Lycaena virgaureae

Famiglia : Lycaenidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Una sfavillante farfalla tropicale? Macché la Lycaena virgaureae vive nell’Europa temperata, fino alla Cina © Giuseppe Mazza

Come sovente accade nella nomenclatura naturalistica, il binomio scientifico dato alle singole specie è spesso derivato da errate valutazioni personali di coloro che l’hanno classificata o da informazioni male interpretate che hanno portato ad affibbiare epiteti e nomignoli per nulla inerenti le caratteristiche delle specie.

E’ il caso di dire che per la Licena della verga d’oro o più correttamente della Licena del romice ( Lycaena virgaureae – Linnaeus, 1758) questa interpretazione sia una conseguenza di questi fatti. Questa bella farfalla appartiene all’ordine dei Lepidoptera ed alla famiglia dei Lycaenidae ed è caratterizzata da una colorazione spettacolare e brillante se non fosse per le sue minute dimensioni che la rendono spesso poco osservabile.

Linneo la classificò appunto come specie virgaureae, il nome latino della Verga d’oro (Solidago virgaurea) un erba infiorescente comune in Europa e con la quale questa farfalla sembrava fosse strettamente legata. In effetti questo abbinamento si è poi rivelato inesatto in quanto questa essenza non rientra in alcun modo nella vita di questo lepidottero.

Nello stesso errore caddero i primi entomologi inglesi che le diedero il nome volgare di Scarce Copper (Rara ramata) confondendola con la simile Large Copper (Lycaena dispar) questa effettivamente e talmente non comune da scomparire totalmente dall’Inghilterra nel XIX secolo.

Di converso la Lycaena virgaureae non è certamente la più rara nel suo genere in Europa.

Il genere Lycaena deriva invece dal greco ed anch’esso ha interpretazioni piuttosto vaghe. Alcuni sostengono sia originato da Lycia un altro nome della dea Diana, chi da lukaina = lupa, altri da Lukaios o Lycaeus o Lyceus, epiteti dati ad alcune divinità venerate sul monte Lycaeum nell’antica Arcadia.

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Quasi invisibile nel suo rapido volo, misura al massimo 35 mm, ma quando è posato, con le ali semiaperte, il maschio è davvero spettacolare © Giuseppe Mazza

Altri ancora da Lykaon re dell’Arcadia oppure da Lukeion una scuola ginnica dell’antica Atene dove le evoluzioni dei saltimbanchi sembra imitassero il volo frenetico di queste farfalle. Infine la più fantasiosa, quella che mette in relazione quella che si pensava “genialità scientifica” con una profana ripetizione rimata dei nomi usati scientificamente a quel tempo e che hanno dato successivamente l’avvio alle più varie interpretazioni: Zygaena, Phalaena e Lycaena. Alcuni nomi comuni europei sono Dukatenfalter in tedesco, Cuivré de la verge-d’or o Cuivré satiné in francese, Mariposa manto de oro in spagnolo e Scarce copper in inglese.

Zoogeografia

La licena della verga d’oro è tipica delle aree temperate con una buona diffusione nel continente europeo. In Europa infatti è abbastanza comune e sparsa e non è così a rischio come la congenerica Lycaena dispar ormai totalmente estinta in diverse località del continente.

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La femmina, colori tenui con macchie diffuse, adotta invece una livrea mimetica, nell’interesse della specie © Giuseppe Mazza

La specie si rinviene nella penisola Iberica, sui Pirenei e sul Massiccio Centrale francese, a ridosso dell’arco alpino, nella penisola balcanica, in Turchia e fino alla Mongolia e nord della Cina, in un’unica fascia ristretta concentrata sulle medesime latitudini.

In Europa manca nella parte nord ovest, in Olanda, in Danimarca e gran parte del Belgio e nel nord della Scandinavia ma è presente nella parte meridionale della penisola e nel territorio russo fino a congiungersi a sud, alle latitudini sopra citate.

Esistono diverse sottospecie anche se alcuni ritengono siano frutto di incroci con specie simili appartenenti al medesimo genere e con le quali condividono il medesimo ambiente. Tra le ormai accettate vi è la Lycaena virgaureae miegii della penisola iberica e la Lycaena virgaureae montanus tipica dei due versanti delle Alpi.

Ecologia-Habitat

Questa licena vive principalmente in ambiente prealpino o medio montagnoso fino a quote vicine ai 2000 m di altitudine in Europa ma anche più elevate nel continente asiatico. Ama radure fiorite su prati umidi alpini anche se la preferenza è per terreni sufficientemente scoscesi ed anche secchi. Essenziale per la sua presenza sono le distese fiorite e soleggiate di mezza collina. Tra la dozzina di specie raggruppate in Europa in questo genere, questa farfalla è forse la più diffusa ad altitudine medio elevate dove la si ritrova in grande quantità mentre scarseggia ed a volte manca al di sotto dei 500 m. Ha un volo rapido e saettante non facile da seguire quando in volo. Infatti il colore brillante della superficie alare superiore, compare e scompare come un improvviso flash durante queste evoluzioni, riapparendo poi nel suo splendore quando posata su un fiore con le ali distese al sole.

Morfofisiologia

La licena della verga d’ora è una piccolissima farfalla con dimensioni che arrivano a malapena a 35 mm di apertura alare. Ciò non di meno si può considerare, insieme ad alcune conspecifiche, una delle farfalle più colorate e sorprendenti del nostro territorio.

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La faccia inferiore delle ali è uguale in entrambi i sessi. Caratteristica della specie è la banda rosso ramata in basso con i disegni bianchi © Colombo

Il colore della faccia superiore delle ali del maschio è di un arancione ramato brillante che addirittura abbaglia se esposto ai raggi del sole. I riflessi sono così splendenti che risaltano su qualsiasi fiori si posi evidenziando immediatamente la sua presenza. La superficie centrale dell’ala è totalmente sgombra da segni o macchiettature particolari se non una bordatura nerastra concentrata sugli apici delle ali e sull’area submarginale dove evidenzia anche piccole lunule a volte molto pronunciate. Sull’apice interno dell’ala vi è un leggero allungamento che dà la parvenza di una breve e rudimentale coda.

La femmina al contrario ha colori più tenui ed ambrati con macchie diffuse che nell’ala anteriore creano due linee parallele sulla fascia submarginale mentre nella posteriore la punteggiatura è immersa in una peluria marrone che copre quasi totalmente la superficie.

La faccia inferiore delle ali è determinante per la classificazione di questa specie. Entrambi i generi mostrano una colorazione color cannella sull’ala superiore con macchie nere sparse ed una colorazione giallo ocracea in quella inferiore dove appaiono due o tre piccoli disegni bianchi nell’area postdiscale. Sul bordo dell’ala inferiore, il margine è accompagnato parallelamente da una striscia rosso ramata molto caratteristica.

Le antenne, come d’abitudine per i licenidi, sono finemente ricamate in bianco nero con apice della clava di colore chiaro.

Questa licena ha diverse specie molto somiglianti tra loro che spesso rendono difficoltosa la sua classificazione, ancor più se non si riesce ad osservare chiaramente la superficie alare inferiore. Infatti può essere facilmente confusa con la Lycaena dispar, con la Heodes ottomanus, la Thersamonia thetis ed anche con la Chrysophanus (Palaeochrysophanes) hippothoe, se non per le particolarità dei disegni di cui sopra.

Una curiosità che proviene come al solito dai lepidotterologi inglesi, è la classificazione volgare che fanno delle numerosissime specie presenti nella famiglia dei licenidi. Una suddivisione grossolana ma efficace che rende immediatamente chiaro a chiunque di che genere di farfalla si sta parlando senza conoscerne a fondo la specifica classificazione.

I licenidi sono stati divisi in tre gruppi, le Copper (le ramate), le Blue (le azzurre) e le Hairstreak (le strisciate). Chiaramente, visto il loro colore, la virgaureae, la dispar e le altre simili appena citate, sono incluse nelle Copper.

Etologia Biologia riproduttiva

Tra le ramate, la licena della verga d’oro è una delle pochissime che svernano nello stadio di uovo, contrariamente alle altre che trascorrono la brutta stagione allo stato larvale. Le uova vengono deposte sullo stelo delle piante ospiti od erbacce vicine e trascorrono l’inverno tra le foglie secche marcescenti al suolo. Al risveglio tardo primaverile i bruchi iniziano a crescere rapidamente fino ad impuparsi in poche settimane sulle piante ospiti e dare corso all’unica generazione annuale. La farfalla prende il volo nella tarda estate (luglio/settembre), nei mesi più caldi visto che il suo ambiente naturale più consono si trova spesso collocato a discrete altitudini.

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Depone le uova sotto le foglie delle piante ospiti o nelle loro vicinanze. A differenza di quanto accade per la maggior parte dei Lycaenidae, queste non schiudono subito, non si trasformano immediatamente in larve, ma attendono la primavera, passando l’inverno al freddo, spesso surgelate, anche a 2000 m di quota © Giuseppe Mazza

Pianta ospite principale è il Rumex acetosa ma anche ogni altra essenza del genere Rumex è accettata. Irresistibili per l’alimentazione degli adulti sono i fiori di Eupatorium, di Valeriana, di Saxifraga, di Knautia, di Scabiosa e di Sanguisorba.

La farfalla è molto attiva durante le ore assolate di piena estate e la si vede vagabondare di fiore in fiore con scatti rapidissimi e fermate improvvise sui capolini di questi fiori. Quando posata rimane per diversi minuti con ali generalmente socchiuse a 45°, nei quali risulta facilmente osservabile ed avvicinabile, dopodiché con un altro guizzo eccola spostarsi su un altro fiore e ripetere lo stesso comportamento. Come fanno spesso i licenidi, anche la Lycaena virgaureae la notte si raduna in gruppi appesi capovolti al di sotto di questi fiori.

E’ specie largamente protetta ma non è considerata a rischio.

Sinonimi

Heodes virgaureae – Linnaeus, 1758.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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