Lutra lutra

Famiglia : Mustelidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

   

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La Lontra europea o Lontra comune ( Luntra luntra ) non vive solo in Europa © Mazza

La Lontra europea o Lontra comune ( Lutra lutra - Linnaeus 1758) è un mammifero di medie dimensioni che appartiene all’ordine dei Carnivori (Carnivora), alla famiglia dei Mustelidi (Mustelidae), al genere Lutra e alla specie Lutra lutra. Le sottospecie segnalate sono 7 : Lutra lutra lutra in Europa ed Africa settentrionale, Lutra lutra nair nel sud dell’India e nello Sri Lanka, Lutra lutra monticola nell’India del nord, Nepal, Bhutan e Myanmar, Lutra lutra kutab nel nord dell’India e in Kashmir, Lutra lutra aurobrunnea nel Garhwal Himalaya nel nord dell’India e nelle parti più elevate del Nepal, Lutra lutra barang nel sud-est asiatico (Tailandia, Indonesia, Malesia), Lutra lutra chiensis nel sud della Cina ed a Taiwan.

Il termine indicante il genere e la specie“lutra” deriva dal latino e significa semplicemente“lontra”.

Zoogeografia

La distribuzione geografica della lontra europea interessa sia la regione paleartica che quella orientale comprendendo porzioni di tre continenti: Europa, Asia e Africa.

E’ presente in gran parte dell’Europa (tranne che nelle isole mediterranee ed in Islanda) e in gran parte dell’Asia, compreso il Giappone e l’Indomalesia, con esclusione dei territori più settentrionali a nord del circolo polare.

E’ inoltre diffusa in Asia Minore e Palestina, Nord Africa, in Marocco e Algeria. Le diverse zone del suo areale originario appaiono in preoccupante diminuzione in conseguenza dei negativi effetti antropici negativi. Ad esempio, in Europa, la specie è relativamente presente solo in certe parti della Scandinavia, Scozia, Spagna ed Europa orientale; in Italia, Francia, Germania è presente con popolazioni residue ed isolate, nelle restanti regioni è in declino o scomparsa.

Ecologia-Habitat

La lontra europea è strettamente legata all’ambiente acquatico e vive in prossimità di fiumi, ruscelli, torrenti, paludi, lagune, estuari e foci di fiumi, laghi fino ad un’altitudine anche superiore ai 2000 metri. Le acque, dove risiede, devono essere ricche di pesce ed avere le zone circostanti (sponde, rive) coperte di abbondante vegetazione che offrano protezione e possibilità di rifugio. A volte può spingersi in mare per raggiungere le isole prossime alla costa. In genere non si allontana mai di molto dall’acqua, e solo temporaneamente, se non quando deve compiere degli spostamenti da un sistema fluviale ad un altro. Predilige ambienti naturali incontaminati, solitari e selvaggi; è infatti, specie, molto sensibile ai disturbi dovuti alle attività e agli insediamenti umani. Pur potendo frequentare habitat differenti, la presenza della lontra europea, è correlata alla vegetazione delle sponde e, per la riproduzione, alla presenza di fori o cavità sulle rive o tra le radici degli alberi. La lontra europea conduce la propria esistenza e la maggior parte delle proprie attività in una stretta fascia di ambiente dove l’acqua si interfaccia con la terra delle sponde.

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Con 7 sottospecie è presente anche nell’Africa settentrionale, India, Sri Lanka e Sud-est asiatico fino alla Cina e Taiwan. Molto sensibile all’inquinamento, predilige gli ambienti naturali incontaminati, solitari e selvaggi © Mazza

Morfofisiologia

Le lontre europee, come tutte le lontre, sono carnivori conformati per la vita in ambiente acquatico, hanno morfologia che si discosta nettamente da quella degli altri mustelidi.

La struttura generale del corpo è idrodinamica, con testa larga e tondeggiante, muso appiattito, collo corto, tronco cilindrico e allungato, arti brevi. Può raggiungere una lunghezza, coda inclusa, di 120 cm ed un peso che oscilla tra i 6 ed i 15 kg.

I padiglioni auricolari sono arrotondati, piccoli e nascosti quasi totalmente dal pelo. Il meato uditivo è provvisto di tre lobi, simili a valvole, che durante l’immersione impediscono l’entrata dell’acqua.

Gli occhi sono piuttosto piccoli, con pupilla rotonda, e sono provvisti di un meccanismo di accomodamento del cristallino che consente all’animale di vedere bene anche sott’acqua.

Le vibrisse rigide sono molto lunghe e consentono alla lontra di avvertire la presenza di prede anche nelle acque torbide e con il buio quando non può localizzarle con la vista e non può utilizzare l’olfatto avendo le narici chiuse. La coda, robusta e muscolosa, è lunga più della metà della lunghezza testa-coda, ha un diametro maggiore alla base e si assottiglia gradualmente verso la punta. I piedi anteriori sono più lunghi di quelli posteriori; sono larghi e provvisti di 5 dita brevi, unite tra loro da una membrana glabra che si estende sino alla base delle falangi distali. Le unghie, non retrattili, corte e robuste, sono più sviluppate negli arti anteriori. Le superfici plantari e palmari presentano una larga callosità non rivestita di peli. La femmina ha tre paia di mammelle.

La pelliccia è formata da peli di giara lunghi 20-25 mm e da una spessa borra, i cui peli misurano 10-15 mm. La funzione della pelliccia nei mammiferi consiste, in genere, nel trattenere uno strato d’aria che isolando il corpo impedisca la dispersione del calore. In acqua la funzione di isolamento termico va perduta per cui nella lontra, come in altre specie simili, viene impedita la dispersione di calore per mezzo del secreto delle ghiandole sebacee poste accanto ai follicoli piliferi, secreto che rende idrorepellente il pelo.

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La struttura del corpo è decisamente idrodinamica, con una testa larga e tondeggiante, muso appiattito, collo corto, tronco cilindrico allungato ed arti brevi. Può anche raggiungere, coda inclusa, 120 cm di lunghezza, con un peso di 6-15 kg. Orecchie piccole che si chiudono in immersione e smisurate vibrisse per localizzare i pesci, che sono il piatto forte della specie, anche in acque molto torbide o al buio, quando la vista è di scarso aiuto e l’olfatto inibito perché le narici sono chiuse © Giuseppe Mazza

Quando l’animale si immerge nell’acqua, lo strato più esterno della giara si bagna e i peli si intrecciano, formando una superficie liscia e impermeabile a protezione della fitta e morbida lanugine dove è trattenuto lo strato isolante d’aria. In questo modo la cute non si bagna e il corpo rimane termoregolato anche se l’animale si trattiene in acqua per lungo tempo.

Le parti superiori del corpo, gli arti, i piedi e la coda sono di colore bruno-marrone scuro, con riflessi grigiastri sul dorso e sui fianchi mentre le parti inferiori sono di tonalità più chiara, tendenti al biancastro-fulvo o crema, in modo particolare a livello di gola. Il labbro superiore, le guance e la gola sono più o meno biancastri e le orecchie sono orlate di marrone chiaro. Durante l’inverno la pelliccia assume tonalità più scure. Non esiste un evidente dimorfismo sessuale anche se la femmina è generalmente più piccola e ha tonalità della pelliccia più chiare.

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Non si allontana mai dall’acqua ed è un’ottima nuotatrice, anche in mare © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia riproduttiva

La lontra europea è molto elusiva e conduce vita solitaria (gli adulti possono vivere assieme solo nel periodo della riproduzione) o in gruppo famigliare (madre con prole), è un’ottima nuotatrice e la sua vita è legata ai corsi d’acqua di buona qualità.

Ha abitudini diurne negli ambienti selvaggi e crepuscolari e notturne dove è presente disturbo antropico; anche se i periodi di attività possono variare anche in relazione alle stagioni e agli ambienti in cui vivono.

Sul terreno, la lontra, si muove con andatura ondeggiante, appoggiando al suolo tutta la pianta dei piedi.

L’orma è riconoscibile per la sua forma arrotondata, ove si evidenziano le impronte dei polpastrelli delle dita e quelle delle unghie, relativamente distanziate da quelle del cuscinetto plantare. Fra i polpastrelli è talvolta visibile anche l’impronta della membrana interdigitale. Quando la lontra cammina lentamente le orme dei piedi posteriori si sovrappongono a quelle dei piedi anteriori per cui la traccia risulta composta da due orme affiancate disposte obliquamente; quando si muove al trotto, invece, le impronte non si sovrappongono e la traccia risulta costituita da 4 orme.

Nel galoppo veloce le orme sono disposte in linea obliqua l’una accanto all’altra ma può verificarsi che quelle dei piedi posteriori, quasi appaiate, precedano le impronte dei piedi anteriori, che si trovano una dietro l’altra. Pur non essendo agilissimo sul terreno, questo mustelide, è capace di compiere lunghi salti e di arrampicarsi su tronchi e rami inclinati.

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In immersione, lo strato più esterno della giara si bagna ed i peli s’intrecciano formando una superficie, liscia e impermeabile, che protegge la fitta morbida lanugine col prezioso cuscinetto d’aria isolante © Giuseppe Mazza

Nell’acqua la lontra comune è straor- dinariamente agile ed abile dimostrando tutta la propria esuberante vitalità. Nuota molto velocemente in immersione tenendo le zampe anteriori aderenti al corpo e imprimendosi la spinta propulsiva soprattutto con oscillazioni del tronco e della coda nonché con le larghe zampe posteriori, che assieme alla coda, fungono da timoni di direzione e profondità.

Quando nuota sotto il pelo dell’acqua emerge con parte della testa, del dorso e della coda.

Di frequente nuota sul dorso o su un fianco e ruota attorno al proprio asse longitudinale; nuota anche a “delfino” per sviluppare una maggiore velocità.

Questi modi di nuotare e muoversi rendono, la lontra europea, un animale molto simpatico a chi la osserva.

La dieta è costituita quasi esclu- sivamente da pesce (oltre l’80% della dieta) appartenente principalmente alla famiglia dei Ciprinidi (Cyprinidae); si nutre anche di crostacei ed altri invertebrati ed occasionalmente di uccelli acquatici o altri piccoli animaletti. La sua destrezza natatoria è tale da consentirle di compiere rapidi cambi e inversioni di direzione in brevissimo spazio, competendo e spesso superando l’abilità dei pesci. Può rimanere in immersione per 7-8 minuti raggiungendo profondità di 9-10 metri. Ha occhi, narici e orecchi posti alla stessa altezza consentendogli di rimanere non vista a pelo d’acqua.

Le tane solitamente si trovano sulle rive e sponde dei corsi d’acqua, raramente può utilizzare tane dismesse di altri mammiferi come volpi ( Vulpes vulpes ) o tassi ( Meles meles ). Pur accoppiandosi prevalente in febbraio-marzo il periodo può anche variare avendo piccoli che possono nascere in quasi tutte le stagioni.

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Tolto il periodo riproduttivo, la Lutra lutra vive generalmente sola. Dopo 63-65 giorni di gestazione, le femmine partoriscono in tane, spesso di fortuna, 2-4 cuccioli che hanno una speranza di vita di 18 anni © Giuseppe Mazza

La gestazione dura poco più di 2 mesi (63-65 giorni) e in media vengono partoriti 2-4 cuccioli. La maturità sessuale è raggiunta tra i 18 e i 24 mesi (i maschi sono più precoci).

Questa specie è molto sensibile all’inquinamento, è considerata a rischio a causa del rapido declino della popolazione avvenuto negli ultimi anni, e la sua presenza è diventata sinonimo di integrità ambientale.

Gli habitat acquatici idonei per ospitare questa specie risultano essere estremamente vulnerabili a causa delle azioni artificiali operate dall’uomo come: la canalizzazione dei fiumi, il taglio e la rimozione della vegetazione che cresce sulle sponde dei corsi d’acqua, la costruzione di barriere e dighe, il drenaggio e la bonifica delle zone umide, le attività di acquicoltura ecc…

La rarefazione della lontra europea è da imputare principalmente alla distruzione dell’habitat originario, all’antropizzazione, all’inquinamento ed alla caccia e bracconaggio praticati a causa della sua pregiata pelliccia.

La specie è attualmente protetta in molti paesi del suo areale e inserita nell’appendice I della CITES. Diversi programmi di monitoraggio e di reintroduzione sono stati avviati in Europa. La consistenza della popolazione della lontra europea non è nota in molte aree del suo range di distribuzione, particolarmente in Asia e Africa. La lontra europea ha un’aspettativa di vita di circa 16-18 anni.

Sinonimi

Viverra lutra - Linnaeus, 1758; Lutra nippon - Imaizumi & Yoshiyuki, 1989 ( le lontre del Giappone erano (in quanto estinte nei primi anni 90) considerate da Imaizumi & Yoshiyuki appartenenti ad una specie a se ma questa classificazione non è stata confermata ed accettata ufficialmente ).

 

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