Malleola baliensis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Malleola baliensis è una piccola epifita col fusto cilindrico racchiuso da foglie coriacee © G. Mazza

La specie è originaria del Borneo, Filippine, Giava, Malaysia Peninsulare, Piccole Isole della Sonda, Singapore, Sulawesi e Thailandia dove cresce sugli alberi delle foreste umide dal livello del mare fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome generico deriva dal latino “malleolus” = piccolo martello, con riferimento alla forma della colonna; il nome specifico è l’aggettivo latino “baliensis” = di Bali, con riferimento al luogo di origine dell’esemplare su cui è stata descritta la specie.

La Malleola baliensis J.J.Sm. (1920) è una specie epifita monopodiale con un fusto pressoché cilindrico, racchiuso dalle basi fogliari imbricate, e foglie alterne, distiche, intere, coriacee, oblungo-ellittiche con apice a due lobi diseguali, di colore verde scuro soffuso di rosso porpora, lunghe fino a circa 10 cm.

Infiorescenza racemosa pendente lunga circa 9 cm portante numerosi minuscoli fiori, di circa 1,25 cm di diametro, con sepali liberi concavi e ricurvi in avanti di colore giallo con sfumature rosso porpora sul bordo, petali piatti gialli e labello trilobato bianco con lobi laterali eretti e lobo mediano lineare lanceolato con apice appuntito e retroflesso, provvisto di una cresta al centro e una sorta di sperone saccato alla base.

Si riproduce per seme, in vitro; a livello amatoriale può essere riprodotta asportando la parte terminale del fusto, provvista di foglie e di radici, e ponendola nel composto mantenuto leggermente umido in un ambiente con elevata umidità atmosferica e temperatura, 24-26 °C; la parte basale produrrà un nuovo fusto.

Orchidea miniatura piuttosto rara nelle collezioni e di coltivazione non particolarmente facile che può fiorire più volte durante l’anno, richiede elevata luminosità, ma non sole diretto, temperature medio-alte, 22-30 °C, ed elevata umidità, 70-85%, con una buona e costante ventilazione.

Le innaffiature devono essere regolari, lasciando parzialmente asciugare prima di ridare acqua, utilizzando, anche per le nebulizzazioni, acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata a temperatura ambiente.

Le concimazioni, opportunamente alternate alle innaffiature per evitare accumulo di sali alle radici, vanno effettuate utilizzando prodotti bilanciati idrosolubili a ¼ di dose di quella consigliata dal produttore.

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L’infiorescenza pendente, lunga circa 9 cm, porta numerosi fiori minuscoli di 1,25 cm di diametro. Rara nelle collezioni e di coltura non facile © Giuseppe Mazza

Viene solitamente montata su piccoli rami, pezzi di corteccia o zattere di sughero, con un po’ di sfagno alla base per mantenere l’umidità, può anche essere coltivata in vaso con composto drenante e aerato che può essere costituito da frammenti di corteccia di media pezzatura e sfagno. Trapianti e rinvasi vanno effettuati quando strettamente necessari alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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