Mammillaria parkinsonii

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Facile e molto coltivata per la bellezza dei fusti, dei fiori e dei frutti © G. Mazza

La Mammillaria parkinsonii C. Ehrenb. (1840) è originaria del Messico centrale (stato di Querétaro de Arteaga) dove cresce tra 1000 e 2000 m di altitudine in aree semidesertiche caratterizzate da clima secco temperato-caldo e suoli prevalentemente calcarei.

Il nome generico deriva dal latino “mamilla” = mammella, con riferimento ai tubercoli presenti in queste piante; la specie è dedicata a John Parkinson, console inglese in Messico, appassionato di botanica che collezionò numerose specie messicane.

Nomi comuni: “owl-eye”, “owl-eye pincushion”, “owl’s eyes” (in- glese); “biznaga de chilitos” (spagnolo).

Specie con fusti di colore verde bluastro, prima globosi, leggermente depressi, poi cilindrici fino a circa 15 cm di altezza e 8-15 cm di diametro, con la zona apicale più o meno appiattita coperta al centro da lanugine bianca; i fusti, inizialmente solitari, col tempo accestiscono per divisione dicotomica formando cespi compatti.

Presenta tubercoli piramidali disposti a spirale, lunghi 8-10 mm, e areole lanose e setose alla loro base; l’apice dei tubercoli, inizialmente coperto da lanugine bianca, è provvisto di 2-5 spine centrali, solitamente ricurve verso il basso, rigide, biancastre con apice scuro, quella superiore lunga 4-8 mm, la inferiore lunga fino a 35 mm ed oltre, e 20- 30 spine radiali bianche, sottili e leggermente ricurve, lunghe 4-6 mm.

I fiori imbutiformi di colore giallo pallido con venatura centrale rossa, lunghi e larghi 12-15 mm, diurni, disposti in circolo in prossimità dell’apice, nascono dalle areole alla base dei tubercoli.

I frutti claviformi, lunghi circa 10 mm, sono di colore rosso arancio e contengono numerosi semi piriformi, lunghi circa 1,5 mm, di colore bruno. Si riproduce per seme e per divisione.

E’ una delle specie più coltivate ed apprezzate dai collezionisti, sia per il suo aspetto che per la facilità di coltivazione, da posizionare in pieno sole o comunque alla massima luminosità possibile, su terricci particolarmente drenanti che possono essere costituiti per circa il 50% da comune terra da giardino concimata e per la restante parte, in ugual misura, da sabbia (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere.

E’ relativamente resistente alle basse temperature, potendo sopportare, asciutta e per breve periodo, temperature fino a – 4°C; la sua collocazione ideale all’aperto, dove il clima lo consente, è in giardini “desertici” insieme ad altre xerofite, altrove va coltivata in vaso con le stesse modalità prima indicate.

In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno va tenuta asciutta e a temperature piuttosto basse, ma non inferiori a +5°C, questo periodo di riposo, freddo ed asciutto, è indispensabile per una buona fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Cactus parkinsonii (Ehrenb.) Kuntze (1891); Mammillaria morganiana Tiegel (1933).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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