Mammillaria zeilmanniana

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Modeste dimensioni, coltura facile e ricca fioritura. Ideale per i principianti © Mazza

La Mammillaria zeilmanniana Boed. (1931) è originaria del Messico centrale (stato di Guanajuato) dove cresce tra 1000 e 2000 m di altitudine in aree semidesertiche caratterizzate da clima secco temperato-caldo e suoli prevalentemente calcarei.

Il nome generico deriva dal latino “mamilla” = mammella, con riferimento ai tubercoli presenti in queste piante; la specie è dedicata al collezionista tedesco Hans Zeilmann.

Nomi comuni: “pink crown“, “rose pincushion” (inglese); “biznaga de Zeilmann” (spagnolo).

Specie solitaria, o più frequentemente cespitosa, con fusti di colore verde scuro, globosi, che tendono a diventare col tempo pressoché cilindrici, di 6-10 cm di altezza (fino a 18 cm in vecchi esemplari in natura) e 4-6 cm di diametro.

Presenta tubercoli ovoidi o cilindrici di circa 6 mm di lunghezza e 4 mm di diametro disposti a spirale; le areole ascellari sono prive di lanugine, che invece è presente, ma solo nella fase giovanile, in quelle apicali. Queste ultime sono provviste di 15-18 spine radiali bianche, sottili e flessibili, lunghe fino a 10 mm, e 3-5 spine centrali colore da castano chiaro a rosso bruno, lunghe circa 8 mm, di cui una, verticale e poco più lunga, è uncinata.

I fiori, disposti in circolo in prossimità dell’apice, nascono dalle areole alla base dei tubercoli, sono di colore magenta, campanulati, con un diametro di 1,8-2 cm e rimangono aperti per quasi una settimana; la fioritura si protrae per tutto il periodo vegetativo. Esiste anche una varietà a fiori bianchi.

I frutti claviformi sono lunghi circa 10 mm, di colore rosso violaceo, e contengono numerosi semi neri. Si riproduce facilmente per seme e per divisione. E’ una delle specie più popolari, particolarmente adatta per la facilità di coltivazione e la generosa fioritura a chi inizia ad appassionarsi alla coltivazione delle cactacee.

Di piccole dimensioni, quando accestisce forma velocemente gruppi compatti che durante il periodo vegetativo si coprono di fiori relativamente grandi; è precocissima, inizia a fiorire anche quando ha appena 1 cm di diametro.

Va coltivata in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, su terricci particolarmente drenanti, essendo piuttosto sensibile al marciume per eccesso di umidità, che possono essere costituiti per circa il 50% da comune terra da giardino concimata e per la restante parte, in ugual misura, da sabbia (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere.

E’ relativamente resistente alle basse temperature, potendo sopportare, asciutta e per breve periodo, temperature fino a – 4°C; la sua collocazione ideale all’aperto, dove il clima lo consente, è in giardini “desertici” insieme ad altre xerofite, altrove va coltivata in vaso con le stesse modalità prima indicate. In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno va tenuta asciutta e a temperature piuttosto basse, ma non inferiori a +6°C, questo periodo di riposo, freddo ed asciutto, è indispensabile per una buona fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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