Lycaste skinneri

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Lycaste skinneri è un’epifita con fiori cerosi, larghi anche 14 cm, di lunga durata © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di El Salvador, Guatemala, Honduras e Messico (Chiapas), dove cresce nelle foreste umide tra 1500 e 2000 m di altitudine.

Il nome del genere è quello della figlia di Priamo, re di Troia; la specie è dedicata al suo scopritore George Ugo Skinner (1804-1867).

Nomi comuni: monja blanca (spagnolo-Guatemala).

La Lycaste skinneri Lindl. (1843) è una specie epifita semidecidua con pseudobulbi ovoidi, compressi, lunghi 5-10 cm e larghi 3,5 cm con all’apice 3-4 foglie lanceolate, pieghettate, lunghe 40-70 cm e larghe 15 cm.

Infiorescenza eretta, dalla base dello pseudobulbo, che si sviluppa contempora- neamente alle nuove foglie, lunga 15-30 cm portante un singolo fiore, ogni pseudobulbo può produrre più infiorescenze.

Fiori cerosi fino a circa 14 cm di diametro con sepali bianchi più o meno sfumati di cremisi alla base, petali rosa violaceo e labello bianco con macchie e strisce rosso violaceo, di lunga durata, circa un mese. Sepali oblungo-lanceolati di 5-7 cm di lunghezza e 3 cm di larghezza, petali ellittici con apici ricurvi, lunghi 3-5 cm e larghi 2,5-4 cm, proiettati in avanti e avvolgenti la colonna, labello trilobato, lungo 4-5 cm, pubescente, con lobi laterali eretti e lobo mediano ovato con apice arrotondato e retroflesso, colonna arcuata, pubescente nella parte inferiore, lunga 3 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con ciascuna sezione provvista almeno di 3-4 pseudobulbi.

E’ la specie più nota e coltivata del genere grazie alla bellezza dei suoi fiori ed alla facilità di coltivazione, richiede elevata umidità, 60-80%, luminosità, ma non sole diretto, temperature nell’arco dell’anno tra 14 e 28 °C, anche se può sopportare qualche grado in più o in meno per breve periodo, ed una costante buona ventilazione.

Le innaffiature devono essere regolari ed abbondanti quando in piena vegetazione, diradate dopo la fioritura, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, facendo particolare attenzione a che non ristagni acqua tra le foglie della vegetazione emergente, particolarmente sensibile ai marciumi. Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, zattera di sughero o di radici di felci arborescenti oppure coltivata in vasi o canestri con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, sfagno o fibra di cocco e agriperlite. Spostamenti e divisioni vanno effettuati alla ripresa vegetativa cercando di danneggiare il meno possibile l’apparato radicale.

La forma interamente bianca è il fiore nazionale del Guatemala.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Vi è un certo disaccordo tra i botanici sul nome della specie, ritenendo alcuni che il nome corretto debba essere Lycaste virginalis.

Sinonimi: Maxillaria skinneri Bateman ex Lindl. (1842); Maxillaria virginalis Scheidw. (1842); Lycaste virginalis (Scheidw.) Linden (1888); Lycaste jamesiana auct. (1889); Lycaste schoenbrunnensis Umlauft (1893); Lycaste alba (Dombrain) Cockerell (1919).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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