Maniltoa browneoides

Famiglia : Leguminosae

Testo © Pietro Puccio

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Nelle umide foreste di Giava, Nuova Guinea e Sumatra la Maniltoa browneoides può raggiungere 30 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Giava, Nuova Guinea e Sumatra dove cresce nelle foreste umide, spesso in aree paludose, dal livello del mare fino a circa 400 m di altitudine.

Il nome del genere deriva da quello usato dagli indigeni della Nuova Guinea; il nome specifico è la combinazione del nome del genere Brownea Jacq. e del suffisso greco “-οειδής” (-oeidés), da “εἶδος“ (êidos) = forma, aspetto, per la somiglianza con alcune specie appartenenti al genere.

Nomi comuni: handkerchief tree (inglese); daun saputangan (Indonesia); pokok saputangan (Malaysia); indeke, sekadjaka (Papua Nuova Guinea); asòhk kăao, asòhk mai pĥāchĕdnā (Thailandia).

La Maniltoa browneoides Harms (1902) è un arbusto o albero sempreverde che può raggiungere 30 m di altezza nei vecchi esemplari in natura, ma che in coltivazione si mantiene molto più basso, 6-12 m, con tronco eretto, fino a 40 cm di diametro, provvisto alla base di radici tabulari (radici simili a contrafforti) fino a 1 m di altezza, e corteccia bruno-rossastra.

Le foglie, su un corto picciolo, sono alterne, paripennate, con rachide lungo 6-22 cm, e (2-)3(-4) coppie di foglioline sessili, opposte, ovato-ellittiche, asimmetriche rispetto alla nervatura centrale, con margine intero ed apice ottuso, di colore verde scuro e lucide superiormente, più chiaro inferiormente, di 5-20 cm di lunghezza e 3-8 cm di larghezza. Le nuove vegetazioni inizialmente pendono dai rami, con le giovani foglie strettamente sovrapposte tra loro e di colore bianco con una leggera sfumatura verde, che dopo qualche giorno virano progressivamente al verde scuro e si distendono.

Infiorescenze terminali racemose, globose, compatte, prodotte contemporaneamente alla nuova vegetazione, inizialmente coperte da brattee imbricate, costituite da numerosi fiori bianchi, delicati, che virano velocemente al marrone dopo l’impollinazione, con sepali lunghi circa 1,5 cm, petali lunghi 1,2-1,8 cm e numerosi (60-80) stami prominenti lunghi 2-3 cm. I frutti sono legumi legnosi indeiscenti, ricurvi, di circa 7 cm di lunghezza, dalla superficie rugosa di colore bruno chiaro contenenti un solo seme.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per due giorni, in terriccio drenante mantenuto umido a 26-28 °C, e per margotta.

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Le insolite infiorescenze terminali racemose, globose, compatte, prodotte contemporaneamente alla nuova vegetazione, sono inizialmente coperte da brattee imbricate. I fiori bianchi, delicati, virano velocemente al marrone dopo l’impollinazione. Sepali lunghi circa 1,5 cm, petali di 1,2-1,8 cm e 60-80 stami prominenti di 2-3 cm © G. Mazza

Specie poco nota al di fuori delle aree di origine e di alcuni paesi del sudest asiatico, in cui è stata introdotta, dove invece è frequentemente utilizzata come ornamentale in parchi pubblici e giardini, soprattutto per la caratteristica dei giovani germogli che da lontano sembrano come dei fazzoletti bianchi appesi ai rami (da cui il nome comune inglese), come albero da ombra in aree di sosta e parcheggi e nelle alberature stradali. Coltivabile nelle regioni tropicali e subtropicali umide, con temperature ed umidità atmosferica mediamente elevate e costanti, richiede una esposizione in pieno sole o leggermente ombreggiata e suoli drenanti, ricchi di sostanza organica e mantenuti pressoché costantemente umidi.

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I frutti sono legumi legnosi indeiscenti, ricurvi, di circa 7 cm di lunghezza, dalla superficie rugosa di colore bruno chiaro contenenti un solo seme © Giuseppe Mazza

Il legno, di colore bruno rossastro e con buone caratteristiche di durezza, densità e resistenza, è usato localmente nelle costruzioni, per pavimenti, pannellature, infissi esterni ed interni, mobili, utensili e oggetti artigianali, e inoltre come combustibile e per la produzione di carbone vegetale.

Sinonimi: Pseudocynometra browneoides (Harms) Kuntze (1903); Maniltoa gemmipara Backer (1911).

 

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