Mammillaria perbella

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

La Mammillaria perbella Hildm. ex K. Schum. (1899) è originaria del Messico centrale (stati di Guanajuato, Hidalgo e Querétaro) dove cresce tra 1600 e 2000 m di altitudine in aree semidesertiche caratterizzate da clima secco temperato-caldo e suoli prevalentemente calcarei.

Il nome generico deriva dal latino “mamilla” = mammella, con riferimento ai tubercoli presenti in queste piante; il nome specifico è il termine latino “perbella” = bellissima.

Specie generalmente solitaria, solo raramente produce nuove vegetazioni alla base, col tempo può accestire per divisione dicotomica, una caratteristica comune ad altre mammillarie. Presenta un fusto globoso-depresso di colore verde azzurrognolo che in coltivazione raramente supera 6-8 cm di altezza, anche se vecchi esemplari in natura possono raggiungere l’altezza di 16 cm con un diametro di 6-8 cm. È provvista di tubercoli conici con linfa lattiginosa, lunghi circa 5 mm, fittamente disposti a spirale, con areole, sia alle ascelle che all’apice, coperte da lanugine bianca, particolarmente fitta nella fase giovanile, tanto da fare apparire la zona superiore del fusto uniformemente bianca.

Le areole apicali presentano 14-26 spine radiali setose, bianche, lunghe 2-4 mm, e due spine centrali più rigide di 4-6 mm di lunghezza, di cui la superiore leggermente più lunga, inizialmente di colore rossiccio tendente successivamente al bianco; l’elevato numero di spine radiali e la vicinanza dei tubercoli fa sì che la sua superficie risulti fittamente coperta di spine bianche.

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Girotondo di frutti di Mammillaria perbella. Questa specie, che cresce a 1600-2000 m d’altitudine nel Messico centrale, raggiunge in natura i 16 cm d’altezza con un diametro di 6-8 cm. In coltura ha un aspetto globoso-depresso non più alto di 6-8 cm. Fiori rosa porpora di 1 cm, con banda centrale più intensa © Giuseppe Mazza

I fiori, disposti in circolo in prossimità dell’apice, nascono all’inizio del periodo vegetativo dalle areole all’ascella dei tubercoli, sono imbutiformi, di 1 cm di lunghezza e diametro, con petali lanceolati di colore rosa porpora con banda centrale più intensa. I frutti claviformi sono lunghi fino a 1,5 cm, rossi, e contengono numerosi semi piriformi di colore bruno lunghi 1 mm.

Specie di facile coltivazione dalle caratteristiche spine corte e dense da coltivare in pieno sole, o leggermente ombreggiata, su terricci particolarmente drenanti che possono essere costituiti per circa il 50% da comune terra da giardino concimata e per la restante parte, in ugual misura, da sabbia (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere. È relativamente resistente alle basse temperature, potendo sopportare, asciutta e per breve periodo, temperature fino a -4 °C; la sua collocazione ideale all’aperto, dove il clima lo consente, è in giardini “desertici” insieme ad altre xerofite, altrove va coltivata in vaso con le stesse modalità prima indicate.

In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno va tenuta asciutta e a temperature piuttosto basse, ma non inferiori a +5°C, questo periodo di riposo, freddo e asciutto, è indispensabile per una buona fioritura alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Mammillaria pseudoperbella Quehl (1909).

 

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