornirsi di gabbie, che presentano camere interne, con una base in cemento pulita, all’interno delle quali possono andare a ripararsi, mentre i pulli nati in ambiente artificiale, in prossimità dell’inverno, è bene poche ore dopo la nascita, spostarli in incubatrici coibentate, per evitarne la morte, poiché tendono spesso a cadere, muovendosi molto, dal nido, e non supererebbero la notte vivi.

La IUCN, ha stabilito che il Lorius garrulus è in una fase vulnerabile della sua esistenza, in termini di densità di popolazione.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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