Marantochloa cuspidata

Famiglia : Marantaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Marantochloa cuspidata è una specie sempreverde erbacea, perenne, rizomatosa, dell’Africa Centrale dove raggiunge i 2 m d’altezza con foglie di 50 cm ed infiorescenze terminali racemose, lunghe anche 1 m © Mazza

La specie è originaria della Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Liberia, Repubblica Centrafricana, Senegal, Sierra Leone e Togo dove vive nel sottobosco delle foreste umide, nelle savane e lungo le rive dei corsi d’acqua.

Il nome generico è la combinazione di Maranta, genere dedicato al medico e botanico italiano Bartolomeo Maranta (1500-1571), e del sostantivo greco “χλόη” (chloe) = erba; il nome specifico è l’aggettivo latino “cuspidatus, a, um” = appuntito, con riferimento all’apice della foglia.

Nomi comuni: ablayo, abobo, anworom, aworom, ntentrema, tunterai (Ghana); fita, hita, uma (Nigeria); gogodié, yipeté (Senegal); bambemio, bula, hande, togindawa, udankeme (Sierra Leone).

La Marantochloa cuspidata (Ros- coe) Milne-Redh. (1954) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempre- verde, spesso con 1-2 sole foglie, che forma densi cespi, alti fino a circa 2 m, con fusti eretti poco ramificati.

Le foglie, su un picciolo lungo 15-20 cm, sono alterne, semplici, da ovate a oblungo-lanceolate con apice lunga- mente appuntito non in linea con la nervatura centrale e margine intero, asimmetriche rispetto alla nervatura centrale, lunghe 15-50 cm e larghe 8-25 cm, coriacee, di colore verde intenso lucido superiormente, più pallido inferiormente. Infiorescenze terminali racemose, lunghe fino a circa 1 m, provviste di brattee verdi, lunghe 2-4 cm, che sottendono i fiori ermafroditi in coppia, su un pedicello lungo 1 cm, con 3 sepali liberi, corolla tubolare lunga 2 cm con 3 lobi, stame e staminoidi disposti in due verticilli, quello interno costituito dallo stame fertile e uno staminoide giallo e quello esterno da due staminoidi petaloidi gialli. Il frutto è una capsula globosa trilobata, di 0,8 cm di diametro, di colore giallo, villosa, contenente tre semi trigoni provvisti di arillo.

Si riproduce per seme, in terriccio drenante mantenuto costantemente umido alla temperatura di 24-26 °C, e facilmente per divisione.

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Fiori ermafroditi in coppia con 3 sepali liberi. Corolla tubolare di 2 cm con 3 lobi. Stame e staminoidi disposti in due verticilli, quello interno costituito dallo stame fertile e uno staminoide giallo e quello esterno da due staminoidi petaloidi gialli. Le grandi foglie sono usate per avvolgere i cibi e nella medicina tradizionale contro la dissenteria
© Giuseppe Mazza

Specie coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido in pieno sole o parziale ombreggiatura e senza particolari esigenze riguardo al suolo, purché con ampia disponibilità di acqua.

Le foglie, raccolte nella foresta e vendute ogni giorno nei mercati, sono utilizzate per avvolgere le noci di cola, per evitarne l’essiccazione, e cucinare cibi, e, avvolte a cono, per raccogliere il miele; vengono inoltre impiegate come copertura di costruzioni rurali. Le foglie infine sono utilizzate nella medicina tradizionale, come decotto, in caso di diarrea e dissenteria.

Sinonimi: Maranta cuspidata Roscoe (1828); Maranta flexuosa G.Don ex Benth. (1849); Phrynium flexuosum Benth. (1849); Arundastrum cuspidatum (Roscoe) Kuntze (1891); Phyllodes flexuosa (Benth.) Kuntze (1891); Donax cuspidata (Roscoe) K.Schum. (1892); Clinogyne flexuosa (Benth.) K.Schum. (1902); Clinogyne chrysantha Gagnep. (1904); Clinogyne arcta Stapf (1906); Clinogyne cuspidata (Roscoe) K.Schum. ex A.Chev. (1909); Marantochloa flexuosa (Benth.) Hutch. (1936).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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