Lutjanus sebae

Famiglia : Lutjanidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Il Lutjanus sebae è molto diffuso nelle acque tropicali degli Oceani Indiano e Pacifico © Giuseppe Mazza

La famiglia dei Lutianidi ( Lutjanidae ) comprende una ventina di generi di pesci marini tropicali, a cui corrispondono numerose specie, peraltro del tutto assenti nel bacino Mediterraneo, come specie endemiche, anche se, come per altre specie ittiche, è in atto una forma di migrazione lessepsiana, legata all’aumento di temperatura delle acque dei nostri mari.

Una delle specie più note, afferenti a tale famiglia, perché molto commerciata nell’ambito della acquariofilia ornamentale, è il Lutiano di Seba o Azzannatore rosso ( Lutjanus sebae ), detto anche dagli anglofoni Emperor red snapper.

Gli “Snappers” ovvero azzannatori, sono oggi di moda, e rappresentano un gruppo molto commerciato fra i pesci marini tropicali.

La tassonomia ci dice che è afferente al gruppo Pesci (Pisces), classe Osteitti (Osteichthyes), sottoclasse Attinopterigi (Actinopterygii), ordine Perciformi (Perciformes), sottordine Percoidi (Percoidei), famiglia Lutianidi (Lutjanidae), genere Lutiano ( Lutjanus ).

Zoogeografia

Tutti i membri di questa famiglia, sono molto diffusi nelle acque degli Oceani Indiano e Pacifico. Assenti nel bacino Mediterraneo come specie originali, è invece presente una specie “lessepsiana”, che citeremo dopo nel corso del testo.

Ecologia-Habitat

Il Lutiano di Seba o Azzannatore rosso ( Lutjanus sebae - Cuvier, 1816 ) viene spesso posto in vendita nei mercati giapponesi, ove viene chiamato dai pescatori “sennedai”.

Questo pesce è forse il più famoso del genere, e viene attivamente pescato per la bontà e il pregio delle sue carni, oltre che per il commercio acquariofilo. Vive prevalentemente in prossimità delle barriere coralline e delle scogliere rocciose, ove predilige la presenza di fondi sabbiosi, ghiaiosi e piatti.

Le forme immature, che non misurano più di 20 cm, prediligono le acque torbide, le aree a mangrovie, o le acque prossime all’area litorale. Non è raro osservare le forme subadulte nuotare tra le aguzze spine dei ricci di mare, di cui possono esserne commensali. Le forme adulte, come altre specie di pesci tropicali di medie dimensioni, durante l’inverno tendono a vivere al largo in acque più profonde.

Morfofisiologia

Le linee generali dei lutianidi sono comuni tra le numerose specie; tutti i membri hanno corpo robusto, non molto compresso ai lati e rivestito di scaglie di norma minuscole e di tipo ctenoide; la pinna dorsale è unica, benché nettamente divisa in due parti, entrambe sorrette da raggi inclinabili; la pinna caudale è tronca e anche parzialmente bifida; la testa di questi pesci, infine, è relativamente grande e reca un’apertura boccale molto larga; i denti sono affilati e aguzzi, per cui fanno pensare, specialmente quelli disposti più anteriormente, ai tipici canini.

Poco sviluppata è peraltro la vescica natatoria, come del resto il tubo digerente, che c’indica una nutrizione di tipo carnivora.

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Da noi è un pesce d’acquario, ma per la carne pregiata e la grossa taglia è presente nei mercati ittici © Mazza

Le dimensioni sono assai varie, essendovene un buon numero di taglia modesta, ma anche qualche specie di grandezza rispettabile come l’azzannatore rosso.

Il nome di Snappers, ovvero azzannatori, ci fa intuire le loro abitudini predatorie; si nutrono infatti di pesci, granchi, di Stomatopodi ( Stomatopoda ) cioè le cicale di mare o canocchie, come di altre specie di crostacei e cefalopodi bentonici.

Nello specifico del Lutjanus sebae, il corpo è un po’ più schiacciato in senso latero-laterale, assottigliato nella parte posteriore a formare un peduncolo caudale ben sviluppato; il capo, assai grande, è privo di scaglie nella parte dorsale e porta degli occhi grossi e una bocca armata di un gran numero di dentini acuminatissimi, disposti molto fittamente.

La pinna dorsale del Lutiano di Seba, peraltro, decorre quasi dalla nuca alla coda, ed è sorretta nella parte anteriore da raggi duri e in quella posteriore da raggi molli.

Al tratto molle della dorsale, si contrappone una ben sviluppata anale, fortemente spinosa nella sua porzione anteriore; la coda risulta abbastanza bifida e incisa, mentre le pinne pettorali, risultano non molto grandi e un po’ appuntite.

La livrea, è quanto mai bella: sulla colorazione di base, biancastra o rossiccia, spiccano tre fasce scure, la prima delle quali, interessa la testa e circonda l’occhio, la seconda attraversa obliquamente il tronco, colorando gran parte del ventre e le pinne pettorali, mentre la terza, dopo aver bordato il margine posteriore della pinna dorsale, si dirige verso la coda, estendendosi al lobo posteriore di questa.

L’azzannatore rosso è forse il più comune rappresentante del genere, e risulta anche essere la specie di maggior dimensioni; sebbene nei mercati giapponesi, come citato prima, si vendono esemplari di non oltre 30 cm di lunghezza, in natura se ne pescano anche alcuni che misurano tre quarti di metro e oltre.

Non c’è dimorfismo sessuale somatico, tra maschio e femmina.

Altre specie, molto usate in acquariofilia e presenti nell’Oceano Pacifico, sono il Lutiano kasmira ( Lutjanus kasmira ), dal corpo a fasce orizzontali dai margini netti, poi c’è il Lutiano a macchie d’argento ( Lutjanus argentimaculatus ) la quale è una specie “lessepsiana” ( ricordiamo che la migrazione lessepsiana, è l’ingresso e la stabilizzazione di specie animali e vegetali dal Mar Rosso al Mar Mediterraneo per via del canale di Suez, vedi scheda del Siganus vulpinus ), il Milah ( Lutjanus bohar ), l’Azzannatore macchiato ( Lutjanus fulviflamma ), tutti tipici dei mari del sud; infine lo Jocu ( Lutjanus jocu ), diffuso nella fascia tropicale dell’Oceano Atlantico.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Vivono o in piccoli gruppi isolati, o solitariamente. Sono pesci abbastanza docili, che possono però innervosirsi nel caso in cui si riduca lo spazio vitale, nuotano poco e per brevi tratti. Sono ovipari e la femmina depone le uova a strati; in cattività non si riproducono, in natura i costumi riproduttivi non sono ancora noti. La IUCN per ora non lo inserisce tra le specie ittiche a rischio.

L’indice di vulnerabilità della specie segna attualmente 59 su una scala di 100.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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